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Mafie, a Bologna il paradosso della galleria ‘Falcone e Borsellino’: confiscata ma non utilizzata

E' proprio qui che ieri l'associazione Libera ieri ha scelto di ricordare le vittime di mafie
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BOLOGNA – Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, sono solo i più noti, ma le vittime (innocenti) di mafia sono quasi mille. E per non dimenticarle, Libera legge i loro nomi in piazza. Davanti alla Galleria Falcone Borsellino, in piazzetta Galilei, al microfono si susseguono studenti, volontari, attivisti del mondo dell’associazionismo, e li elencano uno ad uno, davanti a circa 50 persone, secondo il rito, divenuto ormai tradizionale, della lettura ad alta voce, istituito per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, giunta alla 23esima edizione. Qui si fa seguito alla manifestazione nazionale di Foggia e a quella regionale di Parma.

Ma non si tratta solo di un rituale: Fiore Zaniboni di Libera Bologna, dal palco spiega infatti che il luogo scelto per il presidio, peraltro proprio davanti al palazzo della Questura, non è casuale: “Siamo qua in un posto particolarmente significativo per noi (Galleria Falcone e Borsellino, ndr) dove al civico 1 ci sono due beni confiscati in modo definitivo da quasi 10 anni, confiscati a Giovanni Costa (il super-latitante arrestato nel 2013 a Santo Domingo con l’accusa di riciclaggio dopo un periodo di latitanza, ndr) e non ancora riutilizzati“.

Al momento “metà dell’appartamento è occupato dai figli di Costa, per metà è assegnato alla Questura, ma non ci risulta ancora utilizzato”. Per cui, prosegue Zaniboni, “chiediamo all’amministrazione che prenda in carico questa situazione. L’invito è a chiedere ufficialmente che il bene venga assegnato, non a noi ovviamente, ma che ritorni patrimonio della città”.

 

 

 

 

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