Report del Consiglio grande e generale del 19 maggio – pomeriggio

Nella seduta pomeridiana del Consiglio Grande e Generale vengono ripresi in Comma 1 alcuni dei temi già affrontati durante la mattinata.
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A cominciare dalla polemica sulla figura del magistrato dirigente. Toni accesi da parte di Gian Matteo Zeppa (Rete): “Quanto è opportuno che il dirigente del tribunale possa spingersi in certe affermazioni da picconatore al cospetto dell’autorità nazionale italiana? Queste uscite pubbliche hanno compromesso il rapporto col Governo italiano?”. Alessandro Bevitori (Libera) invita a riflettere sull’assestamento di bilancio depositata nei giorni scorsi dal Governo. “Parliamo di un indebitamento che equivale a 20mila euro per ogni cittadino sammarinese. Il timore è che si vadano a reperire delle risorse solo per la spesa corrente. Questa sarebbe la fine di San Marino e in particolare delle nuove generazioni” Quanto al tema dei rifiuti, “nessuno ha mai detto che verrà tolto il porta a porta, ma occorre fare una ricognizione costi-benefici” afferma Giacomo Simoncini (Npr), secondo il quale “San Marino può diventare un modello di Paese green”. Per Sara Conti (Rf) per una gestione ottimale bisogna partire “dalla riduzione dei rifiuti”. Fondamentale inoltre “il coinvolgimento delle Giunte di Castello”. Il Segretario di Stato Federico Pedini Amati si sofferma sul “piano di ripartenza del turismo”, annunciando l’imminente lancio del “Cammino del Titano”, progetto già avviato dalla precedente legislatura che mira alla valorizzazione “di percorsi e sentieri naturalistici del territorio”. E ancora: “iniziative per i bed and breakfast, la delibera sull’occupazione di suolo pubblico per bar e ristoranti, sgravi per il comparto commerciale e turistico”. Provvedimenti non più rinviabili: infatti “i dati di aprile legati al commercio Smac – aggiunge il Segretario – parlano di una perdita del 47%, che sale al 71% nel centro storico. Il settore alberghiero ha perso il 93 per cento, la ristorazione il 92 per cento”. Matteo Rossi (Npr) rimarca l’impportanza dei rapporti con l’Unione Europea e lancia una proposta: “A questo punto ci converrebbe proporre una domanda di adesione?”. Oscar Mina (Pdcs) interviene sulla turnazione all’interno della Pa: “Non servono provvedimenti spot” ma “una riforma organica e complessiva”.

La parte politica italiana non è così ingenua da valutare il rapporto bilaterale sull base delle dichiarazioni marginali di un nostro dirigente o un nostro funzionario pubblico” afferma Nicola Renzi (Rf) a proposito del ruolo di Guzzetta. Quindi un appello al Governo a proposito della manovra di bilancio: “Dite ai consiglieri che dovranno spingere quel bottone e votare quell’articolo cosa state facendo e nelle mani di chi volete mettere il Paese” “Ci troviamo a dover tappare un buco che il consigliere Renzi ha aperto” replica Gian Nicola Berti (Npr) che, in merito al magistrato dirigente, afferma: “L’amore verso le proprie istituzioni si dimostra anche rimuovendo persone inadeguate a ruoli istituzionali”. Il Segretario di Stato Elena Tonnini fa il punto sul ritorno alla piena operatività nella pubblica amministrazione. “Il primo principio da seguire sarà la minimizzazione dei rischi attraverso un sistema che mira a evitare la compresenza di tutti i dipendenti nella stessa struttura negli stessi orari”. Per questo motivo, chiarisce, “si è voluto coinvolgere i direttori di dipartimento. Ogni ufficio ha fatto varie proposte per riuscire a garantire l’operatività: sulla base di queste si è aperto un confronto con i sindacati che è ancora in corso”. “C’è una partenza della maggioranza che in questo momento è piegata – è l’affondo di Marika Montemaggi (Libera) – Si sta tornando indietro su tantissimi aspetti, dalla questione dei rifiuti al biologico”. La stessa Montemaggi dà quindi lettura di un Odg proprio sul tema dei rifiuti per impegnare l’AASS ad estendere il porta a porta su tutto il territorio e introdurre sistemi di tariffazione puntuale.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 1: Comunicazioni (Risposte interpellanze/interrogazioni)

