Nardella: “A Firenze 1.200 ristoranti senza spazio all’aperto, prima del coprifuoco si risolvano discriminazioni”

dario nardella
Il sindaco del capoluogo toscano si introduce nella polemica tra le Regioni e il Governo: "Vediamo intanto se le riaperture producono gli effetti sperati senza aumentare il contagio"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

FIRENZE – A Firenze “ho 1.200 ristoranti senza spazio all’aperto. Cosa gli cambia se mettiamo il coprifuoco alle 23?”. Il tema lo pone il sindaco Dario Nardella, intervenendo a ‘L’aria che tira’, su la 7. Il punto, osserva, è che prima del coprifuoco “mi sembrerebbe più urgente risolvere il problema della discriminazione tra i ristoratori“, quelli che potranno aprire perché possono contare su spazi all’aperto e chi resterà chiuso fino a giugno perché ne è sprovvisto. Ecco, aggiunge, “diamo la precedenza a questioni più impellenti visto che lunedì si potrebbe riaprire”.

In questo senso diventa fondamentale “la questione dei prestiti. Ci sono molte aziende che mi dicono che il fondo garantito al 90% spesso non serve, anche perché è sul quel 10% che tante imprese sono in grande difficoltà”. Gli iter, poi, sono complicati: “Devono accendere mutui nuovi e fare assicurazioni obbligatorie”. Per questo “invece di dare ristori a pioggia, forse lo Stato può coprire al 100% i fondi di garanzia trovando una soluzione con le banche. Perché se le ditte saltano in aria le banche ci rimettono”.

Da sindaco di Firenze, “una città che ha tanti teatri, musei, ristoranti, che vive di turismo ed è molto dinamica, potrei essere tra i più interessati a togliere il coprifuoco, però mi rendo conto che ci sono una serie di passi da fare. Intanto vediamo se le riaperture producono gli effetti sperati senza aumentare il contagio”. Non a caso, ragiona, “il presidente Draghi ha parlato di una verifica intermedia a fine maggio”. Infine “non mi risulta che Anci abbia formalmente chiesto di togliere il coprifuoco delle 22”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»