VIDEO | Lo psicologo: “Nel rientro al lavoro adulti ossessionati dal Covid”

coronavirus lavoro ufficio
"Molti adulti sono diventati ossessivi, si pensa solo a difendersi. È come se questa fosse l'unica cosa da poter condividere": parla lo psicoterapeuta Bianchi di Castelbianco
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

https://vimeo.com/421604724

ROMA – Distanziamento, obbligo di indossare i dispositivi di sicurezza, contatti limitati allo stretto necessario. Con l’inizio della cosiddetta ‘Fase due’ della pandemia, è questo lo scenario che si è trovato ad affrontare chi è tornato al lavoro. “Le regole che ci hanno dato da seguire, in difesa dal Coronavirus, hanno portato a comportamenti molto più rigidi, più seri, più distanti. Comanda nel collettivo un’assenza di empatia a cui molti adulti reagiscono male”. Ad analizzare l’attuale scenario è Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO).

LEGGI ANCHE: VIDEO | Fase 2, lo psicologo: “Da litigi a assenza, ecco il rapporto genitori-figli”

“All’iniziale voglia di uscire di casa, di avere scambi, si è affiancata la consapevolezza che l’ambiente di lavoro non è più quello di prima, i rapporti non sono più come prima– continua lo psicoterapeuta-. Molti adulti sono diventati ossessivi per quanto riguarda il concetto di ‘come difendersi da’. È come se questa fosse l’unica cosa da poter condividere. Sempre a distanza”. Uno scenario che “non aiuta nessuno- sottolinea Castelbianco- ma anzi rende le persone deboli, vulnerabili e ripetitive”.

LEGGI ANCHE: Coronavirus e fase 2, la psicologa: “La disregolazione emotiva ha colto tutti”

Una situazione, secondo l’esperto, messa in evidenza dal fatto che le persone “non hanno capacità di cambiare discorso, dicono sempre le stesse cose, non si integrano con gli altri, parlano solo della gravità più o meno forte del virus o di come vengono adottati i dispositivi di sicurezza. Quindi- conclude lo psicoterapeuta- non è un parlare per tornare alla vita, ma è un parlare per se stessi, non sapendo cos’altro dire”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»