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Tg Sanità, edizione del 22 giugno 2020

CORONAVIRUS. VACCINO ITALO-INGLESE, SPERANZA FIRMA ACCORDO PER 400 MLN DOSI

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un accordo per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino anti-Covid “da destinare a tutta la popolazione europea”. Insieme ai colleghi di Germania, Francia e Olanda, Speranza ha infatti sottoscritto un contratto con l’azienda di biofarmaceutica AstrAzeneca per il vaccino che dovrebbe mettere definitivamente la parola ‘fine’ alla pandemia. L’impegno prevede che il percorso di sperimentazione, già in stato avanzato, si concluda in autunno con la distribuzione della prima trance di dosi già entro la fine dell’anno. “Il vaccino è l’unica soluzione definitiva al Covid 19- ha commentato il ministro Speranza- Per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi”. Il candidato vaccino oggetto dell’accordo nasce nei laboratori dello Jenner Institute della Oxford University e nella sua realizzazione l’Italia svolgerà un ruolo centrale, coinvolgendo l’azienda Irbm di Pomezia.

VACCINI. SIMG: ANTINFLUENZALE A SETTEMBRE, CON TRE SETTIMANE ANTICIPO

“Il vaccino contro l’influenza si farà a settembre, con circa 3 settimane d’anticipo rispetto agli anni passati”. Lo ha fatto sapere il presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, Claudio Cricelli, nel corso di un webinar organizzato dalla Simit. “Le Regioni ci hanno garantito di avere effettuato gli ordini- ha fatto sapere Cricelli- e le aziende farmaceutiche hanno aumentato del 20-30% la produzione”. Il dopo Covid-19, intanto, sarà un tempo di “lentezze e distanze”. Secondo il presidente della Simg, infatti, non si può più pensare di continuare “ad ospitare 40/50 persone urlanti in uno studio, per somministrare 40 o 50 dosi di vaccino, come se fossimo al ‘mercato delle vacche’. Ora i vaccini vanno prenotati- ha sottolineato- e ci vorranno mediamente dalle 3 alle 4 volte più tempo da impiegare per vaccinare”. Per Cricelli, infine, servono “più luoghi” per la somministrazione dei vaccini, per questo “stiamo pensando ai drive-in- ha infine concluso- e stiamo chiedendo, soprattutto ai piccoli comuni, di darci la possibilità di usare grandi spazi”.

CORONAVIRUS. ANDREONI (SIMIT): TEST DIAGNOSTICI NON ANCORA SODDISFACENTI

“I test diagnostici sembrano non essere ancora del tutto soddisfacenti, portando in diversi casi ad una diagnosi di ‘Covid-like’ per l’incapacità di dimostrare la presenza del virus”. Così il direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Massimo Andreoni, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del webinar ‘Covid Updates’, organizzato da Aristea. “In ambito epidemiologico- ha proseguito Andreoni- non è ancora chiaro il ruolo della possibile trasmissione per aerosol del virus e quale sia la sua sopravvivenza ed infettività nell’ambiente esterno. Molte questioni devono essere risolte”. Secondo il presidente della Simit, Marcello Tavio, anche lui intervenuto alla conferenza, la rete delle malattie infettive è un “tesoro del Servizio sanitario nazionale di raro riscontro in altre parti del mondo. In Italia ci sono le strutture e gli specialisti- ha detto- ma naturalmente la rete può essere sempre migliorata”. In particolare sui collegamenti, ha concluso, “possiamo e dobbiamo fare di più”.

CORONAVIRUS. IPPOLITO (SPALLANZANI): CI HA RICORDATO CHE NON SIAMO ONNISCIENTI

“La pandemia ci ha ricordato che non siamo onniscienti. Anzi, ci ha ricordato che non sappiamo tantissime cose e che le infezioni non hanno frontiere”. Così Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, in un messaggio inviato in occasione della presentazione del trailer del docufilm ‘Covid-19 – Il Virus della Paura’, girato poco prima del lockdown su iniziativa di Consulcesi e patrocinato dal ministero della Salute. “Potremmo essere più preparati ad affrontare a un’eventuale seconda ondata o a una nuova pandemia- ha proseguito Ippolito- solo se lo Stato si dota di un piano pandemico molto prima dell’emergenza. È in questo modo- ha concluso- che avremo più probabilità di gestire le cose al meglio”.

CORONAVIRUS. OMCEO ROMA: IN AUTUNNO ‘PANDEMIA’ SALUTE MENTALE MEDICI

“Al momento i medici sono ancora immersi nella gestione della pandemia, ma in autunno dovremo invece aspettarci un aumento di richieste di sostegno psicologico”. A lanciare l’allarme è Maria Rosa Scalise, coordinatrice della commissione ‘Salute Mentale’ dell’Ordine dei medici di Roma e coordinatrice del gruppo di lavoro ‘Curiamo chi cura e rischia la vita’, composto da 85 psichiatri e psicoterapeuti attivi dai primi di aprile. “In questi mesi la tendenza nella tenuta psicologica degli operatori sanitari- ha proseguito Scalise- è stata quella di tenersi le paure per sé. Per questo motivo condivido l’allarme lanciato dal direttore generale dell’OMS: la vera pandemia sarà quella futura e riguarderà la salute mentale”. Secondo la psichiatra, infatti, “con il calo dei contagi e il ritorno ad una ‘pseudo normalità’ i medici potranno iniziare a condividere le paure vissute nei mesi dell’emergenza”. La pandemia è dunque un evento fortemente stressante, a cui seguirà “un disturbo post traumatico appunto da stress, causato anche dal continuo confronto con la morte”, ha concluso Scalise.

INFERMIERI. BOTTEGA (NURSIND): BASTA ‘PACCHE’ SU SPALLA, VOGLIAMO SALTO QUALITÀ

“C’è un forte contrasto tra l’essere chiamati ‘eroi’ e le nostre buste paga. Il nostro alto valore sociale, sempre difficile da evidenziare, finalmente è stato riconosciuto ‘grazie’ al Covid-19. Ma non ci basta più la pacca sulla spalla e il sentirci dire ‘bravi’, vogliamo un riconoscimento economico, e non solo come premio per il lavoro svolto nei mesi passati”. A parlare è il segretario nazionale del sindacato delle professioni infermieristiche Nursind, Andrea Bottega, intervistato dall’agenzia Dire. “Le nostre tabelle salariali sono ferme al secolo scorso- ha proseguito Bottega- eppure di strada ne abbiamo fatta: fino alla metà degli anni Novanta siamo stati ‘semplici’ diplomati, ma oggi abbiamo una laurea abilitante di primo livello. Peccato che non ci sia stato un ‘salto’ di qualità dal punto di vista remunerativo”. Per questo il sindacato Nursind, anche attraverso i flashmob che sta portando avanti in tutta Italia, chiede una “maggiore attenzione nei confronti della categoria infermieristica”, ha concluso infine Bottega”.

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22 Giugno 2020
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