ROMA – È di tre morti il bilancio della sparatoria avvenuta poco prima di mezzogiorno nel quartiere di Côte-des-Neiges a Montréal. Le vittime sono un agente di polizia del SPVM, Mohamed Lamine Benredouane, un civile che passava in quel momento, Michael (Michel) Moshe Mizrahi appartenente alla comunità ebraica e l’aggressore armato in tenuta militare. Una poliziotta gravemente ferita, sarebbe in condizioni stabili. Secondo i media locali, le forze dell’ordine starebbero cercando un secondo complice che è riuscito a fuggire, anch’esso armato e ritenuto pericoloso.
Per motivi di sicurezza, i residenti sono stati invitati a rimanere in casa attraverso un’allerta di emergenza. La sparatoria ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità: l’autostrada Décarie (A-15) è stata chiusa in entrambe le direzioni, la stazione Namur della metropolitana è stata isolata con treni in transito senza fermate e l’Oratorio di San Giuseppe è stato evacuato e chiuso.
La prima ministra del Québec, Christine Fréchette, e il ministro della Sicurezza interna, Ian Lafrenière, hanno espresso profondo sgomento e vicinanza alle famiglie delle vittime. Côte-des-Neiges è un quartiere storicamente caratterizzato da una fitta presenza della comunità ebraica di Montréal. Anche se il movente dell’attacco non è ancora stato formalmente chiarito, diverse istituzioni ebraiche dell’area, incluse la Beth Rivkah Academy e la sede locale di Chabad NDG, sono state immediatamente isolate per sicurezza.
Ecco cosa si legge sul Corriere: “La polizia starebbe esaminando un manifesto di oltre cento pagine che, stando a quanto reso noto dagli inquirenti, potrebbe essere stato scritto dall’autore dell’attacco. Il documento sosterrebbe l’ideologia ‘incel‘, una sottocultura del web incentrata sull’estrema misoginia e il determinismo biologico. I suoi sostenitori, praticamente solo uomini, ritengono che la società sia una gerarchia basata sull’aspetto fisico, in cui le persone ‘attraenti’ monopolizzano le relazioni sentimentali”.




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