VIDEO | Booklovers protagonisti della VII edizione della rassegna Birdland

"A differenza degli altri che portano i loro contenuti nella Rete noi portiamo la Rete all'interno dei nostri contenuti", spiega alla Dire il direttore artistico e scrittore Massico Piccolo
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NAPOLI – Parlare di libri, provare a raccontarli, non é mai semplice. Ancor meno lo é “raccomandarli” per la lettura. I modi per farlo sono tanti: ci sono le parole, un classico, e ci sono le immagini. In questo caso le prime, le parole, servono a poco. Grazie alle immagini i libri prendono vita, si inseriscono nei momenti delle vita quotidiana e poco importa se questi appartengono a un “influencer” o a un anonimo “booklovers”. Chi sono questi? Sono gli “abitanti” di quel particolare mondo social che risponde al nome di Instagram dove, a differenza del più popoloso Facebook, a farla da padrone sono gli scatti fotografici. Istantanee di vita dove, per caso ma non troppo, compaiono libri. Seguendo l’hashtag “booklovers” é possibile contare oltre 3,3 milioni di post, ma le tracce da seguire sono tante: con “bookstagram” i post salgono fino a 44 milioni e poi ci sono i “bookaddicted”, i “bookaholic”, i “bookworm”, gli “instabook”, i “booknight” e, non potevano mancare i “bookporn”. Una platea enorme di persone che legge, posta, consiglia, incuriosisce, pubblicizza e incide sul mercato delle vendite editoriali. In Italia gli amanti dei libri si celano dietro hashtag dai nomi meno esotici, da “leggerechepassione” a “libribelli” e ai più classici, solo per citarne un paio, “librodelgiorno” e “librimania”. Sfogliando le foto postate si scoprono novità editoriali e grandi classici, autori di nicchia e i grandi maestri della letteratura. Sono loro ad aver preso il posto dei vecchi librai di quartiere. Il fenomeno non riguarda solo Instagram ma anche Facebook, Twitter e YouTube. Ovunque sulla Rete, chi ama leggere non perde occasione per dirlo e farlo sapere. Il loro successo, stando al numero di “follower” e di “mi piace” raccolti, lascia intravedere una speranza per il mondo dei libri che in molti vorrebbero già morto. A dispetto dei menagrami dell’editoria é nella tecnologia che la carta stampata trova, quindi, il suo più fedele alleato. Uno stato di salute in gran spolvero dimostrato anche nella recente discussione, durante la fase del lockdown dovuta all’emergenza Covid-19, sulla necessità di mantenere o meno aperte le librerie. Un connubio, quello tra libri e tecnologia, al centro della settima edizione della rassegna letteraria “Birdland – suggestioni, suoni e sapori della parola scritta”. Per l’occasione l’evento letterario trova spazio anche online “su una piattaforma birdlandonline.net creata con l’associazione Neapolis Alma”, spiega alla Dire il direttore artistico e scrittore Massico Piccolo. “Abbiamo sentito questa esigenza ben prima dell’emergenza Covid perche’ ci eravamo accorti dell’esistenza di un grandissima platea di appassionati, di lettori, di booklovers, un nome bellissimo – sottolinea -, che si concentra sui social e noi, ben prima che l’emergenza lo imponesse, avevamo deciso di inserire il loro racconto nella nostra rassegna. A differenza degli altri che portano i loro contenuti nella Rete noi portiamo la Rete all’interno dei nostri contenuti”. Si e’ cosi’ creata “una bellissima collaborazione con almeno una ventina di bookstagrammer che ci stanno dando una mano non soltanto per la divulgazione ma, proprio, per la ricerca di contenuti. È una cosa – rimarca Piccolo – che funziona e piace tantissimo”. Diverse le iniziative che la piattaforma mette in campo per i lettori e gli appassionati. Da “Un viaggio in Italia”, contest fotografico legato a cinque libri che raccontano altrettante città italiane, a “I cinque consigli su come si racconta un libro”, serie di interviste a giornalisti ed esperti, a “Night Club”, di prossima pubblicazione. Si tratta di incontri dove gli ospiti affronteranno il tema della narrazione secondo particolari aspetti e punti di vista. Tra i cinque libri proposti per il contest “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci a rappresentare Palermo, “Angeli e Demoni” di Dan Brown per Roma, “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano per Torino, “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo per Trieste e “Layla” di Massimo Piccolo inserito “come omaggio che mi è stato fatto dai bookloversper raccontare Napoli. “Anche quest’ultimo romanzo – spiega lo scrittore – deve le sue fortune alla Rete. Layla é un mistery, genere che in Italia é molto poco visitato e ho, quindi, avuto difficoltà a trovare un editore che fosse disposto ad investire su questo libro. I social mi hanno dato la possibilità di andare a cercare un pubblico che, grazie al passaparola, ha fatto sì che un libro che sarebbe stato di nicchia é diventato un successo e questo é qualcosa che rende giustizia alla libert° di ogni autore”. Uscito a ottobre 2019 per Cuzzolin editore il romanzo si avvia alla sua seconda edizione, segno anche questo che il Web può arrivare dove non arriva il marketing tradizionale. Quella raccontata in Layla, precisa Piccolo, é una Napoli “reale, normale” e bellissima lontana dagli stereotipi. Il viaggio nel suo “ventre” porterà un gruppo di ragazzi alla scoperta di storie e fatti sconosciuti ai più.
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22 Giugno 2020
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