BOLOGNA – Erano le tre di notte quando Franco Iachi Bonvin, di Pavone Canavese, alle porte di Ivrea, il 7 giugno del 2019, dal suo appartamento sentì dei movimenti anomali provenire dal piano terra, dove si trovava la sua tabaccheria. Si affacciò dalla finestra e vide un furgoncino bianco in cortile. Capì subito che dei ladri gli stavano svaligiando il negozio: sarebbe stata la settima volta in dieci anni.
Deciso, il tabaccaio impugnò la sua pistola e dal terrazzo iniziò a sparare diversi colpi in direzione dei tre ladri che stavano uscendo dal locale: due riuscirono a fuggire, un colpo invece ferì a morte Ion Stavila, 24enne moldavo. Oggi, sette anni dopo, la Corte di Assise di Appello di Torino ha riconosciuto le attenuanti al tabaccaio, che ormai ha 74 anni, e ne ha ridotto la pena a 1 anno e 8 mesi. I difensori hanno rinunciato al ricorso in Cassazione, chiudendo l’iter giudiziario.
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La vicenda di Bonvin sale alla ribalta sulla scia del caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour recentemente condannato a quasi 15 anni di carcere per aver ucciso due rapinatori. Diversamente dalla Cassazione che hanno confermato e riconosciuto una pena maggiore al gioielliere, i giudici d’appello torinesi hanno ridotto quella del tabaccaio che un primo grado era stato condannato a cinque anni di reclusione. La Corte di Assise di Appello di Torino ha infatti qualificato il fatto come omicidio colposo, riconoscendo le attenuanti, con la riduzione per la scelta del rito a 1 anno e 8 mesi, con il beneficio della sospensione condizionale della pena.



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