HONDURAS. GIURA IL PRESIDENTE, MA CHE NOTIZIA LE FRAGOLE E GLI ANACARDI
Tensioni politiche ma anche, sul piano sociale e ambientale, fermenti e speranze. È un momento comunque cruciale per l’Honduras, dove il 27 gennaio giura il nuovo presidente Nasry Asfura, sostenuto da Donald Trump e proclamato vincitore nonostante accuse di “brogli”. Le speranze riguardano invece paradossalmente il “corridoio secco”, una delle zone dell’America Latina più colpite dai cambiamenti climatici. È qui che stanno crescendo sette cooperative agricole modello: grazie ai crediti agevolati garantiti da piccole casse rurali, producono caffè o anacardi, platano o fragole usando fertilizzanti e antiparassitari biologici. Ascoltiamo due coltivatrici: si chiamano Maria Rutilia Mendoza Ordoñez e Ilda Betancourt e stanno collaborando con l’organizzazione italiana Progettomondo. Decisivi i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica: in Honduras, anche la scelta di creare opportunità di lavoro, in alternativa all’abbandono delle terre e alle migrazioni verso gli Stati Uniti di Trump.
SIERRA LEONE. SIAMO STUFE, E FACCIAMO LA RIVOLUZIONE IN CUCINA
“Sì, con le stufe migliorate guardiamo a un futuro più verde per la Sierra Leone perché consumano meno carbone; ne utilizzano davvero poco: così la deforestazione diminuirà”. Doreen Sambo, ha 23 anni, studia Scienze politiche ma oggi in una piccola officina di Bo, una città della Sierra Leone, piega pannelli di rame e assembla stufe ad alta efficienza con le ragazze del collettivo Girls Energy Action. Secondo Doreen, i vantaggi riguardano anche la salute: in Africa i veleni prodotti dalla cucina a fuoco vivo uccidono ogni anno circa 600mila persone. La produzione delle nuove stufe è supportata anche dalla Fondazione Avsi, ci dice il cooperante italiano Gianni Bagaglia: “La Sierra Leone vuole proprio esplorare le energie rinnovabili nel Paese tra cui la diffusione di metodi di cottura puliti e nuove tecnologie per cucinare’.
PACE. A ROMA LA CONFERENZA DELLE SCUOLE: SBELLICHIAMOCI
“Sbellichiamoci, cioè ridiamo a crepapelle e smettiamo di fare le guerre”. È l’invito, nelle parole dell’attore umorista e scrittore Alessandro Bergonzoni, che ha segnato la Conferenza nazionale delle scuole di pace ospitata dall’università La Sapienza. Due giorni di incontri con insegnanti, dirigenti scolastici ed educatori. A Roma, al fianco di alunni e studenti, sono arrivati da 156 scuole di 116 città e 18 regioni d’Italia. “Solidarietà, partecipazione… sono finiti questi concetti qui: tu devi diventare l’altro”. L’impegno, rilanciato a Roma, è fare di ogni scuola un’istituzione di pace. “Ecco perché”, riprende Bergonzoni, “voglio parlare agli studenti, per dire loro: ‘Ogni fine anno faremo un esame che dovrete portare a termine e si chiama esame di coscienza”.
AMBIENTE. LA SFIDA DELL’AGROECOLOGIA, ANCHE IN SENEGAL
Come promuovere l’agroecologia, cioè un modo di coltivare e nutrirsi sostenibile sia per le famiglie sia per l’ambiente? Un quesito al centro di un incontro promosso dall’alleanza della società civile Azione Terrae nella sede romana di Engim, ong della federazione Focsiv. In primo piano le sfide in Africa occidentale. Louis Etienne Diouf, esponente della rete Dytaes in Senegal, riflette anche sul ruolo delle politiche pubbliche nel suo Paese. “È stato aumentato il budget e adesso ci sono più coltivatori che ricevono i fertilizzanti e le sementi. Questo per noi è molto importante”. Secondo Diouf, è cruciale condividere i rischi della “transizione agroecologica” e rafforzare le capacità di investimento dei piccoli agricoltori facilitando l’accesso al credito e al microcredito.







