VIDEO | Roma, Mancini: “Letta? È personalità straordinaria”

"Roma non è Firenze e un pisano può tranquillamente fare il sindaco a Roma", scherza il deputato del Pd, Claudio Mancini
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ROMA – “Nel 2021 penso che ci sarà un ballottaggio tra il candidato di centrosinistra e quello della destra. Dobbiamo scegliere un candidato all’altezza di una battaglia molto difficile. Enrico Letta è una personalità straordinaria che ha una grande esperienza politica ma è allo stesso tempo una forza giovane perché è un cinquantenne e quindi a tutte le energie per affrontare una sfida come questa”. Così il deputato del Pd, Claudio Mancini, nel corso di un’intervista all’agenzia Dire nell’ambito della rubrica DIREzione Roma.

“Proporremo ai nostri alleati un percorso che prevede le primarie entro la fine dell’anno- ha aggiunto-. E confidiamo che gli alleati accettino questo percorso che deve fondarsi su una condivisione programmatica. La nostra conferenza programmatica sarà quindi rivolta e proiettata a questo. Vogliamo farlo prima perché poi ci sarà tempo per il candidato si deve entrare in sintonia con la città. Poi ci sarà il congresso romano e le primarie in autunno”.

“Letta pisano?- ha aggiunto ironicamente Mancini-. Roma non è Firenze e un pisano può tranquillamente fare il sindaco a Roma così come lo hanno fatto nella storia tanti esponenti politici non nati qui. Roma è una città dove si decide a vivere ed è importante dove sono nati i tuoi figli, non dove sei nato tu”.

“Il Pd- ha concluso- esprime grandi personalità romane. Penso a Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni, Roberto Gualtieri, David Sassoli, anche gli amici Calenda e Smeriglio e tanti altri. Ma è chiaro che gli elettori non ci comprenderebbero se noi non ho offrissimo alla città una candidatura di alto profilo e di comprovata esperienza e capacità. Questo è quello che io ritengo gli elettori ci attendano da noi. Non vedo spazio per candidature che non abbiano questa caratteristica. E penso che si debba anche a rifuggire da giochi tattici sulle alleanze”.

“CALENDA? AL MOMENTO SI È AUTOESCLUSO, DIALOGHI CON PD”

“Calenda deve scegliere se ricostruisce un rapporto con il Pd, nel quale era entrato un anno fa e uscito tre mesi fa. Non si può pensare di avere un’interlocuzione con il principale partito romano essendo contemporaneamente all’opposizione del Governo nazionale e oscillando con giudizi a volte anche ingenerosi verso la nostra classe dirigente. Il problema di Calenda è che al momento si è autoescluso dalla discussione con il Pd. Il Partito Democratico andrà avanti pensando di svolgere le primarie entro la fine dell’anno”, afferma ancora Mancini. “Calenda- ha poi aggiunto- deve prima dire se vuole allearsi e discutere con il Pd, consapevole che il Pd è una forza del Governo nazionale. Quindi deve scegliere se avere un dialogo o meno con noi“.

“BIS RAGGI? STATI GENERALI M5S PER CAPIRE INTERLOCUTORI”

“Che Raggi si ricandidi è nell’ordine delle cose probabili, visto che si tratta del suo primo mandato. Ma questa è una situazione che riguarda i 5 Stelle. Il Pd ha scelto un’altra percorso: noi siamo all’opposizione della Raggi e stiamo costruendo il nostro programma è il nostro sistema di alleanze. Contiamo entro l’anno di scegliere la nostra candidatura a sindaco. Lombardi chiede un’alleanza? Si tratta di una discussione di tipo congressuale che noi guardiamo con molto rispetto. Attendiamo i loro Stati Generali per capire quali saranno gli effetti che scaturiscono. Questi avranno effetto anche su Roma quindi cercheremo di capire quali sono i nostri reali interlocutori nel corso d’opera”. È un altro passaggio dell’intervista a Claudio Mancini all’agenzia Dire nell’ambito della rubrica DIREzione Roma.

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22 Febbraio 2020
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