Bologna, il cardinale Zuppi: “Con la pandemia non si scherza, serve serietà”

Cardinale Matteo Zuppi arcivescovo bologna
L'arcivescovo lancia un monito per il futuro: "Bisogna fare tesoro di quello che è successo, a cominciare dal cambiare il sistema di protezione della fragilità"
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BOLOGNA – Con questa pandemia “non si può scherzare”. E quindi “dovremmo essere tutti un po’ più seri“. Finora però “non abbiamo ancora capito che siamo sulla stessa barca”. È il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, a lanciare un nuovo monito questa mattina nel corso di un incontro promosso dalla Fnp-Cisl dell’Emilia-Romagna per la presentazione del libro ‘La speranza ha i colori dell’arcobaleno. La pandemia nei racconti di uomini e donne con i capelli bianchi’, a cura di Fausto Cuoghi. “Il futuro comincia oggi- avverte Zuppi- e certe scelte non ammettono rinvii. Dovremmo davvero essere tutti un po’ più seri e affrontare con consapevolezza questa pandemia, che anche nel suo prolungarsi ci ricorda che non si può scherzare e che bisogna scegliere con intelligenza”.

Secondo il cardinale, “abbiamo tutto per diventare migliori”. Ma ci riusciremo? “Il dubbio c’è sempre- risponde Zuppi- dobbiamo diventare bravi, ma non è automatico. Abbiamo capito che siamo sulla stessa barca? Mica tanto. Io ho sempre un po’ di riserva. Altrimenti, se fossimo consapevoli che siamo sulla stessa barca, la solidarietà verrebbe quasi naturale. All’inizio della pandemia c’è stata questa consapevolezza, un po’ come dopo il terremoto. Poi però sono cominciate le piccole speculazioni“, come sul prezzo di vendita delle mascherine. Zuppi insiste sulla necessità di “uscire migliori” dalla pandemia. “Non dobbiamo perdere questa possibilità”, ma “non è scontato né automatico. E attenzione, perché se non ne usciamo migliori ne usciamo peggiori: non c’è il pareggio”. In questi mesi, afferma il cardinale, “ci siamo accorti anche delle macerie che avevamo messo da parte”. Quindi “bisogna fare tesoro di quello che è successo- insiste Zuppi- a cominciare dal cambiare il sistema di protezione della fragilità”.

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