Gianfranco Terenzi (Pdcs): Vorrei ricordare che questa nostra realtà ha fatto notevoli passi in avanti negli anni Sessanta per aver rivisto alcuni accordi con la Repubblica italiana. Da quel momento il Paese ha avuto un percorso significativo nell’aderire ai vari contesti internazionali, acquisendo una sovranità completa. Dobbiamo intensificare le relazioni con la Repubblica italiana. Per questa ragione mi sono permesso di portare in Commissione Esteri una proposta, quella di organizzare una Commissione congiunta per approfondire i rapporti. C’è un nostro rappresentante istituzionale che ha dichiarato su un importante quotidiano italiano criticando e facendo presenti delle responsabilità dirette rivolto alla Repubblica popolare cinese. Un personaggio che non conosco e so essere un docente universitario, nel momento in cui si esprime credo debba tenere conto degli impegni presi con questo Paese. Ho citato questo esempio che è strettamente legato alla situazione del signor Guzzetta, il quale ha fatto dichiarazioni che non vanno nella direzione di favorire il rapporto con l’Italia. Il signor Guzzetta ha dichiarato e giurato fedeltà a questo Paese. Lui stesso dovrebbe sapere che alcune dichiarazioni non devono essere fatte.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Vorrei stimolare l’intera Aula in un ragionamento urgente. Tutti abbiamo avuto il mandato dalla cittadinanza e ad essa dobbiamo renderne conto. Passaggio ineludibile. Dal nostro operato dipenderanno tanti equilibri anche con il nostro partner principale. Non possiamo tenerne conto. Dopo che i rapporti si sono sostanziati di recente, il Covid-19 ci ha permesso di trovare una soluzione di tipo collaborativo e non di isolamento. Abbiamo presentato un Odg concordato da tutte le forze rappresentate in Aula con mandato al Congresso di Stato di creazione di un progetto concreto di risoluzione delle problematiche economiche legate al Covid. Torniamo ad essere razionali. Tra i punti di quell’Odg vi è il reperimento di finanziamenti sostenibili attraverso anche i canali attivi presso le istituzioni italiane. E’ urgente una normalizzazione di rapporti bilaterali. Vorrei ora domandare ai consiglieri designati l’essenza, il valore e la portata di certe esternazioni. Pensieri che provengono dal professore Guzzetta. Quanto è opportuno che il dirigente del tribunale possa spingersi in certe affermazioni da picconatore al cospetto di quell’autorità nazionale che tutti noi abbiamo richiamato in quell’Odg? Quanto è opportuno che lo Stato sammarinese possa ancora permettersi certe esternazioni pesanti? Quanto è negoziabile la nostra personale dignità di Stato sovrano? Quanto queste uscite pubbliche hanno compromesso il rapporto col Governo italiano? Quando Guzzetta esprime dubbi sulle figure del Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio si accorge che sbeffeggia l’intero Parlamento italiano? San Marino può ancora tacere nuovamente sulla figura di un dirigente che non si cura di certi aspetti? Personalmente ho il timore che la sapienza sia stata nuovamente scalfita dall’istinto. Vorrei avere delle risposte da quest’Aula.

Alessandro Bevitori (Libera): E’ stato depositato il progetto di assestamento di bilancio dove si prevede un indebitamento di 500 milioni di euro. Questo è il tema principale. Si parla di 20mila euro a testa per ogni cittadino sammarinese. Questo l’argomento che dobbiamo affrontare in maniera seria. Lo sanno benissimo i Consiglieri presenti in quest’Aula nella passata legislatura. La precedente legislatura si è interrotta per l’aspetto che riguarda l’indebitamento estero. Noi abbiamo un problema di spesa corrente fuori controllo. Il timore è che si vadano a reperire delle risorse solo per la spesa corrente. Questa sarebbe la fine di San Marino e in particolare delle nuove generazioni. In questo senso l’appello del Congresso di Stato e della maggioranza di concertare questi passaggi. Non tirate dritto. Non andate avanti a testa bassa. Non siamo nella passata legislatura dove questo percorso era impossibile da affrontare politicamente. Oggi c’è la possibilità di fare questo percorso. Spero che il mio appello possa essere ascoltato dal Congresso di Stato. Speriamo che la nostra Repubblica possa tornare a crescere ed utilizzare bene le risorse.

