venerdì 16 Ottobre 2026

VIDEO | Seconda giornata di Energia Popolare, Prodi: “Alleanze siano fondate su un’idea condivisa d’Italia”

Ieri sul palco si sono alternati, tra gli altri l’ex parlamentare Stefania Pezzopane, l'ex sindaco di Bologna Virginio Merola e Piero Fassino, dirigente di lungo corso ed ex segretario del Pd

di Nicola Perrone, Flavio Sanvoisin e Andrea Mari

BOLOGNA – Seconda giornata a Cesena per la convention di Energia Popolare, l’area politica che fa riferimento al presidente Dem Stefano Bonaccini. Ieri sul palco si sono alternati, tra gli altri l’ex parlamentare Stefania Pezzopane, l’ex sindaco di Bologna Virginio Merola e Piero Fassino, dirigente di lungo corso ed ex segretario del Pd.

STANDING OVATION PER ROMANO PRODI

Oggi alle 11 all’assemblea è arrivato il presidente Romano Prodi e tutti si sono alzati in piedi ad applaudirlo. Prodi, con a fianco il presidente Stefano Bonaccini, ha salutato i tanti presenti e si è seduto in prima fila ad ascoltare gli interventi. Alla fine del suo intervento c’è stata una seconda standing ovation. E’ stato lo stesso Prodi, commosso, dopo qualche minuto a chiedere di smettere.

PD. PRODI: OK COMPROMESSO MA SOLO COMPROMESSI SFASCIANO L’ANIMA

“Grazie per l’affetto con cui mi avete ricevuto. E’ stato un invito gradito dopo tanti anni che non parlavo piu nel Pd. E’ una giornata per me importante e sono contento che sia qui in Romagna”, dice Romano Prodi intervenendo all’assemblea di Energia Popolare, l’area politica che fa riferimento a Stefano Bonaccini.

“Abbiamo avuto continui compromessi, il compromesso va bene ma quando ci sono solo compromessi si sfascia l’anima del Paese. Abbiamo smesso di riflettere sull’idea di Paese che vogliamo costruire. Non sono contrario alle alleanze ma fondate sull’idea condivisa dell’Italia e del futuro. Populismo non è evento occasionale ma è il rifugio di un popolo che non trova casa, e devo dire che non lo ha trovata neppure nel Pd. Questo deve obbligarci a costruire un rapporto, per costruire la casa degli italiani. Penso come voi che il Pd sia l’unico partito in grado di indicare progetti e percorsi per la gente e non solo alla convenienza del momento”.

PRODI: UNIONE SBANDATA, LO DICO CON TRISTEZZA

“Abbiamo una Unione europea sbandata, lo dico con la massima tristezza. Abbiamo fortunatamente una forte alleanza con gli Stati Uniti ma abbiamo difficoltà a interpretare questa alleanza con una nostra politica unitaria”.

“Di fronte- spiega Prodi- abbiamo tre ipotesi: diventare una potenza mondiale, cosa che non vedo; oppure comportarci come vassalli, alleati che non contano nulla; invece la terza via è essere un alleato fedele ma capace di avere una politica unitaria per difendere propri obiettivi e interessi”.

PRODI: LA CINA STA CAMBIANDO LA FACCIA DEL MONDO, ORA SFIDA LE DEMOCRAZIE

“La Cina ha una politica estera determinata, va a trovare lo cose che gli servono. E’ una politica che sta cambiando la faccia del mondo”, dice Romano Prodi all’assemblea di Energia Popolare, a Cesena. “Quando incontravo i leader cinesi- ricorda Prodi- c’era un rispetto e ammirazione per la democrazia. Da quando c’è Xi si è passati dal rispetto alla sfida, una sfida molto più globale. In questa grande sfida alla democrazia ha avuto proseliti dappertutto, come le Filippine e la Russia”.

PRODI: CINESI COME I SICILIANI, QUANDO STANNO ZITTI DISSENTONO

“Il ragazzo Kissinger, che oggi ha 100 anni, ricordo una mangiata storica con lui qui in Romagna, ha detto che far unire Cina e Russia è una cosa fessa… alla Cina serve l’alleanza con la Russia ma anche la Cina non condivide la folle guerra che Putin ha iniziato… in tante occasione la Cina è stata in silenzio, a questo proposito voglio ricordare che i cinesi sono come i nostri siciliani, quando stanno zitti dissentono”. Abbiamo “una forte alleanza con gli Stati Uniti e un’Europa sbandata: di fronte a noi tre ipotesi, Europa potenza mondiale, non penso, vassalli che non contano, oppure alleato fedele ma anche attento a difendere i propri interessi”.

