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Genova, gli sfollati preparano una mostra fotografica: “Così la vita sotto al ponte”

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GENOVA – Una mostra fotografica per fissare negli occhi della memoria tutte le emozioni vissute a partire da quel tragico 14 agosto 2018. E’ quanto sta preparando il comitato dagli sfollati di via Porro e via Fillak, in vista anche della commemorazione annuale del crollo del Ponte Morandi. Un insieme di scatti che sarà allestito probabilmente nel chiostro della chiesa di San Bartolomeo della Certosa e che potrebbe anche diventare una mostra itinerante. “Stiamo già preparando la commemorazione annuale per il prossimo 14 agosto– spiegano i portavoce Franco Ravera, Ennio Guerci e Giusy Moretti- ma vorremmo che la mostra arrivasse un po’ prima perché in quei giorni la città sarà deserta. Vogliamo raccontare come si viveva sotto il ponte, come è stato fatto il ponte e tutta la grande umanità che abbiamo vissuto nelle settimane immediatamente successive al crollo. Ci importa poco del ponte in sé ma vogliamo ricordare ancora una volta che cosa hanno sofferto le persone. Il tema principale sarà la sfera emozionale”.

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Gli sfollati non ne fanno una questione venale ma di principio. “A gennaio avremmo davvero avuto bisogno di questi soldi- spiega Ennio Guerci, altro portavoce del comitato che presto diventerà associazione- ora che sono arrivati o stanno arrivando gli indennizzi, possiamo respirare. Però si tratta di rispettare la volontà di chi ha fatto la donazione pensando a noi”. Ma quelle arrivate al Comune non sono le uniche donazioni. Alcuni fondi sono stati trasferiti direttamente su un conto corrente gestito dal dopolavoro ferroviario di Rivarolo: “Tutte le somme sono state estinte a gennaio con un bonifico di circa 700 euro a famiglia- spiega il comitato- resta solo una cospicua donazione arrivata dalla Rai, con l’equivalente di quanto in passato si spendeva per i regali natalizi ai dirigenti, che vogliamo restituire alla città e nella prossima assemblea spiegheremo come”. Sempre sabato si parlerà anche del quarto accesso nelle case sfollate e ormai vendute alla struttura commissariale, per recuperare gli ultimi beni personali.

Ieri è arrivato di fatto il via libera dal sindaco e commissario, Marco Bucci, a patto che tutto avvenga a totale carico, economico e organizzativo, degli sfollati, che non potranno portare via alcun mobile già indennizzato e diventato di proprietà della struttura commissariale. “Abbiamo chiesto che i mobili e gli arredi in buono stato rimasti nelle case siano donati ad associazioni che si occupano dei poveri e dei bisognosi– spiega Guerci- in questi mesi abbiamo capito quanto sia fondamentale la solidarietà e c’è sempre qualcuno che ne ha bisogno“. E anche su questo punto, l’amministrazione sembra essere d’accordo, come confermato ieri dal consigliere delegato alla Protezione civile, Sergio Gambino.

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