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Gp di Spagna, vince Verstappen. La Ferrari si inceppa sul più bello, Leclerc fuori

Verstappen arriva primo sfruttando il ritiro a metà gara della Ferrari di Charles Leclerc. Secondo il compagno di squadra Perez

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ROMA – Doppietta Red Bull al Gp di Spagna, sesta tappa del Mondiale di Formula 1. Sul Circuit de Barcelona-Catalunya ha vinto Max Verstappen, sfruttando il ritiro a metà gara della Ferrari di Charles Leclerc. Dietro di lui il compagno di squadra Sergio Perez. Terzo George Russell su Mercedes. Carlos Sainz chiude quarto.
Con questa vittoria, la terza di fila, Verstappen diventa il nuovo leader della classifica piloti.

“SONO USCITO DI PISTA E SENZA DRS, CHE VITTORIA”

“Sono uscito di pista, ho perso un po’ il posteriore in quella curva. Non funzionava il Drs, ero frustrato quando cercavo di superare Russell. Siamo riusciti a vincere grazie alla strategia di gara perfetta. Un inizio difficile ma poi un bel finale. Ho cercato di mantenere la concentrazione, sono molto contento per il team”. Così Max Verstappen al termine del Gp di Spagna. Il pilota della Red Bull grazie alla vittoria è il nuovo leader del Mondiale.

LECLERC FUORI: ‘FA MALE, STAVA ANDANDO TUTTO ALLA PERFEZIONE’

“Il team ha fatto un lavoro straordinario come affidabilità fino ad oggi, questo ritiro fa male perché succede mentre siamo primi gestendo tutto molto bene, ma il campionato è lungo, e possiamo solo guardare la performance in positivo. Il feeling in gara con la gestione delle gomme era molto buono. Sono fiducioso per le prossime gare“. Così, ai microfoni di Sky, Charles Leclerc commenta il suo ritiro mentre era al comando del Gp di Spagna.

LA FERRARI SI INCEPPA SUL PIÙ BELLO: BARCELLONA È CASA RED BULL

Casa è dove si trova il cuore, dicono. Ma il cuore Ferrari si spezza al Montmelò, casa di Sainz e per 27 giri appena palcoscenico di una giornata perfetta di Leclerc: lui in fuga, in dominio, con gli altri dietro a far la rissa. E invece no. Al giro 28, prima della curva 9, la Ferrari va in panne. Leclerc si ritira. Il rosso stinge, il Mondiale di colpo diventa tutto arancione. Casa Leclerc resta Monaco, in calendario tra una settimana appena. Doppietta Red Bull, vince Verstappen. È l’olandese il nuovo leader della classifica piloti. Un ribaltamento totale del destino. Con gli ordini di scuderia Red Bull a dettare la nuova linea di potere: “Se arriva più veloce, fallo passare” – “Non è leale”. Quello che arriva più veloce è Verstappen. L’agnello sacrificale è Sergio Perez. La gerarchia è chiara, non c’è orgoglio che tenga. “Dobbiamo parlare”, dirà poi ai suoi Perez.

Sainz, il “comprimario” che voleva affrancarsi, resta il feticcio della curva spagnola: ambiva ad un weekend di gloria, e invece porta a casa un faticosissimo quarto posto, punti che fanno legna per il Mondiale Costruttori, senza bottiglie da stappare. La festa è altrove.

Il Gp di Spagna diventa il manifesto dell’ “imperfezionismo”: vince il campione del mondo in carica con un’uscita di pista e un Drs inceppato; vincono moralmente i “secondi” Perez e Russell; vince pure Lewis Hamilton, autore di una gara nella gara, in epica rimonta dopo un inizio disastroso, con finale fantozziano: costretto a rallentare al penultimo giro, deve lasciare la posizione a Sainz. L’inglese, toccato da Magnussen alla prima curva, era finito subito ai box per cambiare gomme, dopo due giri era ultimo, dopo 5 giri aveva già quasi un minuto di ritardo da Leclerc. Aveva chiesto il ritiro. Glielo avevano negano. Chiuderà quinto, senza nemmeno una Safety.

Se Leclerc si spegne di colpo, Sainz resiste in agonia. In partenza va in ansia da prestazione, molla la frizione troppo presto, la riprende, si fa passare da Russell e Perez. Poi completa il pasticcio al settimo giro quando va in ghiaia alla curva 4. Quattro giri dopo, come in fotocopia, nello stesso punto va dritto anche Verstappen. Negli specchietti di Leclerc prende forma la felicità. Chiedi alla polvere se è lo stesso Gp. Poi il cedimento strutturale. Una polvere diversa, quella del crollo.

Nella rinascita – parziale – della Mercedes Russel resiste in uno strepitoso catenaccio da podio. È lui a far soffrire Verstappen prima che tutte le sue stelle tornino ad allinearsi: fa da tappo alle due Red Bull per venti lunghi giri. L’olandese sacramenta in radio: non gli si apre il Drs. Se le danno di santa ragione, ma alla fine è sempre il pilota Mercedes ad uscire davanti. Deve intervenire Perez, d’orgoglio puro. Alza la voce in radio: “Datemi il permesso di passare Max e faccio fuori anche Russell. Fatemi andare”. In Red Bul abbozzano: vai. E lui va. Tanto Verstappen si riprenderà la testa per ordine di servizio. Della gara e del Mondiale.

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2022-05-23T11:13:40+02:00