Clima, Copernicus: “2019 anno più caldo in Europa, 11 record su 12 dal 2000”

Tutte le stagioni sono state piu' calde della media e l'estate e' stata la quarta piu' calda almeno dal 1979.
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ROMA – Il 2019 e’ stato l’anno piu’ caldo mai registrato in Europa e 11 dei 12 anni piu’ caldi si sono verificati a partire dal 2000, confermando cosi’ una serie di incrementi della temperatura sempre piu’ serrati. Cosi’ il Rapporto sullo stato del clima europeo (European State of the Climate 2019) del Copernicus Climate Change Service (C3S), il servizio di rilevazione da satelliti e stazioni a terra dell’Ue.

Nel 2019 le concentrazioni di anidride carbonica e metano sono costantemente aumentate, tanto che se ne rintracciano di simili solo andando indietro di milioni di anni. Le alte temperature e le ondate di caldo estivo hanno contribuito alla siccita’ nell’Europa centrale, mentre alla fine dell’anno si sono verificate forti piogge nell’Europa occidentale e meridionale.

A livello globale, gli indicatori climatici mostrano che la temperatura media degli ultimi 5 anni risulta 1,1 gradi al di sopra della temperatura media dell’era preindustriale. In Europa e’ invece superiore di quasi 2 gradi rispetto alla media della seconda meta’ del XIX secolo. L’obiettivo dell’accordo di Parigi del 2015, ratificato da 188 paesi, e’ mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali compiendo uno sforzo concertato per limitare l’aumento a 1,5 gradi.

Lo European State of the Climate 2019 segnala come le temperature in tutta Europa continuino a mostrare una chiara tendenza al riscaldamento. Undici dei 12 anni piu’ caldi si sono verificati dal 2000. L’anno piu’ caldo registrato per l’Europa 2019 e’ stato seguito da vicino dal 2014, 2015 e 2018. Inoltre, tutte le stagioni sono state piu’ calde della media e l’estate e’ stata la quarta piu’ calda almeno dal 1979. Alcune parti d’Europa hanno registrato temperature estive da 3 a 4 grdi piu’ alte del normale. Le intense ondate di calore di giugno e luglio hanno anche portato a temperature record in alcuni paesi europei tra cui Francia e Germania.

Inoltre, le condizioni di siccita’ estiva hanno interessato la copertura vegetale in molte parti del continente: ebbene in alcune parti dell’Europa occidentale la copertura vegetale sia tornata alla normalita’ entro l’autunno, alla fine dell’anno sono state colpite da forti piogge. Per l’Artico europeo, le temperature sono state inferiori ai massimi osservati negli ultimi anni. Il 2019 ha visto la temperatura dell’aria in questa regione sul mare e sulla terra a 0,9 gradi in piu’ rispetto alla media.

Nonostante l’estate abbia visto temperature vicine alla media, il superamento di record storici della temperatura nella Scandinavia settentrionale e contribuendo a uno scioglimento dei ghiacci superficiali in Groenlandia senza precedenti. Nel 2019, poi, ncentrazioni di anidride carbonica (CO2) e metano (CH4) hanno continuato ad aumentare. I flussi netti globali di gas serra come l’anidride carbonica, il metano e il biossido di azoto seguono una continua tendenza al rialzo, un modello che si e’ stabilito negli ultimi decenni. Gli scienziati affermano che e’ possibile trovare concentrazioni paragonabili a quelle del 2019 solo risalendo a milioni di anni fa.

Il 2019 ha poi fatto segnare il maggior numero di ore di sole in Europa, appena sopra il precedente anno record 2015, su una nserie di dati che inizia nel 1983, sebbene ci siano state alcune variazioni regionali. Cio’ evidenzia una chiara tendenza al rialzo delle ore di sole negli ultimi 40 anni in tutto il continente europeo. Questo incremento nella durata delle ore di sole e’ stata osservata per tutto l’anno con una copertura nuvolosa inferiore alla media osservata per i primi sei mesi. Le aree piu’ soleggiate della media sono state la Spagna, parti della Francia, l’Europa centrale e la maggior parte dell’Europa orientale.

“Quest’ultimo rapporto annuale e’ compilato da Copernicus Climate change Service dai suoi dati gratuiti, con contributi di una vasta gamma di partner scientifici e associati, compresi altri servizi Copernicus– spiega Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate change Service (C3S)- Come parte di questa famiglia, siamo orgogliosi di mettere insieme utili informazioni sul clima create a partire da dati grezzi che offrono approfondimenti di grande valore a tutti i settori della societa’, da responsabili politici e imprenditori a scienziati e individui”.

E’ infatti “ora piu’ vitale che mai che tutti abbiano accesso a queste informazioni per aiutarci a comprendere le implicazioni a lungo termine dei cambiamenti climatici e cio’ che le organizzazioni e gli individui possono fare per ridurne gli effetti- prosegue Buontempo- Un anno di caldo eccezionale non costituisce una tendenza al riscaldamento, ma per avere informazioni dettagliate dal nostro servizio operativo, che copre molti aspetti diversi del nostro clima, siamo in grado di collegare i punti per saperne di piu’ su come il clima sta cambiando.

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22 Aprile 2020
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