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Sfumata la compravendita del castello di Introd in Valle d’Aosta

La dimora storica appartiene alla famiglia Caracciolo di Brienza. Il presidente della Regione Lavevaz: "Aspetto che la Procura faccia il suo lavoro"

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AOSTA – Fumata nera per il castello di Introd. “Tre o quattro giorni fa ho ricevuto una nota dalla famiglia Caracciolo in cui mi si informava che il castello di Introd è tuttora in vendita: la compravendita non è andata a buon fine”. Lo dice Erik Lavevaz, presidente della Regione Valle d’Aosta, in risposta a un’interrogazione del vicecapogruppo della Lega in Consiglio regionale, Stefano Aggravi. Lavevaz esordisce così: “Ho avuto delle interlocuzioni non con i nuovi proprietari, che non ci sono, ma con la vecchia proprietà o con la proprietà attuale, per essere più precisi”. La dimora storica, di proprietà della famiglia Caracciolo di Brienza, era stata venduta in base a un contratto di compravendita firmato. La Regione, che avrebbe potuto esercitare la prelazione, aveva affidato una perizia per valutare il bene e aveva poi inviato un esposto alla Procura di Aosta, che ha aperto un fascicolo sulla compravendita.

“C’è un’inchiesta della Procura aperta, quindi il tema va trattato con attenzione” aggiunge Lavevaz, che racconta alcuni dettagli di un incontro avvenuto con la famiglia Caracciolo circa 10 giorni fa: “È stato un incontro un pochettino particolare, da un lato mi sembrava che loro volessero sapere dalla Regione cosa intendevamo fare e io un po’ imbarazzato ho ricordato che c’era un’inchiesta aperta e che per noi la compravendita era chiusa”. Lavevaz prosegue: “Mi hanno detto che c’era una cordata di una decina di imprenditori che avevano, tramite un intermediario, sottoscritto atto di compravendita, e che ora sembravano tentennare. Non faccio altri commenti e aspetto che la Procura faccia il suo lavoro”. “Non farò nessun commento nemmeno io- replica Aggravi- perché la mia interrogazione aveva la funzione di capire cos’era successo dopo tutto il can-can che c’era stato. A volte è bene che almeno sui fatti chiarezza sia fatta”.

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2022-06-22T18:08:19+02:00