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Marocco, nella serie #TaAnaMeToo parlano le vittime di violenza

#TaAnaMeToo
Cartoni animati a 4 voci sul web: un'idea dello studio Jawjab
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ROMA – Con i cartoni animati, il racconto delle violenze subite va dritto al cuore. Le protagoniste sono quattro giovani donne, che parlano in prima persona, testimoniando la voglia di battersi per un Marocco libero da pregiudizi patriarcali. La loro storie sono diventate una serie web prodotta dallo studio creativo Jawjab. Il titolo è #TaAnaMeToo, l’obiettivo rompere il silenzio che circonda le aggressioni sessuali in Marocco: solo il 6,6% delle persone che hanno subito violenza osa sporgere denuncia, anche se una donna su due afferma di essere stata vittima di abuso, secondo dati del ministero della Famiglia. La serie è firmata dal regista Nabil Ayouch e animata dai disegni di Meryem Ait Aghnia, di Oussama Abbassi, di Nass Reda-Fathmi e dell”artivista’ Zainab Fassiki. Tutte e tutti in prima linea contro l’articolo 490 del Codice penale che in Marocco criminalizza i rapporti sessuali fuori dal matrimonio e colpisce spesso proprio le vittime. Tra i casi più noti quello della giornalista Hajar Raissouni, giudicata colpevole di “aborto illegale”. L’ultima mobilitazione è partita invece pochi giorni fa, dopo la condanna a un mese di prigione di una mamma single di Tetouan vittima di un caso di “revenge porn”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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