PRODI: È TORNATA LA PAURA DEI MIGRANTI MA IN ITALIA NON FACCIAMO NULLA

“Con l’aumento degli sbarchi è tornata la paura, l’Europa deve muoversi ma noi non affrontiamo problema in Italia. Abbiamo bisogno di forza lavoro e oggi lo ammettiamo, ma non facciamo nulla per trasformarli in forza lavoro, li lasciamo allo sbando… non può avere permesso neppure chi si laurea in Italia… Il riformismo si fa con queste battaglie concrete”.

PRODI: RIAPRIRE IL DIBATTITO SUL SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO

“Se tutti piangono sul degrado dello spirito collettivo, le difficoltà di far capire ai giovani i problemi della società, perché non riaprire il dibattito sul servizio civile obbligatorio?”.

DA BONACCINI “BENTORNATO” A ZAKI E STOCCATA A CENTRODESTRA

“Saluto Patrick Zaki, che abbracceremo nei prossimi giorni a Bologna: bentornato Patrick”. Esordisce così, nel suo intervento conclusivo della convention di Energia Popolare a Cesena, il presidente della Regione Emilia-Romagna e del Pd Stefano Bonaccini. Sul punto, però, il governatore emiliano-romagnolo non risparmia una stoccata alla maggioranza di centrodestra. “Io- dice- ho ringraziato il Governo, perché era doveroso farlo”, per quanto fatto per ottenere la liberazione del ricercatore egiziano dell’Università di Bologna, “ma sono rimasto colpito- aggiunge- dalle ovazioni a Patrick da parte della destra, come se ci fosse da schierarsi, mentre molti di quei parlamentari non li avevo mai visti nelle manifestazioni che abbiamo fatto in questi anni per la libertà di Patrick”.

BONACCINI: GRAZIE ROMANO… DOPO DI TE NON HA VINTO NESSUNO

“Grazie Romano non ti abbiamo chiamato solo come padre nobile ma anche perché dopo di te non ha vinto nessuno, perché ci hai insegnato che bisogna allargare, uscire dall’area ombelicale in cui il Pd è stato per troppo tempo. Tocca a noi chiamare le tante energie che ci sono fuori, i partiti sono strumenti che permettono ai cittadini di partecipare alla vita democratica“.

BONACCINI: TRANSIZIONE ECOLOGICA NECESSARIA MA SERVONO RISORSE

“La transazione ecologica non è utile, è necessaria, ma serve un’alleanza democratica che porti la maggioranza delle persone a sostenerla. Servono risorse, perché senza risorse poi nascono quelle contraddizioni che vediamo in Germania con la crescita dell’estrema destra o in Olanda con il partito dei contadini che dal nulla diventano decisivi”.

BONACCINI: CARI M5S E TERZO POLO SENZA NOI DESTRA NON SI BATTE

“Ho partecipato anch’io a tante manifestazioni organizzate da altri, è tempo che sia il Pd ad organizzare anche le manifestazioni”. Quanto agli accordi politici “non possiamo stabilire o dar vita ad alleanze solo perché tocca a noi che siamo più grandi… no, ma M5S e Terzo Polo devono sapere che se vogliamo battere la destra senza il Pd, cari M5S e Terzo Polo, non andrete da nessuna parte“.

BONACCINI: LA DESTRA VUOLE USARE L’ALLUVIONE IN VISTA DELLE REGIONALI

Il Governo e la maggioranza di centrodestra “hanno pensato di utilizzare un po’ la tragedia dell’alluvione in vista delle prossime regionali, confondendo la laboriosità e il civismo degli emiliano-romagnoli per accondiscendenza, e ancora ieri alla Camera, con un colpo di mano, ci hanno messo di lato ulteriormente”, dichiara Bonaccini. Rimarca infatti che, per ora, “nel decreto si dica che i Comuni dovrebbero gestire decine di migliaia di pratiche senza un’unità in più di personale, realizzando contestualmente 4,5 miliardi di investimenti senza un ingegnere in più”. E afferma che il comportamento del Governo denota “o insipienza, o premeditazione politica per colpire una comunità: nel primo caso è colpa grave, nel secondo è anche dolo”.

