R.D. Congo, 20 anni per Kamerhe: pronto il ricorso in appello

Al 'processo dei 100 giorni' trasmesso per un mese in tv, l’ex capo ufficio presidenza è risultato colpevole di sottrazione di fondi pubblici
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ROMA – Si va verso un ricorso in appello per il cosiddetto “processo dei cento giorni”, trasmesso dalla Radio-Television nationale congolaise (Rntc) in diretta dall’11 maggio all’11 giugno.

PROCESSO “STORICO” A KAMERHE

In primo grado la vicenda si è conclusa con la condanna a 20 anni di carcere per Vital Kamerhe, dirigente di spicco della politica congolese, dal gennaio 2019 capo dell’ufficio della presidenza, giudicato colpevole di sottrazione di fondi pubblici e corruzione. Il caso, dopo la sentenza di sabato, resta in evidenza su giornali e portali di informazione di Kinshasa. Di processo “storico” scrive anche Jeune Afrique, rivista specializzata con sede a Parigi. Dirigente dell’Union pour la Democratie et le Progres Social (Udps), Kamerhe era stato arrestato nel gennaio scorso dopo aver sostenuto l’elezione del presidente Felix Tshisekedi nel 2018 ed aver assunto alcuni mesi più tardi la guida dell’ufficio del capo dello Stato.

I FATTI

Le accuse riguardano circa 50 milioni di dollari che sarebbero stati sottratti attraverso il “programma di emergenza dei 100 giorni”, il primo piano di sviluppo lanciato da Tshisekedi una volta entrato in carica. Co-imputati nel processo Jammal Samih, patron di Husmal e Samibo, due società responsabili della costruzione di case popolari, e Jeannot Muhima Ndoole, a capo del servizi import-export alla presidenza della Repubblica.

Il primo è stato condannato a 20 anni, il secondo a due. Il “programma di emergenza” era stato annunciato il 2 marzo 2019 da Tshisekedi quando a Kinshasa non si erano ancora insediati né il parlamento né il nuovo governo. A denunciare rischi di malversazioni e corruzione erano state diverse organizzazioni della società civile. Secondo una di loro, l’Observatoire de la Depense Publique (Odep), quasi l’85 per cento degli stanziamenti previsti dal programma non era passato attraverso alcuna gara di appalto.

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