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Pino Pelosi non sarà sepolto a Roma

I funerali si sono svolti questa mattina a Roma, presso la Chiesa di Santa Francesca Cabrini (in piazza Massa Carrara, 15)
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ROMA –  A quanto apprende l’agenzia Dire non sarà sepolto a Roma Giuseppe ‘Pino’ Pelosi, l’unico condannato in via definitiva per l’uccisione del regista e scrittore Pier Paolo Pasolini, i cui funerali si sono svolti questa mattina a Roma, presso la Chiesa di Santa Francesca Cabrini (in piazza Massa Carrara, 15).

“E’ stato un funerale normalissimo- racconta all’agenzia Dire l’avvocato Alessandro Olivieri, storico difensore di Pelosi- forse qualcuno temeva che succedesse chissà che cosa perché era il funerale di Pelosi, in realtà è stata una cerimonia di una serenità assoluta. Il prete ha chiesto esplicitamente che non venissero fatte discussioni e che non venisse detto niente di particolare”.

Al funerale c’erano familiari ed amici, anche se qualcuno è mancato “forse perché già in vacanza- dice Olivieri- ma chi non era presente ha mandato dei messaggi di condoglianze”.

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Tra i nomi ‘noti’, in chiesa, il regista Federico Bruno, autore del film su Pasolini ‘La verità nascosta’. “C’erano alcuni giornalisti che conoscevano Pino da vecchia data, ma qualcuno è rimasto in disparte e non si è messo in prima fila per cercare di fare interviste”.

Che tipo di partecipazione c’è stata? “C’era un po’ di gente, ma non è stato il funerale alla ‘Casamonica’- risponde Olivieri all’agenzia Dire- c’era un quantitativo di amici e di persone che lo conoscevano, senza esagerare. Non era una chiesa gremita né vuota, ma una chiesa con un giusto quantitativo di persone che non erano lì per farsi notare”.

L’avvocato di Pelosi racconta che in chiesa “si è presentato pure Gabriele Paolini (il ‘disturbatore’ della tv, ndr). “L’ho trovata una cosa disgustosa e idiota– dice- Cosa è venuto a fare? Non era amico di Pelosi o Pasolini. L’ho trovato un po’ fuori luogo, però va bene, la chiesa è aperta a tutti. Forse pensava di fare qualche scoop- conclude infine Olivieri- perché c’erano le agenzie di stampa e un po’ di movimento…”.

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