Ad oggi, ricorda infatti Bonaccini, “i Comuni non hanno ancora un euro per le strade franate e gli edifici danneggiati, né noi, come Regione, stiamo ricevendo soldi per riparare gli argini. Come facciamo a far partire i lavori? Anche le aziende, se non vengono pagate, fermano le ruspe, e anche i Comuni vanno in default se non si coprono i debiti fuori bilancio”. Da parte sua, il presidente dem rivendica invece il fatto che “noi non abbiamo mai messo prima l’appartenenza politica, perché quando governi devi trattare tutti allo stesso modo, a partire da chi non ti voterà mai”.

Dunque, pur ribadendo di voler continuare ad offrire al Governo “tutta la nostra collaborazione”, Bonaccini manda a dire all’esecutivo che “il tempo non è infinito, e non vorremmo restare inerti a veder montare la rabbia della nostra gente: da soli non possiamo farcela, ma al Governo garantisco che ogni euro che metteranno qui tornerà indietro con gli interessi”.

Infine, il governatore emiliano-romagnolo assicura che “staremo accanto ai nostri sindaci, a cui vorrei che da qui arrivasse l’applauso più grande”. E anche in questo caso Bonaccini tiene a sottolineare che la vicinanza varrà per “tutti i sindaci, di centrosinistra o di centrodestra, perché hanno combattuto assieme alle loro comunità. Saremo sempre accanto a loro”.

PER BONACCINI IL GOVERNO SMANTELLA LA SANITÀ PUBBLICA: NON LO PERMETTEREMO

Questo Governo punta a smantellare la sanità pubblica a favore di quella privata “non lo possiamo permettere, per questo voglio che il Pd si mobili, organizzi manifestazioni in ogni luogo”. Nel suo intervento, Bonaccini ricorda che “poche settimane fa è stata pubblicata la classifica ministeriale sui Lea (Livelli essenziali di assistenza, ndr), che vede l’Emilia-Romagna prima e la Toscana seconda, ma se chiedete qui, a Rimini o a Piacenza se la sanità pubblica sta migliorando o peggiorando, praticamente tutti vi diranno che sta peggiorando”. Se poi si considera il fatto che “dalla tabella dei conti delle Regioni pubblicata da ‘Il Sole 24 Ore’ risulta che tre quarti delle Regioni, ed è prima volta che accade, hanno i conti in rosso, noi compresi”, si capisce che “il problema non è più congiunturale, ma strutturale: ci sarà chi è in rosso per incapacità, ma non possono essere impazziti tutti”.

E qui Bonaccini lancia l’attacco all’esecutivo, raccontando di aver detto nei giorni scorsi al ministro della Salute Orazio Schillaci “che al Governo non possiamo imputare tutti i guasti della sanità, ma una colpa ancora più grave, se non la correggeranno”. Infatti, spiega, se “negli scorsi tre anni sono stati messi 12 miliardi nel Fondo sanitario nazionale”, anche se “2020 e 2021 hanno coinciso con pandemia, campagna vaccinale e spese energetiche che hanno colpito soprattutto chi, come Emilia-Romagna e Toscana, ha più sanità pubblica”, quest’anno “il rapporto tra Pil e spesa pubblica per la sanità è sceso sotto il 7% dopo tanto tempo, e nei prossimi tre anni, viste le proposte di bilancio, si scenderà a poco più del 6% e diventeremo fanalino di coda in Europa”. Da qui la convinzione di Bonaccini, che sul punto esorta il Pd a mobilitarsi, che “si stia boicottando la sanità pubblica a favore di quella privata”.

