Coronavirus, i toscani intasano i numeri dedicati. Regione valuta denunce

"Prenderemo tutti i nomi di chi chiama, e valuteremo l'eventualità di un esposto alla Procura della Repubblica", dice l'assessore Saccardi
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FIRENZE – In Toscana c’è un numero di telefono dedicato all’emergenza Coronavirus in ogni Asl e dovrebbero servire solo a chi ha avuto contatti con persone risultate positive al virus, e a coloro che rientrati dalle aree a rischio negli ultimi 14 giorni. In base alle ordinanze ministeriale e regionale, se queste persone non chiamano commettono reato. In seguito alla chiamata, la Asl può fare sorveglianza attiva. Ma il problema è che chiamano in troppi. Anche quelli che non dovrebbero.

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Per cui, avvisa l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, “prenderemo tutti i nomi di chi chiama, e valuteremo l’eventualità di un esposto alla Procura della Repubblica, per uso improprio e interruzione di pubblico servizio”. Questi numeri, dice infatti il presidente della Regione Enrico Rossi, “devono essere riservati alle persone previste dall’ordinanza. Se queste chiamano, devono poter trovare libero. Le linee non possono essere intasate da persone che chiamano per avere semplici informazioni: per questo c’è il numero verde regionale”, 800.556060, opzione 1, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15. Ma appunto succede il contrario, come spiega Saccardi: in molti stanno chiamando i numeri delle aziende, che in queste ore risultano già intasati.

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Rossi rilancia anche un altro appello ai cittadini: “Allo scopo di tutelare al meglio la salute dei cittadini e di tutte le persone presenti in Toscana raccomandiamo a coloro che manifestano sintomi come febbre, tosse, sintomi influenzali e di malattie respiratorie acute, di limitare per quanto possibile le visite ai degenti nelle strutture ospedaliere e in genere l’accesso ai centri sanitari affollati come pronto soccorso, ambulatori specialistici e di medicina generale; quando ciò non rappresenti un pregiudizio alla cura. In ogni caso prima di recarsi in tali luoghi si consiglia il consulto telefonico con il proprio medico di riferimento”.

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22 Febbraio 2020
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