Giacomo Simoncini (Npr): C’è stata una strumentalizzazione rispetto a quanto detto nella Commissione Ambiente. Non è stata presa nessuna decisione, ma è stato approvato un ordine del giorno. La gestione attuale non è quella che ci aspetta da un Paese che ambisce a diventare green. Il porta a porta negli anni ha creato una educazione al riciclo e alla differenziazione. Bisognerebbe puntare ad un Paese virtuoso in ambito ecologico. San Marino a livello di immagine potrebbe dare una dimostrazione di paese che riesce a produrre sempre meno rifiuti. Quanto sarebbe bello avere un Paese che sull’ambito ecologico può dare lezioni ad altri Paesi in Europa? Nessuno ha mai detto che verrà tolto il porta a porta. Occorre fare una ricognizione costi-benefici. Certamente dobbiamo farci promotori di una San Marino più green.

Sara Conti (Rf): Bisogna essere in grado di produrre una crescita economica che tenga conto della limitatezza delle risorse naturali. Consumo e produzione responsabili sono alla base di una crescita sostenibile. Dobbiamo incoraggiare industria e cittadini alla produzione e al riciclo dei rifiuti. Ridurre è la famosa delle cinque R per una strategia sostenibile. Da questa dobbiamo partire per una gestione ottimale. Bisogna responsabilizzare i cittadini su questo tema. Con campagne nelle scuole. Bisogna incentivare quello che viene definito consumo critico. Attenzione nella scelta dei prodotti da acquistare. Noi non interveniamo per polemizzare a prescindere. Sulla base di una percentuale di differenziazione che supera il 70 per cento non possiamo liquidare l’argomento dicendo ‘il porta a porta è tramontato’. Non dimentichiamo che abbiamo un accordo con la Regione Emilia – Romagna. Qui si tratta di guardare ai dati senza condizionamenti ideologici. Riteniamo importantissimo il coinvolgimento delle Giunte di Castello che dovrebbero avere un ruolo attivo.

William Casali (Pdcs): Bisogna dare impulso a San Marino Innovation affinché possa completare l’agenda digitale sammarinese. Questi temi oggi sono indispensabili. Non esiste più una emergenza ma una nuova quotidianità. Un elogio al Segretario Tonnini per aver proposto una transizione organica e graduale verso una nuova modalità di lavoro digitale. Sulle dichiarazioni di Guzzetta. Rispetto dei rapporti bilaterali e cura delle relazioni diplomatiche sono insite nella storia del nostro Paese. Capire questi principi significa comprendere l’essenza del nostro sistema. Anche nella millenaria cultura che ha elevato il valore della libertà.

Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete): Sono colpito dalle dichiarazioni che traspaiono nella nota del professor Guzzetta. Condivido questa nota in alcune sue parti. Come può la stessa persona che scrive questa lettera porre in atto i comportamenti di cui abbiamo parlato oggi? Mi accodo a chi ha rimarcato il diritto alla libertà di espressione. Ma condivido anche la preoccupazione sulla convenienza di certe affermazioni da parte di chi ricopre un incarico tanto importante. Guzzetta ha tutto il diritto di esprimersi e sollecitare le istituzioni italiane. Egli è un eccellente professore di diritto pubbico, ma ricopre anche il ruolo di dirigente esterno del nostro tribunale. Il problema sta proprio nella legge che è andata a creare questa figura ibrida. Per questo non è previsto un trattamento sanzionatorio o di richiamo. La questione dovrà essere portata nelle sedi adeguate. Devono essere prese le giuste decisioni e va fatta chiarezza su una questione che dura da troppo tempo.