BONACCINI: ANTIFASCISMO VALORE FONDANTE, NON SIAMO COME LA RUSSA

“Io ai miei valori non rinuncerò mai, infatti il 12 agosto terrò l’orazione pubblica a Sant’Anna di Stazzema (teatro di un eccidio nazifascista, ndr), perché abbiamo ben chiaro, a differenza della seconda carica dello Stato, che dichiara con orgoglio di tenere in casa i cimeli mussoliniani e fascisti, che l’antifascismo è un valore fondante non solo del Pd, ma di tutto il Paese“. A tirare la stoccata alla maggioranza di centrodestra, in particolare al presidente del Senato Ignazio La Russa, è il presidente della Regione Emilia-Romagna e del Partito democratico Stefano Bonaccini, che ribadisce la centralità dell’antifascismo nel ‘patrimonio genetico’ del partito dal palco della convention della sua area Energia Popolare a Cesena.

Il riferimento di Bonaccini ai valori si inserisce in un discorso più ampio riguardante le difficoltà dei dem nelle ultime tornate di elezioni regionali e amministrative, contrassegnate da “troppe sconfitte” e che, secondo il presidente dem, impongono di rendere il Pd “un partito più grande e più forte, plurale e aperto, per rafforzare l’opposizione e preparare l’alternativa, perché criticare senza proposte alternative ha stancato gli italiani”. Qui entra in gioco il discorso sui valori, perché, spiega Bonaccini, in questo momento “colgo dei segnali preoccupanti: l’altra sera, a un dibattito pubblico, un dirigente del Pd toscano ha detto che preferisce perdere le elezioni, piuttosto che perdere i suoi valori”.

Sul punto, il governatore emiliano-romagnolo chiarisce di non voler indietreggiare su temi come, ad esempio, l’antifascismo, ma sottolinea anche la necessità di essere pragmatici. “A me- dice- hanno spiegato fin da bambino che, per affermare certe idee e certi valori e far avanzare i diritti delle persone, è preferibile vincere le elezioni”.

La ricetta giusta, secondo Bonaccini, consiste quindi nel lavorare per essere “uniti e più forti, perché se pensassimo di indebolire Elly Schlein e la nuova segreteria indeboliremmo noi stessi e faremmo il più grande regalo alla destra”. Questa, chiosa, “è la premessa per vincere, ma dobbiamo anche unire la maggioranza degli elettori, altrimenti rischieremmo di trovarci questa destra al Governo per i prossimi 20 anni”.

Insomma, conclude Bonaccini, “il nostro riformismo deve tornare ad essere di popolo, e la nostra radicalità non deve diventare settarismo. Ora rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro, perché il successo del Pd dipende da anche da noi e questo Paese non potrà avere un’alternativa credibile se si spegne il motore riformista del Pd. Al lavoro, viva il Pd e viva l’Italia”.

BONACCINI: SALARIO MINIMO VA FATTO, INDEGNO AVERE 3 MLN DI SFRUTTATI

“Il riformismo si nutre di partecipazione, perché senza popolo non si fanno le riforme. Questo è l’esatto opposto dei professionisti della politica che vogliono calare le decisioni dall’alto, peggio ancora quando discutono dei loro destini. Fatemelo dire: l’idea stessa che tra le priorità dell’agenda politica del Paese tornino i vitalizi è mortifera. Noi, invece, siamo quelli del salario minimo e dell’equo compenso per i lavoratori“, attacca Bonaccini.

Il tema del salario minimo torna a più riprese nell’intervento conclusivo del governatore emiliano-romagnolo, che sul punto spiega di “sapere benissimo che non possiamo mettere in discussione la contrattazione collettiva, ma so anche che non è degno di un Paese civile avere tre milioni di persone che lavorano per due, tre o quattro euro l’ora senza tutele. Da destra- aggiunge- ho sentito parole curiose e contraddittorie. dicono ‘meglio tagliare il costo del lavoro’: fatelo, avete messo milioni di euro sulla flat tax, toglieteli da lì e metteteli, come chiediamo noi, sul taglio del costo del lavoro”. Oppure, insiste, “dicono ‘non siamo l’Urss’, ma non lo sono neanche gli Usa e i Paesi europei che hanno il salario minimo”. Insomma, conclude, “quando usi argomenti simili, ti rimane ben poco per contrastare un’opinione”.

BONACCINI: SBARCHI AUMENTATI, SALVINI DOVREBBE SCUSARSI

In questi mesi “stanno esplodendo le contraddizioni che Giorgia Meloni e Matteo Salvini avevano millantato di poter risolvere” su tante questioni, a cominciare dall’immigrazione. Ne è convinto il presidente del Partito democratico e della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che chiudendo a Cesena la convention di Energia Popolare tira, anche su questo argomento, una stoccata al centrodestra.

