FOTO | VIDEO | Parcheggi per disabili, terra di nessuno nei centri commerciali di Roma

In parecchi approfittano dei parcheggi riservati perché spesso più vicini agli ingressi. Fish: "Serve mettere mano all'impianto normativo"
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ROMA – I centri commerciali sono ormai punti d’incontro che raccolgono migliaia di persone quotidianamente, che sia un giorno feriale o festivo. Un universo variegato di persone diverse tra loro. Giovani e meno giovani, spesso comitive di amici che non hanno la possibilità di passare del tempo diversamente. E poi gli educati e quelli che non lo sono affatto, che riconosci da urla e schiamazzi. E dai parcheggi. Anche questi, di tutti i tipi. Perché c’è quello rispettoso delle regole, ma anche quello che volontariamente sceglie di violarle. E a scapito di chi è più sfortunato.

Pur di non percorrere quei due passi in più, infatti, molti scelgono di parcheggiare la propria automobile su posti riservati ai disabili. Uno dei parcheggi ‘preferiti’ da chi non ha intenzione di lasciare la macchina qualche metro più in la, è un centro commerciale che si trova in zona Bufalotta, a Roma.

Approfittando della scarsa illuminazione nel parcheggio sotterraneo, e di una segnaletica orizzontale quasi assente, gli otto parcheggi riservati a chi è meno fortunato vengono presi d’assalto da chi non ne ha diritto. È un via vai.

Gli ingressi sono solo due, ma il parcheggio è decisamente grande e per questo spesso libero. In un’ora circa, forse solo il 20% è in regola con il parcheggio riservato ai disabili. Gli altri, tra auto senza contrassegno o esposto per metà per nascondere la scadenza, dimostrano di non averne diritto.

L’indignazione è completa quando appare da un ascensore un papà con il figlio costretto in carrozzina perché tetraplegico: ha trovato un parcheggio distante per colpa di qualche incivile. Si cerca, invano, l’intervento della sicurezza del centro commerciale.

Dopo oltre 1 ora, un responsabile sconsolato conferma: “Ci troviamo spesso a combattere con l’inciviltà delle persone”, racconta all’agenzia Dire. Una lotta impari, una battaglia persa: “Non possiamo fare altro che appellarci al senso civico delle persone- continua- sperando che non facciano certe cose. Purtroppo non possiamo neanche pensare di risolvere la cosa chiamando le forze dell’ordine: o non intervengono o, se lo fanno, ci dicono che non possono fare nulla. Questo perché ci troviamo su suolo privato adibito a parcheggio pubblico”.

Ma possibile che un comportamento del genere sia limitato solo al centro commerciale della Bufalotta? No. Ecco tutt’altra zona, un supermercato nel quartiere San Basilio. L’area non è transennata, quando l’attività è chiusa non viene chiuso l’accesso. L’idea qui è di un controllo scarsissimo. I posti riservati ai disabili sono solo 3, perennemente occupati da chi non dovrebbe, mentre parcheggi paradossalmente anche più vicini all’ingresso sono anche liberi.

Altro scenario: grandissimo centro commerciale nei pressi del Grande Raccordo Anulare. Il parcheggio è immenso, su più piani. Controllando una decina di posti per i disabili, la maggioranza delle auto che li occupano ne ha pienamente diritto: il rapporto è 8 a 2. Piccola consolazione.

La sensazione è decisamente più positiva in un supermercato sulla via Tiburtina, pochi chilometri prima della stazione. Anche qui, parcheggio grande, in area delimitata. Forse complice il giorno feriale, di conseguenza con un numero non esagerato di clienti, si nota con piacere che i pochi posti per disabili occupati non sono ‘abusivi’.

L’inciviltà rispunta a Casal Bertone: in mezz’ora almeno la metà delle auto dovrebbe essere parcheggiata altrove. Insomma, quella di fermarsi con la macchina nei posti riservati ai disabili è una abitudine di troppi, purtroppo consolidata e che non trova un argine.

FISH: METTERE MANO ALL’IMPIANTO NORMATIVO

I parcheggi riservati ai disabili occupati da chi non ne ha diritto sono un problema che non sembra trovare soluzione. L’agenzia Dire ha raccolto testimonianze filmate di auto parcheggiate su stalli riservati, senza però averne diritto. “Il grande tema del senso civico riguarda milioni di cittadini di questo Paese”, ha detto all’agenzia Dire Vincenzo Falabella, presidente Fish, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. “Vedere stalli riservati a persone con disabilità, occupati da chi non ha titolo o diritto, lede dignità e diritti delle persone con disabilità, che hanno una limitata libertà di movimento. Serve intervenire con norme certe e severe, per garantire pari opportunità”. Spesso al centro del problema c’è la responsabilità: il fatto che sia suolo privato non consentirebbe l’intervento delle forze dell’ordine, quindi. “C’è uno scarico di responsabilità- replica il presidente Fish- Le Forze dell’ordine non possono intervenire a sanzionare chi abusivamente ha parcheggiato su uno stallo senza titolo. Bisogna mettere mani all’impianto normativo, intervenire anche a proposito del codice della strada, per porre argine alla violazione di tali diritti”. Importante è l’educazione civica che “fino a pochi mesi non era materia di studio nelle nostre scuole. Adesso mi auguro che la sensibilizzazione, l’informazione, il trasferimento di competenze e di un diritto che è quello del rispetto dell’altrui persona, possano passare attraverso i nostri figli”. Quindi, un appello agli adulti: “Faccio quello di vedere la persona con disabilità non come un malato ma come un cittadino di questo Paese, e rispettare chi ci sta accanto, attraverso il riconoscimento dei diritti. Evitiamo soprusi, diventiamo più umani e più buoni”.

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22 Giugno 2019
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