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Siamo all’inizio della fase 2. Ciò che è stato fatto di bene nell’ambito dei presidi sanitari non va in alcun modo dimenticato. Occorre mantenere la stessa attenzione. La fase 2 non deve coincidere con il ‘liberi tutti’. Noi abbiamo cercato di gestire il periodo Covid-19 al meglio delle nostre possibilità. In mezzo possono starci errori e meccanismi che vanno rivisti. Ad esempio la nuova modalità tra San Marino e Regioni limitrofe. Prima non abbiamo potuto farlo perché il decreto della Regione Emilia – Romagna e Marche è arrivato domenica sera. Si vuole cercare di gestire al meglio una fase che per tutti è un banco di prova. La Segreteria di mia competenza sta presentando un progetto omnibus che potrebbe svilupparsi in più di un decreto. Esso si incentra su quelle iniziative legate all’ambiente. Il turismo di domani non sarà più di assembramento, ma allargato sul territorio. Una su tutte: il cammino del Titano. Progetto già avviato nella precedente legislatura dal Segretario Michelotti. Altro non sono che percorsi e vie naturalistiche nel nostro splendido territorio. Il piano di ripartenza ricoprende altre iniziative sull’assetto dei bed and breakfast, la delibera dell’occupazione di suolo pubblico per bar e ristoranti, cercheremo di prevedere sgravi per il comparto commerciale e turistico. I dati di aprile legati al commercio Smac parlano di una perdita del 47%, nel centro storico del 71%. Il settore alberghiero ha perso il 93 per cento, la ristorazione il 92 per cento, il settore alimentare un incremento del 106 per cento. Non si può più aspettare e non possiamo più permetterci di fare annunci. In due mesi di Covid ci siamo messi in contatto con oltre 100 sindaci della zona limitrofa con cui partirà un progetto territoriale legato al turismo. Oggi ce la giochiamo sull’allargare il piano di ricettività territoriale della Repubblica di San Marino. Il Comune di Rimini non può continuare ad approcciarsi al turismo in maniera singola. In questo caso l’unione fa la forza. Abbiamo iniziato un sondaggio con le amministrazioni locali. Progetto condiviso anche dall’Organizzazione mondiale del turismo.

Matteo Rossi (Npr): Esiste una idea sostitutiva al concetto di collettività e di Unione Europea che non sia l’isolamento dentro i propri confini? Credo possa esistere un’Europa diversa, ma non c’è una alternativa vera e propria. Questo momento ci ha consegnato una comunità europea più solidale. Ci sentiamo molto più uniti. I finanziamenti non riguardano solo l’aspetto economico, ma anche i diritti allo studio, al lavoro, alla salute. Non dobbiamo cedere a logiche di decrescita felice che i ragionieri vorrebbero imporci. Facile imporre tagli per sistemare i bilanci ma bisogna pensare alle persone. L’8 giugno ripartiranno i negoziati per quel che riguarda il percorso di associazione con l’Ue. Il nostro Paese deve arrivarci con un indirizzo politico forte e maturo. Importante riportare l’importanza della politica estera al centro del dibattito. Noi viviamo grazie a quello, altrimenti non avremmo un peso diverso. Abbiamo il dovere di affrontare la questione con tutta la cittadinanza. C’è stato un errore nella gestione politica di un argomento di tale importanza. Si è giocata la partita delle fazioni. Molti partiti che credevano nel percorso di adesione si trovarono nelle condizioni di fare una battaglia politica. Ad oggi la situazione è cambiata molto. A questo punto ci converrebbe proporre una domanda di adesione.

Miriam Farinelli (Rf): Il Governo deve provvedere a reperire risorse per i singoli operatori, molti dei quali temono di non farcela. Gli aiuti non risolveranno tutti i problemi ma saranno necessari per la riapertura delle attività. Occorre trovare subito la liquidità che è il primo presupposto del supporto all’economia. Dovremo fare i conti con fenomeni di disgregazione sociale. Non posso ignorare un articolo in cui si ringrazia un professionista che ha lasciato il nostro Paese. La parola grazie è piena di significato ma viene troppo poco utilizzata dai rappresentanti delle istituzioni. Per questo molto spesso siamo identificati come persone grevi. Non mi ritrovo. E non credo si ritrovino molti cittadinii sammarinesi. Io dico grazie a chi ha deciso di lasciare il nostro Paese in silenzio per tutto ciò che ha fatto a favore dei nostri bambini e della nostra comunità.

Marco Nicolini (Rete): La storia guarderà con responsabilità a chi ha avuto la maggiore peso nella gestione dell’emergenza: il Segretario Roberto Ciavatta. Ciavatta è stato designato come vice presidente dell’Assemblea mondiale della sanità come riconoscimento per l’ottimo lavoro svolto nel condurre la barca attraverso i marosi. Ci sono stati vari tentativi da parte della minoranza di ridimensionare la medagli appuntata al petto del Segretario Ciavatta. Sono fiero per la carica rivestita oggi da un membro delle nostre istituzioni come lo sono stato all’allora per il Segretario Renzi. In alcuni Paesi europei la pandemia viene usata come pretesto per adottare misure repressive. In molti Stati europei esiste uno squilibrio rispetto al rispetto dei diritti fondamentali.

