MERCOSUR. TRATTORI ALL’EUROPARLAMENTO CONTRO L’ACCORDO
Trattori a Strasburgo. In fila già all’alba, da place de Bordeaux fino ai cordoni della polizia che presidiano il quartiere delle istituzioni europee. Gli agricoltori a bordo protestano contro l’accordo di libero scambio tra l’Ue e il Mercosur. Krzysztof e i suoi compagni arrivano dalla Polonia: “Anche l’Italia ha detto di sì, ma perché?” La protesta assedia il Parlamento europeo nei giorni della plenaria. Di fronte ai deputati, il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic definisce l’intesa “il nostro più grande accordo”. Krzysztof e i suoi non la pensano così. E anche l’Europarlamento ha dato loro ragione: a maggioranza, con soli dieci voti di scarto, ha rinviato l’intesa alla Corte di giustizia europea, che dovrà valutarne la conformità con i trattati Ue.
CLIMA. 133MILA ETTARI DI PATAGONIA CILENA SONO SALVI, PER SEMPRE
Giorni difficili quelli che sta attraversando la Patagonia argentina, dove sono andati in fumo oltre 10mila ettari di foreste a causa di incendi che, come sospetta la magistratura locale, hanno avuto origini dolose. Una buona notizia riguarda invece la porzione cilena di questa regione geografica anche nota come la terra del ghiaccio e del fuoco: grazie a una raccolta fondi lanciata da una coalizione di associazioni guidate dal Puelo Patagonia, sono stati acquistati per 63 milioni di dollari tutti e 133mila gli ettari della Valle di Cochamó, un santuario di biodiversità incontaminato. Obiettivo: affidarli in modo permanente alla fondazione cilena Conserva Puchegüín. Una vittoria per l’ambiente e le comunità locali.
MO. DALLE ONG ITALIANE L’APPELLO A LIBERARE IL LEADER PALESTINESE BARGHOUTI
Pace e giustizia in Medio oriente passano anche per la liberazione dei circa 9mila detenuti politici palestinesi: questo l’appello per il loro rilascio, a partire da quello di Marwan Barghouti, storico leader della resistenza palestinese, e lanciato da una coalizione di associazioni tra cui Aoi, la rete che in Italia rappresenta oltre un centinaio di ong. L’occasione, un incontro a Roma a cui ha partecipato la moglie e avvocata dell’attivista, Fadwa Barghouti. Come ha denunciato Aoi, Barghouti “ha subito un arresto e un processo privi di garanzie di equità da parte delle autorità israeliane”, mentre come arrivano resoconti di torture e condizioni carcerarie inumane per i palestinesi, peggiorate anche dopo i fatti dell’ottobre 2023. Per questo si chiede una condanna forte della comunità internazionale a Israele che, secondo le associazioni, “detiene donne, medici, giornalisti e oltre 350 bambini, processati in tribunali militari”.
R.D. CONGO. STILL I RISE AL FIANCO DELLE COMUNITA’ MINERARIE VITTIME DEL PROGRESSO
La Repubblica democratica del Congo è tra le prime riserve mondiali di minerali critici, essenziali per la transizione energetica e per tutti quegli apparecchi elettronici ormai irrinunciabili, come tablet e smartphone. Le miniere di rame, litio e cobalto sono per lo più affidate a aziende private che alimentano sfruttamento dei lavoratori – tra cui anche minori – e sono causa sempre più frequente di sfollamenti di intere comunità. Un fenomeno contro cui lotta l’ong Still I Rise, da un lato, con una scuola a Kolwezi, per ridare futuro ai bambini minatori, e dall’altra anche con azioni di denuncia come il report ‘Il prezzo del progresso’, in uscita a febbraio, che analizza la pratica delle aziende di scacciare i residenti da case che giacciono su terreni minerari. Le famiglie nella maggioranza dei casi si ritrovano così da un giorno all’altro senza né compensazioni né alloggi alternativi.





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