mercoledì 20 Maggio 2026

Duecento Carabinieri smantellano la mafia di Niscemi: la mano di Cosa nostra anche sull’olio esausto

Blitz con 35 arresti in provincia di Caltanissetta. C'era anche il pizzo sullo spaccio

PALERMO – Operazione antimafia e antidroga a Niscemi, in provincia di Caltanissetta: 35 le persone arrestate dai carabinieri del Comando provinciale che hanno smantellato la locale famiglia mafiosa. Impegnati circa duecento militari, supportati dalle unità cinofile, dallo Squadrone Cacciatori di Sicilia e dal nono Nucleo elicotteri. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip presso il tribunale di Caltanissetta. Per 32 indagati è stato disposto l’arresto in carcere, gli altri tre hanno ricevuto un provvedimento di arresti domiciliari.

LE MANI DELLA MAFIA SULLO SMALTIMENTO DEGLI OLI ESAUSTI

Le accuse, a vario titolo, sono di: associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza e traffico di stupefacenti. L’indagine della Direzione distrettuale antimafia e dei carabinieri di Caltanissetta ha portato alla luce le infiltrazioni del clan nel settore della raccolta degli oli vegetali esausti. Un business che, secondo i carabinieri, era stato “monopolizzato” da Cosa nostra che imponeva “accordi criminosi” con ditte specializzate nel settore colluse e sottoposte ora a sequestro preventivo. Il valore economico stimato delle due imprese di Catania e Favara (Agrigento) sequestrate ammonta ad oltre sei milioni di euro.

IL PIZZO PER LO SPACCIO DI DROGA A NISCEMI

La mafia a Niscemi imponeva anche il pizzo per lo spaccio di droga. Oltre al condizionamento del tessuto economico imprenditoriale, gli investigatori hanno scoperto un giro di cocaina e marijuana. I protagonisti, però, dovevano sottostare a vere e proprie “autorizzazioni” allo spaccio. In cambio del via libera bisognava pagare: si trattava di una ‘messa a disposizione’ di Cosa nostra. Documentati oltre duecento episodi di spaccio.

Leggi anche