Francesco Biordi (Pdcs): Vorrei portare all’interno di questa Aula una riflessione. Il dibattito sul Fondo Monetario, in conclusione, ha fatto convergere tutti i colleghi consiglieri sul fatto che al di là del prestito dovrà essere messo in campo un progetto Paese. Non credo che solo ed esclusivamente la fiscalità sia un asset di riferimento. Coloro che vorranno investire su San Marino potranno farlo con successo. L’auspicio che voglio portare all’Aula è questa: una condivisione di obiettivi limitando al massimo gli interessi personali.

Segretario di Stato Fabio Righi: Vorrei che ognuno colga questa drammatica occasione non per ricordare cosa non è stato fatto ma per capire cosa possiamo realizzare. Desidero con tutto il cuore che si lavori affinché per tutte le realtà economiche vi sia l’opportunità di lavorare alla costruzione di un Paese migliore più responsabile. E’ giunto il momento di non guardare al vicino con invidia ma di trovare la migliore soluzione. Come fare? E’ certo che dovremo trovare le necessarie risorse per affrontare il difficile momento che stiamo vivendo. Ciò che dovremo fare prioritariamente è capire quale percorso vogliamo intraprendere nei prossimi 15 anni. Dovremo creare nuovi canali per espandere il nostro mercato che ci portino nel mondo e portino il mondo a consocere le nostre peculiarità. Ribadisco: non sarà facile. E’ una ambizione che però dobbiamo avere, perché se riteniamo di sentire forte la preoccupazione di ricostruire il nostro dobbiamo anche riscoprire una unità di intenti a livello nazionale. Qualcuno si sarebbe aspettato un intervento di analisi economica.

Oscar Mina (Pdcs): Quella sulla pubblica amministrazione è una valutazione che io ritengo necessaria per una riforma organica e complessiva. Non condivido però questo metodo di introduzione di una disposizione sulla turnazione che porti addirittura a una difformità tra gli uffici della Pa. Se parliamo di un momento di emergenza il ragionamento va bene, ma è una materia che andrebbe valutata anche da un punto di vista di indirizzo di questo Governo. Non servono provvedimenti a spot. L’emergenza Covid non può essere il punto di partenza per arrivare a prendere decisioni così importanti e impattanti. Farò la mia parte per cercare di guardare bene queste decisioni emerse in maniera non opportuna. Se l’intenzione è di ridurre il monte ore per arrivare a una riduzione che si deve tramutare in un’ottica di spending review, questo a mio avviso non è il modo corretto. Sono d’accordo sulla rivisitazione di una prospettiva della Pa anche con orari compelti della giornata, però deve essere coinvolta la parte che dirige la pubblica amministrazione. Ma non concordo sulle decisioni di imperio.

Paolo Rondelli (Rete): Le relazioni sono anche questo. Confronto su ogni livello e tra istituzioni omologhe oltre che sul piano diplomatico e governativo. In particolare la Commissione consigliare ha voluto sottolineare l’importanza di un rapporto stretto tra organismi parlamentari in particolare in riferimento all’accordo di associazione con l’Ue. Con la Repubblica italiana ci rapportiamo per moltissime tematiche. Per limitatezza territoriale ci siamo rapportati con lo Stato Italiano per la gestione dei rifiuti. Le risorse non sono infinite e ognuno di noi ha una responsabilità morale: lasciare alle generazioni future un luogo bello in cui vivere. Si è scelto di frenare la diffusione del porta a porta in tutti i castelli. Una riflessione va fatta per non diffondere ad altri Castelli le distorsioni gestionali che ci siamo trascinati fin qui. Auspico quindi una profonda e attenta riflessione. Ritardi negli ultimi anni nel sottoscrivere accordi con i Consorzi del riuso.

