ROMA – Era quasi l’una di notte quando Sarah e Alisya sono uscite da un appartamento al quarto piano di un palazzo ater di Formia: ad accompagnarle una scorta di militari e l’applauso della folla di giornalisti e curiosi che si era radunata sotto l’edificio. Ma come sono finite lì le due sorelle scomparse da una casa famiglia in Abruzzo? L’indomani del ritrovamento a parlare è proprio la donna che le ha ospitate, intervistata dai giornalisti a cui ha aperto la porta per spiegare candidamente che lei non sapeva, in sostanza, in che ginepraio si sarebbe infilata.
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L’ANZIANA ZIA INDAGATA. LA MADRE, IL SUO COMPAGNO E IL NONNO SONO IN CARCERE
Oggi Maria Sofia Di Russo, zia ottantenne della madre delle ragazze, Valentina Dacunto, è indagata a piede libero per aver aiutato al sequestro delle due minori e risponde timidamente alle domande incalzanti dei cronisti che le bussano alla porta. La mamma invece è stata portata in carcere a Teramo di prima mattina, così il compagno e il nonno materno, portati al carcere di Sulmona, tutti con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.
“ME LE HANNO PORTATE ALLE 4 DEL MATTINO”
“Il nonno e il compagno della mamma me le hanno portate alle 4 del mattino, ma già dal giorno prima mi avevano detto che sarebbero arrivate”, rivela l’anziana che vive sola, ormai vedova del marito, zio di Valentina Dacunto. E a precedere l’arrivo delle ragazze anche borse e buste pieni di viveri, alimenti per celiaci e vestiti acquistati per loro e che tutt’ora sono rimasti nell’appartamento. La zia spiega poi che non sapeva per quanto tempo avrebbe dovuto ospitare le nipoti, “mesi forse- ragiona- per quanto cibo mi hanno portato”.
PER DUE SETTIMANE RIMASTE SEMPRE CHIUSE IN CASA
La donna e le ragazze non hanno avuto quindi bisogno di uscire per acquistare alcunché in queste due settimane di ‘fuga’, sono rimaste sempre in casa, come conferma lei stessa. E le ragazze in particolare “stavano tutto il giorno in camera”, racconta la zia. Ai giornalisti di Rainews assicura che lei non sapeva nulla della scomparsa delle nipoti e che tutta l’Italia le stesse cercando. Semplicemente “me le hanno portate e basta”, ha detto. Ma poi la donna si sfoga: “Adesso sto male io”.
“NON VOLEVO STESSERO CON IL PADRE MA MI HANNO FREGATA”
Al cronista del quotidiano il Messaggero l’anziana dice poi qualcosa di più. “Non mi hanno dato soldi, io pensavo fosse la cosa giusta. L’ho fatto per loro, non volevo stessero con il papà, volevo che andassero con la mamma, volevano proteggerle”. E ancora “l’ho fatto- ha spiegato-perché sono parenti di mio marito: se fosse stato vivo lo avrebbe fatto anche lui. Io quelle bambine non le avevo mai viste prima”. E poi si sfoga: “Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo solo aiutare”.
LA SVOLTA DOPO LA VIDEOCHIAMATA, FORSE, AL FIDANZATINO O ALLA MADRE
Tanti giorni chiusa tra 4 mura, tanta noia. Per questo, come si legge nelle prime ricostruzioni apparse sulla stampa, una delle ragazze ha compiuto un gesto che ha portato a una vera e propria svolta al caso: avrebbe fatto una videochiamata a un numero tenuto sotto controllo dagli investigatori, consentendo così di risalire alla loro posizione. Potrebbe essere stata una videochiamata fatta da alla madre, al ragazzo di Alissya, Joussef, dopo i tanti appelli fatti anche in televisione alla ragazza perché facesse sapere che stava bene. Lo stesso papà delle sorelle, intervistato poco dopo la notizia del ritrovamento delle figlie, ha detto che il ruolo del fidanzato della figlia è stato cruciale per il loro ritrovamento. Ma i dettagli dell’operazione saranno illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa in Procura a Sulmona da parte della Procura della Repubblica e della polizia giudiziaria.




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