VIDEO | L’agente di viaggio: “Le donne sono più penalizzate, servono tutele”

A Pescara la protesta: "Non fateci scegliere tra lavoro e famiglia"
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ROMA – “Il settore turistico è pieno di donne che lavorano in maniera assidua e la problematica per noi è estremamente importante soprattutto per chi ha famiglia”. In occasione della protesta che gli agenti di viaggio hanno promosso ieri mattina in Piazza Unione a Pescara per chiedere a Regione e Governo aiuti per “non morire”, l’agenzia Dire ha chiesto ad una di loro, Annalisa De Luca tra i referenti del Movimento spontaneo nato sul territorio, di raccontarci, dal punto di vista di una donna, la complessità del momento e lei è chiara: “Già la donna in questo Paese non è altamente tutelata. In questo momento siamo le più penalizzate perché ad un certo punto ci troveremo a dover scegliere se continuare con passione la nostra attività piuttosto che il nostro lavoro o stare in famiglia. E’ chiaro che la scelta sarà la seconda perché chiaramente non si può abbandonare la famiglia e magari si preferisce restare a casa anche se questo – sottolinea – significherà un impoverimento del tessuto economico in un Paese che cita sempre le donne, ma poi non fa niente e questo fa ridere”.

Per le tante donne del settore, titolari e dipendenti, già il timore in vista della riapertura delle agenzie che hanno già dovuto rimborsare le prenotazioni e sul futuro spiegano di non avere certezze. A questo si aggiunge quello della gestione familiare perché riaprendo “i bambini rimarranno a casa visto che le scuole sono chiuse e il problema si moltiplica. Dobbiamo fare affidamento ai nonni, per chi li ha, ma chi non li ha dovrà fare ricorso alle baby sitter. E’ chiaro che il Governo ha stanziato qualcosa – aggiunge riferendosi al bonus di 1.200 euro -, ma è chiaro anche che questa cifra è esigua rispetto alle difficoltà che stiamo vivendo e non sappiamo neanche se a settembre le scuole riapriranno a pieno regime. Per noi è abbastanza complicato sia da imprenditrici che da mamme e donne di famiglia. Tuteliamo le donne – conclude -: sono il motore di questa società”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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