Coronavirus, a Bologna la Uil in strada per donare guanti e mascherine ai riders

"Le condizioni in cui lavorano queste persone sono al limite della legalita', rasentando un ignobile sfruttamento", mentre sono "in mezzo alla strada con pioggia, vento e sole"
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ROMA – Stavolta la consegna la ricevono loro. Mascherine e guanti protettivi sono stati distribuiti oggi e gratuitamente ai rider bolognesi. È l’iniziativa della Uil dell’Emilia-Romagna, che questa mattina in piazza Nettuno e viale Pietramellara ha intercettato i ciclofattorini del cibo a domicilio mano a mano che passavano dal centro. Un gesto simbolico che comunque ha dato una mano a chi in questi giorni di lockdown si trova comunque a far consegne in giro per la citta’ e senza la reperibilita’ completa dei dispositivi di protezione.

Durante il presidio sono state distribuite circa 60 mascherine Ffp2, con annessi guanti di gomma. “Come abbiamo visto questa mattina questi lavoratori girano senza mascherina, senza guanti, e non solo hanno un problema loro, ma vanno a consegnare il cibo a casa delle persone quindi si crea un problema per loro per le persone- denuncia il segretario regionale della Uil Giuliano Zignani, in prima fila nella consegna- la nostra e’ anche una cosa simbolica per dimostrare quella che e’ l’inefficienza di uno Stato che dovrebbe obbligare le aziende a fare in modo che questi lavoratori, che tra l’altro vanno a contatto diretto col cittadino, di obbligarli senza sentenze di tribunale, a fare in modo che spendano due soldi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini”.

Zignani si riferisce alla recente sentenza dei giorni scorsi che emessa dal giudice del lavoro di Bologna “che obbliga le piattaforme a fare questo“, in particolare Deliveroo, anche se “naturalmente come avviene in un paese democratico ci sono i ricorsi, che hanno una tempistica”.

Nel frattempo, pero’, i rider rimangono senza protezioni. Eppure, come nel caso di Deliveroo che ha smosso le acque e il dibattito sotto le Due torri, “stiamo parlando di grandi multinazionali”, dove “e’ evidente che legalita’ e profitto in queste imprese non si sfiorano neppure”, attacca Zignani, che resistuisce un quadro in cui “le condizioni in cui lavorano queste persone sono al limite della legalita’, rasentando un ignobile sfruttamento”, mentre sono “in mezzo alla strada con pioggia, vento e sole”.

Il segretario della Uil aggiunge inoltre che come sindacato si sono dotati di “500 mascherine e abbiamo gia’ ordinato anche il termometro da misurare la temperatura”. Strumenti essenziali perche’ “noi siamo a stretto contatto col pubblico quindi prima di tutto dobbiamo essere noi in condizione di avere i dispositivi di sicurezza”, ma anche in questo caso dei rider, ovvero “dove abbiamo delle situazioni nere o grigie” per “sopperire a gravi mancanze, anche se spetta alle aziende piu’ che al sindacato”, conclude Zignani.

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22 Aprile 2020
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