Radio Radicale, Di Maio: “Serve soluzione senza intervento diretto dello Stato”

"Io non ho nessun interesse a far perdere posti di lavoro e a spegnere una radio, serve una soluzione ragionevole che non preveda un contributo diretto"
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ROMA – “Dobbiamo trovare una soluzione ragionevole che tuteli i posti di lavoro senza un intervento diretto dallo Stato”. Lo dice Luigi Di Maio a Radio Anch’io parlando di Radio Radicale la cui convenzione con il Mise è scaduta.

Per il vicepremier “si sono versati milioni a questa radio e non ad altre che stanno sul mercato. Io non ho nessun interesse a far perdere posti di lavoro e a spegnere una radio, serve una soluzione ragionevole che non preveda un contributo diretto”. A Giachetti dice: “spero che possa tornare a bere e mangiare”.

RADIO RADICALE. DI BATTISTA: LEGITTIMO TAGLIARE FONDI EDITORIA

le soluzioni sono dietro l’angolo. Basta volerle. La cara Emma potrebbe chiamare il suo amico George Soros e, dopo averlo ringraziato per i 200.000 euro appena donati da lui a +Europa, potrebbe chiedergli per Radio Radicale l’1% di tutto ciò che incassò nel 1992 con quella speculazione che fece a danno della lira e della nostra economia. Speculazione legittima si dirà, come è legittimo tagliare i fondi all’editoria aggiungo io”. Lo scrive su facebook Alessandro Di Battista (M5s).

“Se, per vergogna (sempre brutto chiedere i soldi a soggetti diversi dal Popolo italiano) la Signora Bonino non volesse scegliere questa strada ne suggerisco un’altra- prosegue-. Tutti i parlamentari del PD (ma anche degli altri partiti, dalla Lega a Forza Italia) che in queste ore si stanno stracciando le vesti per Radio Radicale siano generosi: donino i loro assegni di fine mandato (le loro cospicue liquidazioni insomma) alla causa. Credetemi sarebbero più che sufficienti”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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