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Bonaccini: “Pfizer rispetti gli accordi, noi abbiamo fatto tutto il possibile”

stefano bonaccini
Il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni spiega che per i richiami si stanno utilizzando le scorte accantonate in attesa di nuove dosi, e rilancia l'idea di un patentino vaccinale che permetta l'accesso a stadi, eventi sportivi e culturali
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BOLOGNA – Ma i vaccini a disposizione sono sufficienti per le seconde dosi? “Intanto utilizziamo tutte le dosi che abbiamo accantonato, speriamo” che siano sufficienti insieme alle nuove forniture, “ma possiamo fare quello ci è consentito dall’arrivo delle dosi. Speriamo che si possano rispettare tutti i tempi che avevamo garantito”. Interpellato a margine di una iniziativa benefica che si è svolta stamane al Maggiore di Bologna, il presidente regionale torna sul summit col commissario Arcuri e l’intesa sulla redistribuzione tra Regioni. “Abbiamo raggiunto un accordo tra presidenti, commissario Arcuri e coloro che sono stati più penalizzati per una scelta unilaterale di Pfizer. Così avremo tutti la stessa equità nel taglio. Però vogliamo essere fiduciosi e sperare che nelle prossime settimane torni la distribuzione di prima, stavamo dimostrando di avere capacità organizzative e di intervento molto robuste”.

Adesso, conclude il governatore, “stiamo facendo le seconde vaccinazioni, così cominciamo ad immunizzare un po’ di gente, che sarà esclusa dai rischi. Dall’altra parte attendiamo che arrivi il numero” di vaccini “che ci era stato garantito per completare anche il primo ciclo. Siamo abituati a fare le cose per bene”.

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“DI PFIZER NON MI FIDO PIÙ. È BENE RAGIONARE SUL PATENTINO VACCINALE”

“Per quanto ci riguarda siamo inadempienti su niente. Siamo una grande sanità, adesso tocca a Pfizer rispettare gli accordi che aveva garantito”. Ma Bonaccini, dopo il taglio della fornitura da parte dell’azienda farmaceutica Usa, non si fida più. Pfizer, rileva il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, “ha garantito che riparta la distribuzione, ma visto che non hanno garantito quello che avevano promesso, prima di dire che tornano a garantire tutto aspetterei”. Dopodiché, sottolinea, “non tocca a noi questa responsabilità, perché la gestione e la distribuzione avviene a livello nazionale. Abbiamo detto al commissario Arcuri e al Governo che come Regioni siamo pronti a fare qualsiasi azione al loro fianco che serva per tornare al rispetto delle promesse e degli accordi firmati”.

Bonaccini rilancia poi sul passaporto di vaccinazione per entrare allo stadio, negli impianti sportivi e nei luoghi della cultura e dello spettacolo a rischio assembramento. “Il passaporto vaccinale? Ho detto che è bene ragionarci. Mi piacerebbe- aggiunge il governatore- si aprisse una discussione seria su questo, in particolare pensando alle tante, troppe attività economiche, sportive e culturali oggi precluse ai più per rischi di assembramento. Se potessero dare un servizio a chi non rischia più nulla e quindi è sicuro potrebbero rivedere la luce in fondo al tunnel”.

“IL RECOVERY È UN’OPPORTUNITÀ STRAORDINARIA, MA SI PUÒ FARE SOLO INSIEME”

“Abbiamo bisogno di confrontarci per fare il meglio possibile”. Bonaccini coglie positivamente l’invito arrivato da Palazzo Chigi sul Recovery fund, dopo la richiesta rilanciata anche ieri di maggiore coinvolgimento sui progetti. “Martedì il presidente Conte ha già fissato un incontro, e lo ringrazio, tra il Governo e le Regioni sul Recovery plan anche alla sua presenza. Ma ribadisco una cosa che è persino banale dire: nessun Governo può immaginare in sei anni di mettere a terra progetti per 209 miliardi di euro se non c’è il coinvolgimento delle Regioni e dei Comuni, tutto qua”. Quindi, ribadisce il governatore, “si può fare solo insieme e mi auguro che queste poche settimane che trascorrono dal confronto all’invio all’Europa questa opportunità straordinaria e imperdibile, direi unica, per fare ripartire il paese non venga perduta”.

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