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Il politologo Lukyanov (Valdai Club): “Italia e Ue sottovalutano la Russia”

Il politologo Fyodor Lukyanov, direttore della rivista Russia in Global Affairs e del Valdai Club alla Dire: "Russia e l'Unione Europea (e i suoi Paesi membri) sono in uno stato di guerra economica"

22-07-2022 15:49
Lukyanov
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ROMA – Vincerà chi sarà più resiliente. La Russia o l’Europa. Ma con un punto a favore di Mosca: l’Ue, Italia e governo Draghi compresi, “ha sottovalutato l’impatto del conflitto in Ucraina sulla propria situazione interna”. Parole e pensieri di Fyodor Lukyanov, politologo direttore della rivista Russia in Global Affairs e del Valdai Club, centro studi di riferimento per Vladimir Putin. In un’intervista con l’agenzia Dire, si comincia proprio dalla “profezia” del presidente, pronunciata durante il Forum di San Pietroburgo, il 17 giugno, prima della caduta del premier britannico Boris Johnson e delle dimissioni di Mario Draghi. Putin aveva pronosticato per l’Ue “un’ondata di radicalismo e in prospettiva un cambio di elite“, dovuti anche a danni per “400 miliardi di dollari” che sarebbero arrecati dagli esecutivi europei alle proprie economie per via dello scontro con Mosca.

“IL PUNTO È LA GUERRA ECONOMICA TRA RUSSIA E UE”

Secondo Lukyanov, “il punto non sono le previsioni del presidente, ma il fatto che la Russia e l’Unione europea (e i suoi Paesi membri) sono in uno stato di guerra economica, anche se alcuni credono che il conflitto non sia solo economico e su questo si può discutere”. La domanda allora è un’altra, avverte il politologo: “Chi nel medio termine sarà in grado di dimostrare una maggiore resilienza?”.

Secondo Lukyanov, “sia in Russia che in Europa sono sicuri che sarà l’avversario a crollare per primo ma solo nel prossimo anno capiremo chi ha ragione”. Ci sarebbe però un punto fermo: “Sul piano politico, l’Europa ha probabilmente sottovalutato l’entità dell’impatto del conflitto sulla situazione interna dei suoi Paesi; e il governo italiano non sarà l’ultimo ad andare in crisi”. Nei giorni delle dimissioni a Roma, l’ex presidente e primo ministro russo Dmitrij Medvedev ha rilanciato la tesi di Putin, pubblicando su Telegram foto di Johnson e Draghi con accanto un punto interrogativo e una didascalia: “Avanti il prossimo”.

“LA RUSSIA NON HA ALCUNA POLITICA PARTICOLARE PER ROMA”

Nello specifico dei rapporti con l’Italia, Lukyanov guarda al futuro ricollegandosi al passato. “Oggi la Russia non ha alcuna politica particolare nei confronti di Roma” dice, rilevando il carattere inedito dello scontro. “Indipendentemente dal loro colore, i governi italiani sono stati ben disposti nei confronti dell’Urss e poi della Russia dagli anni ’60 del secolo scorso fino a tempi recenti”.

E la scelta di Roma, con la condanna dell’offensiva militare avviata in Ucraina il 24 febbraio e poi le sanzioni, adottate da una parte e dall’altra? “Stando così le cose, Mosca non ha ragione di sviluppare politiche privilegiate verso l’Italia”, risponde Lukyanov. “Se il futuro governo, chiunque dovesse guidarlo, riterrà necessario e possibile perseguire una propria linea rispetto a Mosca, magari con sfumature particolari rispetto all’orientamento generale dell’Ue, la Russia risponderà senz’altro”. Si vedrà allora, forse, dopo le elezioni in Italia a settembre.

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2022-07-22T15:49:06+02:00