Casa delle donne, fumata nera al tavolo in Campidoglio: bando resta in campo

Ieri in migliaia in piazza per protestare contro possibile sfratto
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ROMA – Il bando non sarà ritirato. Il debito potrebbe essere spalmato a fronte della richiesta di un abbassamento del canone. Ad oggi si lavora soprattutto sulla valorizzazione del progetto di rilancio mettendo al centro iniziative sui nuovi bisogni, dalle violenze alle periferie. Le donne però non sono soddisfatte e al termine della riunione fanno sapere “l’incontro non è andato bene”. Questo l’esito della riunione di ieri tra Campidoglio e Casa internazionale delle donne per evitare che la storica associazione di via della Lungara venga sfrattata dalla sede del Buon Pastore. Dopo la mozione della settimana scorsa che ne mette a rischio la permanenza dentro le storiche mura l’incontro di oggi tra le parti, rappresentanti della Casa da un lato e sindaco Virginia Raggi dall’altro, si è concluso con un rinvio a giugno. E nei prossimi incontri si parlerà soprattutto dei temi legati al bilancio.

Già perché oggi il tema del debito da 800.000 euro è stato solo accennato visto che il piano economico verrà affrontato in una sede ad hoc quando gli uffici del Patrimonio finiranno l’analisi della documentazione. Oggi sul tavolo sono finite soprattutto le modalità di rilancio della Casa e di valorizzazione del progetto. Tra le varie proposte, ad esempio, c’è anche quella di creare nella Casa un laboratorio di start up nel settore digitale per donne.

L’intenzione del Campidoglio, infatti, è di non chiudere la struttura ma anzi rilanciarla. Ma la spada di Damocle del debito, dell’affidamento diretto e del bando che il Comune ha comunque deciso di confermare, spiegano alcune rappresentati delle donne “non tranquillizza affatto”.

KOCH: “RIUNIONE ANDATA MALE, MA NON CI SARÀ SGOMBERO”

“Non è andata bene. L’unico punto positivo è stato che la sindaca si è decisa a incontrarci. Ma lei ha detto che vuole dare sostegno alla mozione. Il bando lo confermano perché dicono che altrimenti si violerebbe la legge. Abbiamo chiesto un abbassamento del canone e su questo hanno detto che ci stanno lavorando, almeno abbiamo ottenuto che non vengano effettuati sgomberi. L’assessore al Patrimonio su questo si è impegnato: fino a che c’è la trattativa la Casa resta inviolabile. Ci rivedremo a giugno”. Così la presidente della Casa internazionale delle donne, Francesca Koch, al termine di un incontro in Campidoglio sul futuro dell’associazione.

Ieri diverse migliaia di manifestanti si sono trovate in piazza del Campidoglio per protestare contro il possibile fratto della Casa internazionale delle donne. Tra le tante, anche molti visi noti del mondo della cultura e dell’informazione: l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, le scrittrici Dacia Maraini e Lidia Ravera, l’ex ministra Marianna Madia, la presentatrice Serena Dandini, le attrici Sonia Bergamasco e Veronica Pivetti e moltissime politiche di diversi schieramenti, a partire dalle consigliere comunali del Pd.
Dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea capitolina di una mozione, che di fatto rischia di sfrattare la storica associazione dalla sede di via della Lungara, in questo momento sono in corso in Campidoglio una nuova serie di incontri fra gli amministratori capitolini e le rappresentanti della Casa. La piazza però intanto sta facendo sapere di essere fortemente contrariata dalle soluzioni finora individuate.

BOLDRINI: “RAGGI PRIMA DONNA SINDACA CHE CHIUDE ISTITUZIONE”

“Credo che fare una mossa del genere sia assolutamente controproducente per la sindaca Raggi e lo si vede da questa piazza. Ma come si fa? Per la prima volta la Capitale ha una sindaca donna e tra le prime cose che le viene in mente di fare c’è quella di chiudere un’istituzione, perché questo è la Casa internazionale delle donne: è un luogo dove le donne si incontrano, si confidano, studiano, si aggregano e ricevono servizi”. Così l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la manifestazione in piazza del Campidoglio contro il possibile sfratto della casa internazionale delle donne. “Andare a bloccare tutto questo- ha aggiunto- vuol dire non avere il senso delle priorità. La casa non è importante in quanto edificio, ma perché quelle donne l’hanno fatta, non altre: l’hanno ideata. Mandarli via con qualche stratagemma vuol dire chiuderla anche se rimarrà aperta e questa cosa non si può fare. Si deve trovare un accordo”.






CORI FEMMINISTI IN PIAZZA: ‘TREMATE LE STREGHE SON TORNATE’

Cori da stadio in piazza del Campidoglio a Roma dove migliaia di donne ieri hanno protestato contro il possibile sfratto della Casa internazionale delle donne. Tra i vari cori: “Siamo antiche, siamo femministe”, “A te le pecore, a noi il buon pastore”, per arrivare al coro femminista “Tremate, tremate, le streghe son tornate” e alla versione al femminile di “Bella ciao”. In prima fila, con megafono in mano, anche il presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi.

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