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Pd, possibile slittamento voto capigruppo: in pole Serracchiani e Malpezzi

A quanto apprende la Dire non dovrebbe essere domani il momento per votare anche chi succederà a Graziano Delrio a Montecitorio e ad Andrea Marcucci a Palazzo Madama.
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ROMA – Potrebbe slittare l’elezione dei nuovi capigruppo del Pd alla Camera e al Senato. Domani il segretario Enrico Letta incontrerà i deputati, la mattina alle 9 e 30, e i senatori alle 15 e 30, per illustrare le linee guida del programma della sua segreteria. Sul tavolo i provvedimenti più urgenti, ma anche tematiche a più lungo respiro come le riforme e lo ius soli. Letta oggi è tornato ad auspicare che i gruppi si diano una rappresentanza di vertice femminile.

Ma a quanto apprende la Dire non dovrebbe essere domani il momento per votare anche chi succederà a Graziano Delrio a Montecitorio e ad Andrea Marcucci a Palazzo Madama. La riunione di domani non è stata convocata come seggio elettorale. Ma a parte questo, restano da risolvere i nodi politici, e in particolare è Base riformista che deve dare il via libera nella successione a Marcucci al Senato. Nessuno vuole infatti andare alla conta su questo o quel nome. E la stessa minoranza dem, che è molto rappresentata proprio nel gruppo di Palazzo Madama, agevolerebbe un passaggio di consegne che garantisca un consenso quanto più largo. È questo il motivo per cui di solito i capigruppo vengono eletti con una sorta di acclamazione.

Tra i nomi che circolano in queste ore, quelli che ricorrono con maggiore frequenza nelle ricostruzioni di partito sono Debora Serracchiani alla Camera e Simona Malpezzi al Senato. Serracchiani non è ufficialmente riferibile a nessuna area politica. Mentre Malpezzi è di Base riformista, la stessa area di Marcucci. Se la sottosegretaria venisse eletta alla guida del gruppo, lascerebbe un posto libero al governo. Il suo nome è particolarmente gettonato anche in virtù dell’esperienza maturata in veste di sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento.

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