Nicola Renzi (Rf): Io credo che in quest’Aula si sarebbe dovuto parlare di altro. Quando penso a persone italiane che servono il nostro Paese e servono nel nostro Paese, penso al dirigente del tribunale attuale, al rettore dell’Università e a professori insigni dell’università, penso ad alcuni ambasciatori. Ciò che dico vale per tutti. Se continuano a svolgere altri compiti, esprimendo la loro voce – tanto più quando è dotta – e la loro posizione. Non facciamo passare il messaggio che i nostri interlocutori e la parte politica italiana siano così ingenui da valutare il rapporto bilaterale sull base delle dichiarazioni marginali di un nostro dirigente o un nostro funzionario pubblico. Non ditemi che oggi i rapporti con l’Italia sono deteriorati per le dichiarazioni di qualche dirigente o ambasciatore. Tutti possono capire benissimo che così non è. Avremmo dovuto parlare della scuola. Avremmo dovuto chiederci perché ad oggi non c’è ancora un decreto sugli esami di maturità. Avremmo dovuto parlare del famoso finanziamento. Proprio ieri è stato depositato un assestamento di bilancio con un indebitamento di 500 milioni. Parliamo del tetto agli stipendi. Sono allibito dall’ascoltare voci che ci dicono a quanto ammonterà lo stipendio del nuovo direttore generale dell’ISS. Un direttore di un ospedale deve prendere ben più di 100mila euro, ma di fronte a una valutazione così normale e banale abbiamo assistito nel tempo a lotte di religione per cercare di convincere i sammarinesi a votare un referendum sul tetto degli stipendi: una visione illiberale. Dite ai consiglieri che dovranno spingere quel bottone e votare quell’articolo cosa state facendo e nelle mani di chi volete mettere il Paese. Poi ai cittadini racconterete ciò che più vi piace. Per cortesia non lasciate una scelta così determinante per il futuro del Paese ad uno, due, tre o dieci persone. Avete il dovere di farlo, non fosse altro che c’è un ordine del giorno. Un’interpellanza depositata il 23 marzo per chiedere notizie sulla liquidità dello Stato ad oggi ancora non ha avuto risposta.

Gian Nicola Berti (Npr): Ci troviamo a dover tappare un buco che il consigliere Renzi ha aperto. Saremo costretti a chiedere soldi all’estero e poi ai sammarinesi per ripianare i debiti fatti da Renzi. Un enorme scivolone dal punto di vista istituzionale venne fatto nel 2018 quando questo signore iniziò ad esternare sulla posizione del presidente della Repubblica Mattarella. Costui era presidente del collegio garante e andava a censurare il presidente della Repubblica italiana. Due incarichi che dovrebbero essere asettici. Una persona che non rispetta le leggi di questo Paese viene messo a capo dell’organismo chiamato a far rispettare le leggi di questo Paese. Guzzetta ha già fatto avere alla stampa i carichi di lavoro dell’anno 2018. Avrete modo di rendervi conto di due cose: nel 2018 hanno fatto molte meno sentenze rispetto al 2017. Di civile e amministrativo non hanno fatto pressoché nulla. Perchè non è stato fatto il processo del Conto Mazzini? L’amore verso le proprie istituzioni si dimostra anche rimuovendo persone inadeguate a ruoli istituzionali. Oggi la Reggenza ci ha mandato una lettera che è molto significativa. E’ una lettera che si chiude in modo sibillino. Ancora una volta il processo del Conto Mazzini arriva come una clava sulla politica. Fino a che punto possiamo continuare a tollerare queste situazioni? Il consigliere Fabbri già ci disse: perché non avete abrogato la legge ad personam? Aveva ragione. Dovevamo abrogare quella legge. Una persona che dimostra di voler esercitare un’attività politica nel Paese di provenienza ma che evidentemente fa qualcosa di simile anche a San Marino.

Maria Katia Savoretti (Rf): Senza un concreto supporto di liquidità da parte dello Stato temo che molte attività non potranno ripartire. Voglio ricordare all’Aula che il 30 marzo Rf ha presentato una interpellanza con una serie di quesiti al Governo. Domande e quesiti a cui ancora non ci risulta essere risposta. Una risposta da parte del Governo è più che doverosa nei confronti dei cittadini che devono sapere quali azioni il Governo intende intraprendere. Questo momento deve essere affrontato con massimo impegno e responsabilità. Necessario operare in maniera più celere. Quello che invece non mi pare si stia verificando. Il Governo sta sottovalutando ciò che sta succedendo alla nostra economia.. Economia che rischia di collassare. Necessario porre in essere interventi immediati a supporto del sistema bancario. Cosa sta facendo il Governo per evitare un crollo del sistema finanziario? Credo che tutti i sammarinesi si stiano accorgendo di quanto inadeguate siano le risposte fornite. Purtroppo non abbiamo più tempo.