“Io- dice dal palco il governatore- non ho dubbi che nessun Governo possa risolvere con la bacchetta magica i drammatici problemi legati all’immigrazione, ma se per anni, offendendoci, hai urlato ‘porti chiusi’, ‘prima gli italiani’ ed ‘è finita la pacchia’, e una volta al Governo gli sbarchi aumentano di 4-5 volte, dovresti avere almeno la decenza di chiederci scusa e di chiedere scusa di non essere in grado di fare quello per cui attaccavi frontalmente chi stava governando”.

Peraltro, sottolinea Bonaccini, dei migranti l’Italia ha bisogno, e qui arriva una bacchettata anche alla sinistra, che “per troppi anni nel dopoguerra ha dimenticato di parlare di natalità e di denatalità”. Questo, spiega, ha fatto sì che “non siano mai state fatte politiche serie per la famiglia, e oggi ci troviamo, con la Spagna, ad essere i primi due Paesi dell’Unione europea che, se non torneranno a fare figli e non avranno un flusso certo e costante di migranti, si ritroveranno con più pensionati che lavoratori”.

E a quel punto, domanda retoricamente Bonaccini, “chi garantirà ai nostri figli e nipoti quelle conquiste della sinistra come welfare, pensioni e sanità pubblica?”. In ogni caso, tiene a precisare il presidente dem, “la questione migranti non si può affrontare solo dal punto di vista cinico del lavoro: i migranti- conclude- devono avere gli stessi diritti e doveri degli altri cittadini, perché se non sapremo garantire l’integrazione, ci sarà una disintegrazione”.

BONACCINI: ALTRO CHE FLAT TAX, SI FACCIA LOTTA ALL’EVASIONE

“Dobbiamo chiedere equità ed efficienza, l’esatto opposto dei condoni di Matteo Salvini e della destra. Fatemelo dire: gli unici che pagano troppe tasse sono quelli che le pagano, non gli evasori a cui lisciare il pelo, e la lotta all’evasione deve essere lo strumento principe per ridurre le imposte a chi guadagna meno, ai lavoratori e a quelle aziende serie che creano lavoro”, attacca Bonaccini, che punta anche il dito contro la ‘tassa piatta’, dicendo: “Altro che flat tax, servirebbe il taglio del costo del lavoro per favorire chi assume a tempo indeterminato e fa investimenti”. Il presidente dem riserva poi considerazioni simili anche sulla giustizia, dichiarando che “le riforme che servono sono quelle per la certezza del diritto e contro le mafie, non quelle per l’impunità di chi commette reati”.

DELRIO: PARTITO COME SPAZIO DI LIBERTÀ

“La presenza di Romano Prodi a questa assemblea di Energia Popolare è importantissima” dice Graziano Delrio intervenendo all’assemblea di Energia Popolare in corso a Cesena. “Tutti noi veniamo da esperienze diverse, diverse radici, ma se siamo tutti qui nel Pd è per un pensiero di libertà, il Pd deve essere uno spazio di libertà”. Poi Delrio ricorda la giornata di ieri a Camaldoli, in memoria di quanto accaduto nel ’43: “momento drammatico, la guerra, i bombardamenti, Mussolini destituito… C’era poco spazio per la speranza, eppure lì si riunirono intellettuali, in quel caso cattolici per decidere del futuro, ecco quello che ci serve, costruire un’area che crei pensieri lunghi. Nessuno mina l’autorità della segretaria Schlein, lei rappresenta tutti, è il capocordata… Ma se da sotto qualcuno la avvisa di un pericolo fa bene, perché se il capocordata va giù trascina tutti, il partito deve discutere, deve includere, deve ascoltare soprattutto i bisogni della gente”.

CUPERLO: BASTA FALSA UNITÀ

“Se 100 dirigenti entrano in una riunione e alla fine escono con le stesse idee che avevano quando sono entrati allora quella discussione non è servita a niente, come non serve a nulla alzare poi la delega e approvare tutto all’unanimità”. Molto applaudito l’intervento di Gianni Cuperlo intervenuto all’assemblea di Energia Popolare su invito del presidente Dem, Stefano Bonaccini.

