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Covid, Burioni: “Vaccini estremamente efficaci contro la variante Delta”

Secondo il fondatore di 'Medical Facts' "il vaccino Pfizer ha una efficacia dell'88%, quello AstraZeneca al 66,7%"
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ROMA – “I vaccini attualmente disponibili (specie quelli a mRNA) sono estremamente efficaci contro la variante delta, che purtroppo è contagiosissima. La loro efficacia fa prevedere che un utilizzo molto esteso potrebbe fare abortire eventuali nuove ondate epidemiche. Però bisogna vaccinarsi. Tutti”. Lo scrive il virologo Roberto Burioni, docente all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, sulla rivista scientifica ‘Medical Facts’, di cui è direttore scientifico.

“Una delle domande che tutti, giustamente, si fanno, è se i vaccini che attualmente utilizziamo funzionano contro la variante delta. Siccome si leggono un sacco di scemenze, vediamo di fare chiarezza- dice Burioni- Quando appare una variante, ovviamente, non si sa immediatamente se i vaccinati sono protetti da essi. Bisogna avere il tempo di osservare. Ma quello che si può sapere immediatamente (o quasi) è se i sieri dei vaccinati, in esperimenti di laboratorio, bloccano il virus. Se questo succede non c’è la certezza della protezione, ma si può essere ottimisti“.

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Per la variante delta questi esperimenti sono stati fatti e “hanno dato risultati molto lusinghieri. È vero che l’attività ‘bloccante’ (correttamente si chiama ‘neutralizzante’) dei sieri nei confronti di delta è diminuita- spiega Burioni- ma rimane molto al di sopra di quello che consideriamo il livello di guardia. Ricordatelo sempre quando leggete articoli terrorizzanti che vi dicono ‘il potere neutralizzante contro la variante x è calato di sei volte’. Quello che è importante è il valore assoluto. Che una lastra di metallo sia spessa 5 cm o 2 cm cambia poco se vi sparano con una pistola, siete comunque al sicuro. Con il tempo, poi, si riesce a vedere se effettivamente i vaccini proteggono contro questa variante. La cosa più facile da stabilire è se proteggono contro le forme gravi (le forme gravi vengono in ospedale, non bisogna andarle a cercare), e i dati che arrivano da UK sono per ora ottimi: la protezione contro la forma grave è superiore al 95% per entrambi i vaccini”.

Poi, ma questo “è complicato e ci vuole più tempo”, si può stabilire l’efficacia del vaccino contro l’infezione (anche asintomatica): “Questi dati sono usciti proprio mercoledì (il giorno del New England, ricordate) e i risultati- fa sapere il virologo- sono di nuovo molto confortanti. Il vaccino Pfizer ha una efficacia dell’88%, quello AstraZeneca al 66,7%. Vi ricordo che questo vaccino anche nelle prime sperimentazioni non si è mostrato particolarmente efficace nel bloccare il contagio asintomatico (mentre impedisce di ammalarsi gravemente, il che non è poco)”.

Infine, ora resta da sapere l’ultima cosa, cioè “quanto sono contagiosi i vaccinati che contraggono la malattia. Non abbiamo ancora questo dato, ma è ragionevole aspettarsi che i vaccinati che si infettano siano molto meno infettivi e forse per nulla (almeno se vaccinati con i vaccini a mRNA)”, conclude Burioni.

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