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In Toscana cinque mostre per Dante: è la prima pietra degli “Uffizi diffusi”

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Il direttore delle Gallerie Eike Schmidt: "È come un robusto ramo che parte dal tronco di un albero estremamente vitale"
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FIRENZE – Si chiama “Terre degli Uffizi” ma si dice “Uffizi diffusi”. Perché le cinque mostre dedicate a Dante, nel 700esimo della morte, e che approfondiscono il legame tra il museo e la Toscana, sono ‘la prima pietra’ dell’intuizione ripresa e rilanciata dal direttore delle Gallerie, Eike Schmidt. Un progetto che nelle intenzioni potrebbe tradursi in un centinaio di poli griffati Uffizi in tutta la regione, e che, per tradurla in musica, Schmidt immagina come ‘Magical Mystery Tour’ dei Beatles. Fatto il progetto (con l’ok della Regione che sta lavorando ad una legge ad hoc) e stabilita la colonna sonora, ecco il primo tassello accompagnato dal supporto economico della Fondazione Cr Firenze.

Per “Terre degli Uffizi”, infatti, il museo e la fondazione hanno stipulato un protocollo di intesa della durata quinquennale, che si concretizza subito in cinque mostre che interessano sia il Sommo Poeta, che la valorizzazione del territorio. E che atterreranno a Poppi (Arezzo), con l’esposizione ‘Nel segno di Dante, Castello dei conti Guidi, 17 luglio-30 novembre; a San Godenzo (Firenze), con ‘Dante Alighieri e Andrea del Castagno tornano a San Godenzo’, al centro visita del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, monte Falterona e Campigna, 26 luglio-5 settembre; ad Anghiari (Arezzo), con ‘La civiltà delle armi e le Corti del Rinascimento’, al museo della Battaglia di Anghiari, 12 agosto 2021-6 gennaio; a Montespertoli (Firenze), con ‘Pittori giotteschi in Valdelsa’, al museo Arte Sacra di San Piero in Mercato, 25 settembre-10 dicembre; a Castiglion Fiorentino (Arezzo) con ‘L’ultimo sigillo. Le Stimmate di San Francesco a La Verna’ dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi, Pinacoteca comunale, 2 ottobre 2021-6 gennaio.

“‘Terre degli Uffizi’ è il primo progetto che prende avvio dalla strategia degli ‘Uffizi diffusi’“, ricorda Schmidt. “In poche parole, è come un robusto ramo che parte dal tronco di un albero estremamente vitale, in fase di crescita. Insieme alla Fondazione Cr Firenze si è trovata una formula attuativa immediata e concreta nelle prime cinque mostre, tutte dedicate ad argomenti sofisticati ma anche saldamente ancorati ai territori di destinazione. Non si tratta di iniziative volte solamente a incrementare il turismo ancora tentennante dopo un anno e mezzo di pandemia: esse sono infatti destinate soprattutto alla popolazione locale, nell’intento di rafforzare il senso di appartenenza e identità che è alle radici del più alto, del più nobile senso civico”.

“Questa operazione è molto importante per il nostro territorio e per il mondo dell’arte, perché valorizza quel grande museo diffuso che è una delle ricchezze della Toscana e dell’Italia”, dichiara il presidente di Fondazione Cr Firenze, Luigi Salvadori. “È anche il proseguimento di un nostro importante progetto di marketing culturale territoriale chiamato ‘Piccoli Grandi Musei’, avviato nel 2005 e che ha avuto l’intuizione, prima che il fenomeno assumesse più ampie proporzioni, di far conoscere e apprezzare le bellezze meno note della nostra terra e le sue specifiche identità. Esso ha interessato complessivamente 96 piccole realtà che, grazie a questa operazione, hanno avuto complessivamente quasi un milione di visitatori e importanti riflessi anche sulle professionalità e sulle imprese presenti in quelle zone”.

Sono cinque mostre “che possono dare il senso concreto degli Uffizi diffusi. Che poi dovranno diventare non solo mostre temporanee, ma anche strutture permanenti”, seguendo la volontà del direttore Schmidt e della Regione, commenta infine il governatore toscano, Eugenio Giani.

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