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Cingolani: “Protesta per il G20 a Napoli? Non capisco a cosa servano tafferugli”

roberto cingolani
Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica a proposito delle manifestazioni che ci sono state in occasione della prima giornata del summit dedicata a Ambiente, Clima, Energia
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NAPOLI – “Non so cosa ci sia da fare tafferugli oggi al G20. Ci sono 20 nazioni impegnate a cercare la strada per individuare una giusta direzione. Io posso solo metterci la faccia e quel po’ di competenza che ho”. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani parlando, durante una conferenza stampa al Palazzo Reale di Napoli, delle manifestazioni di protesta che ci sono state oggi in città in occasione della prima giornata del summit dedicata a Ambiente, Clima, Energia. Cingolani ha detto che il governo “è pronto a parlare di tutto”.

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PLENARIA CONCLUSIVA DEL PRIMO GIORNO DI G20 A NAPOLI: APPROVATO COMUNICATO AMBIENTE

Durante la plenaria conclusiva iIl Mite comunica che è stato approvato il comunicato G20 ambiente, il primo della due giorni in corso da stamattina a Napoli. A dare l’annuncio è stato proprio il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani durante la plenaria conclusiva.

CINGOLANI: “IMPEGNO DEI PAESI PER LA SICUREZZA ALIMENTARE”

“Una delle linee del comunicato – specifica il ministro – riguarda la sicurezza alimentare, la nutrizione e la povertà. Si interessa, cioè, del problema mondiale dell’accesso al cibo”.

Noi (l’Italia, ndr) facciamo parte – ha aggiunto – di quella parte di società che si permette, anche se non dovrebbe farlo, di buttare il 30% del cibo, cibo che produce anidride carbonica. Altrove non si ha a disposizione più di 1.500 kilocalorie al giorno. Nel comunicato del G20 c’è attenzione su questo. I Paesi dovranno investire e fare policy adatte su questo punto”.

DECARBONIZZAZIONE È IMPEGNO IMPROCRASTINABILE

Per Cingolani “dobbiamo decarbonizzare, è un must, un impegno improcrastinabile”. “Il G20 è importante – aggiunge – perché ci sono accordi con Paesi che non vedono di buon occhio la data del 2030 per decarbonizzazione. Basta che due o tre non aderiscono e tutto salta. Quindi, sul piano ambientale le cose vanno male perché qualcuno continua a inquinare anche se gli altri hanno investito e rispettato i target”.

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