Manuel Ciavatta (Pdcs): Io credo che la nostra Aula non è la sede che deve giudicare l’operato del dirigente del tribunale. Faremmo una azione sbagliata. Mi colpisce la lettera che ha mandato il dirigente del tribunale in cui sottolinea di essersi sentito attaccato molte volte per la sua funzione. Questa cosa va trattata negli organismi preposti. Non è possibile non evidenziare il problema che arrecano le affermazioni di un membro delle istituzioni del nostro Paese verso i vertici delle istitituzioni italiane. E’ un passaggio importante e vorrei che non ci nascondessimo dietro la solita dialettica maggioranza-opposizione. Mi rendo conto che gli interessi che hanno segnato e che hanno legato persone ad altre persone in passato sono purtroppo talmente forti da avere creato delle barriere e delle difficoltà di dialogo profonde.

Segretario di Stato Elena Tonnini: Concordo con le indicazioni arrivate dal consigliere Berti. Con gli interventi di trattamento retributivo ridotto sono stati importanti e allineati al privato. Abbiamo cercato di coinvolgere pubblico e privato nelle stesse percentuali. Per una volta anzi la Pa ha fatto da traino. Questo anche sulle indennità della Pa, che durante l’emergenza Covid-19 non sono state riconosciute. Siamo di fronte ad una nuova fase in cui si richiede alla Pa una fase di riorganizzazione e maggiore flessibilità. Non solo per rispondere alle giuste esigenze di sinergie con il privato, ma ci sono elementi prioritari che richiamano il Congresso di Stato a garantire la tutela degli uffici pubblici in vista della piena operatività. Siccome è stata messa in dubbio la circolare inviata a tutti i dirigenti in questa fase, con lo scopo doveroso di coinvolgere tutti in questa fase di riorganizzazione, voglio precisare meglio alcuni aspetti. Primo principio è la minimizzazione dei rischi attraverso un sistema che mira a evitare la compresenza di tutti i dipendenti nella stessa struttura negli stessi orari. Si intende poi attivare il sostegno dei nuclei familiari specie quelli in cui sono presenti minori e anziani. Laddove la possibilità di una riorganizzazione di orari e turni diversi non solo aiuta a spalmare le presenze e minimizzare i rischi ma aiuta a evitare la compresesenza anche in riferimento alle categorie più deboli come anziani e bambini. Non è un presa d’atto di decisioni già presa, ma un coinvolgimento proattivo dei direttori di dipartimento. Questo è il motivo per cui ogni ufficio ha fatto varie proposte per riuscire a garantire l’operatività: sulla base di queste si è aperto un confronto con i sindacati che è ancora in corso. Ogni ufficio pubblico ha esigenze diverse. Vi è l’annullamento della deliebra con cui viene riconoscuto al dirigente esterno una retribuzione che non rispettava la legge in quel momento.

Marika Montemaggi (Libera): Non credo ci sia silenzio da parte dell’opposizione. Quest’Aula non deve diventare un’aula di tribunale in cui fare processi a chi non può controbattere. Mi sarei aspettata più interventi di programmazione su come affrontare le criticità che ci aspettano. Il Governo forse è molto concentrato sulle cose da fare e non ha accortezza di quello che sta accadendo a cittadini e lavoratori. Non voglio far parte di quelli che vogliono strumentalizzare un argomento delicato come quello del finanziamento. Smettiamo di dire che il buco è stato fatto negli ultimo 3 anni. Sono anni di maltolto ai nostri cittadini. Se non vogliamo caricare il Paese di tensioni sociali e non applichiamo un minimo di equità sociale, non riusciremo ad avere i cittadini della nostra. Ai nostri cittadini chiederemo sacrifici enormi,, quindi è giusto che via sia un senso alto di giustizia. Sono logiche veramente lontane da quello che è il vero sentire della popolazione. Sconcertante sentire certe affermazioni da parte di chi ha sempre predicato un rapporto diretto con l’elettorato. C’è una partenza della maggioranza che in questo momento è piegata. Si sta tornando indietro su tantissimi aspetti. La questione dei rifiuti, del biologico. Il progetto BIO ci può caratterizzare come Paese. Se in questa fase tutti guardano alla sostenibilità, quello potrebbe essere uno dei progetti da portare avanti e su cui investire. Quello che avete approvato la scorsa settimana è sintomo di buttare e limitare fortemente il porta a porta e ripristinare i cassonetti. Noi avremmo preparato a tal proposito un ordine del giorno: se ne potrà discutere con quella parte della maggioranza che lo ritiene valido.

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22 Maggio 2020
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