Pistole, spinelli e niente mascherine nel video del trapper di Reggio Emilia

baby gang
È finito nella bufera il videoclip del cantante Gani, girato nel quartiere del villaggio stranieri il 18 dicembre scorso. Nelle immagini nessuno dei ragazzini inquadrati indossa i dispositivi medici o mantiene la distanza, ma i protagonisti fumano canne e inveiscono contro la polizia
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REGGIO EMILIA – Pistole, spinelli e insulti alle Forze dell’ordine. Sono gli ingredienti del video di una canzone trap, (sottogenere musicale dell’hip hop in voga tra i più giovani) girato il 18 dicembre scorso dal cantante Gani nel quartiere del villaggio stranieri di Reggio Emilia e diventato praticamente virale su youtube con 13.000 visualizzazioni. Adesso le immagini sono in mano alla Polizia perché nessuno dei ragazzini che vi compare indossa la mascherina e rispetta il distanziamento previsto dalle norme anti-covid. E scoppia già un caso politico sul tema controverso delle compagnie di giovani manesche o bullizzanti. Cinzia Rubertelli, capogruppo in Comune di Alleanza civica che ha diffuso il video segnalatole da un cittadino, commenta: “I casi sono due: o il Comune non ne era a conoscenza, ed allora si stanno violando diverse leggi, dall’utilizzo di un’arma senza il tappo di sicurezza, all’assembramento, dalla mancanza delle mascherine alla guida pericolosa, oppure ne era a conoscenza, ed allora sarebbe interessante sapere che tipo di messaggio vuole veicolare la ‘città delle persone'”.

Per i consiglieri regionali della Lega, Gabriele Delmonte e Maura Catellani, “la violenza compiaciuta e sprezzante che permea il video-choc del trapper Gani rende del tutto evidente che a Reggio Emilia c’è un problema serio connesso al disagio giovanile e al fenomeno delle baby-gang (una giovanissima comparsa del video sarebbe anche stata recentemente denunciata per rapina) che l’amministrazione comunale non ha mai voluto affrontare”. Un “immobilismo- aggiungono- che ha alimentato un fenomeno che rischia seriamente di scappare di mano”.

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Il “problema delle baby gang formate soprattutto da figli di stranieri alla seconda generazione, si sta trasformando in una polveriera pronta a esplodere in qualsiasi momento- proseguono gli esponenti del Carroccio- sintomatica di un’emergenza sociale figlia del fatto che le amministrazioni di sinistra che si sono succedute al governo della città da 70 anni, si sono sempre riempite la bocca di concetti quali integrazione e solidarietà, senza però mai essere in grado di tradurre in azioni e progetti concreti, credibili e soprattutto efficaci la propria propaganda inclusiva”.

Il consigliere comunale del Pd Dario De Lucia, invece invita il cantante a parlare davanti ad un caffè: “Lo voglio fare come un fratello maggiore per spiegare l’errore, perché ai giovani devi parlarci con il giusto tempo se vuoi ottenere qualcosa, altrimenti le distanze diventano più grandi e non ottieni nulla”, spiega il dem.

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