Bruxelles, il racconto di un testimone “chiuso” nel Parlamento europeo

[caption id="attachment_44682" align="alignleft" width="337"] Foto Jef Versele/Facebook[/caption] BOLOGNA
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Foto Jef Versele/Facebook
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BOLOGNA – Dopo gli attentati di questa mattina a Bruxelles, è scattato il divieto per gli eurodeputati e i loro collaboratori di uscire dal Parlamento Ue. Anche la Farnesina ha inviato un sms agli italiani presenti nella capitale belga invitandoli a “evitare temporaneamente spostamenti”. Lo riferisce Alessandro Marchi, collaboratore dell’europarlamentare M5s Marco Affronte, raggiunto telefonicamente questa mattina dalla ‘Dire’.

“È stato alzato il livello d’allarme da giallo a rosso e non si può uscire dal Parlamento– spiega Marchi- tutti avevano il volo prenotato per domani, perché il Parlamento chiude giovedì per la Pasqua e stiamo cercando informazioni per tornare a casa”. Nonostante le notizie degli attentati fossero già note, spiega ancora Marchi, “i lavori questa mattina sono iniziati normalmente alle 9. Io sono arrivato in anticipo perché sono venuto a piedi, ero vicino al Parlamento”. Le commissioni hanno votato regolarmente, riferisce ancora il collaboratore di Affronte, poi alle 9.45 è stata annunciata una riunione dell’ufficio di presidenza del Parlamento europeo. Un “gabinetto di crisi” per decidere se continuare i lavori.

I controlli sono stati adeguati dopo due ore” dagli attentati, sottolinea ancora Marchi. Fuori dal Parlamento, oltre al servizio di vigilanza, “sono presenti anche i militari”, una misura già assunta “dopo gli attentati di Parigi”. Su Facebook, anche Affronte parla di “situazione terribile. Siamo dentro al Parlamento e non ci fanno uscire. E comunque non si può uscire da Bruxelles neanche in macchina. Aeroporti e stazioni ovviamente chiuse. Mia priorità: tornare a casa”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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