Cuperlo ha attaccato la destra al Governo “che tifa per Vox in Spagna, sta con la Polonia e l’Ungheria, che dice: ‘governiamo perché lo hanno deciso gli italiani’. Falso, lo ha deciso il 25 per cento degli italiani e noi dobbiamo parlare agli altri tre quarti. Questa destra cancella il dolore, fino a un anno fa nei tg si parlava degli sbarchi ora non più, sono spariti. Questa destra che non accetta le domande dei giornalisti”.

Per questo insiste Cuperlo, il Pd potrà tornare centrale se insisterà su alcune priorità: “Bisogna unire, superare le divisioni creando legami, solo così potremo battere la destra che invece punta sui privilegi, che considera le persone solo come pedine di una scacchiera. Va scritto un nuovo racconto, va fatto fuori dai palazzi, nel paese. Si può tornare a vincere, e ringrazio Romano Prodi che con l’Ulivo ha cambiato il paese”. Quanto alla segretaria Schlein, Cuperlo non è d’accordo con chi dice “dobbiamo aiutarla, c’è un che di paternalismo… tocca a lei, ora rappresenta tutti e tutte e non deve avere paura del pluralismo; a voi di Energia Popolare dico di farla una corrente e riempitela di idee e proposte contro la pigrizia, per arrivare a costruire una vera unità”.

FURLAN: A CESENA PERCHÉ IL LAVORO TORNI CENTRALE

“A Cesena con le amiche e gli amici di energia popolare abbiamo messo al centro il lavoro e la sua dignità. Dall’Europa del fiscal compact a quella del Pnrr viene un’occasione irripetibile di crescita economica sociale culturale. Non possiamo permettere alla maggioranza di governo di sprecarla”, dice la senatrice del Pd Annamaria Furlan.

“Il lavoro- prosegue Furlan- è fondamento della nostra Carta costituzionale, non può continuare ad essere povero e precario ed è dalla centralità del lavoro che deve ripartire il Pd. Togliere dalla precarietà lavorativa i nostri giovani, accompagnare le trasformazioni tecnologiche con forti processi di formazione che rendano protagonisti i lavoratori, creare sinergie importanti tra scuola, università, ricerca, impresa e territorio, investire sull’occupazione femminile e giovanile, accogliere i migranti riconoscendoli come risorsa necessaria alla nostra economia, dare dignità ai salari rafforzando la contrattazione, definendo il salario minimo e attuando la partecipazione dei lavoratori, riformare il fisco a favore del lavoro sono gli obiettivi per cui vale davvero la pena di batterci sino in fondo”.

PD. BIFFONI (ENERGIA POPOLARE): SCHLEIN ORA ASPETTIAMO GLI ELETTORI

“Cara segretaria è vero, forse non ti abbiamo vista arrivare… adesso però aspettiamo di vedere gli elettori“. La battuta con cui Matteo Biffoni, sindaco di Prato, conclude il suo intervento all’assemblea di Energia Popolare, area politica del Presidente Dem, Stefano Bonaccini, in corso a Cesena, fotografa il clima. Parlando con alcuni dirigenti e militanti, sottotraccia si nota questo: in molti aspettano ancora la svolta annunciata dalla segretaria Elly Schlein, soprattutto guardano ai sondaggi che dovevano segnare un gran balzo “e che invece sono sempre lì a dirci che siamo fermi attorno al 19-20 per cento”.

Altri si augurano “analisi più approfondite da parte di Schlein, visto che ripete cose già dette e ridette, ormai vecchie”. Critiche anche nei confronti di chi pensa ad un Pd che guarda a sinistra: “Nel nostro Paese la sinistra al massimo raccoglie un 15% di consensi, con quel numero non si va al governo”. Tornando a Biffoni, sindaco di Prato, ha insistito sulle ragioni che spingono a strutturare meglio l’area di Energia popolare: “… abbiamo visto girare molti segretari, alcuni si sono dimessi perché si vergognavano della propria comunità (Zingaretti)… la segretaria Schlein legittimamente dirige il Pd ma non è lesa maestà discutere, presentare proposte e idee diverse”.

Leggi anche