Telecamere negli asili, Veneto apripista dice sì a proposta legge

VENEZIA - Videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole d'infanzia e nelle strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in
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VENEZIA – Videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole d’infanzia e nelle strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio. Lo prevede il progetto di legge statale di iniziativa regionale presentato dal consigliere leghista Alberto Semenzato e approvato oggi dal consiglio regionale veneto con 38 voti a favore e due astenuti.

Ovviamente la proposta di legge era stata presentata prima che il Parlamento affrontasse l’esame di una norma analoga, ormai approvata dalla Camera e in attesa del passaggio in Senato, e ora avrà sostanzialmente solo la funzione di “esprimere la posizione del Veneto in merito alla videosorveglianza nelle strutture”.

L’intento è “preventivo”, spiega Semenzato, evidenziato “l’effetto deterrente” delle telecamere. Favorevole il Pd, che infatti esprime poi voto positivo nei confronti del progetto di legge, più riluttanti Piero Ruzzante (Leu) e Patrizia Bartelle (liC). Il primo provoca chiedendo con un emendamento che sia precisata la possibilità di mettere le telecamere anche negli uffici dei dirigenti “che maneggiano milioni”. Richiesta che, tra l’altro, viene accolta dalla maggioranza.

“Noi non diciamo dove devono essere messe le telecamere, quindi si potevano già mettere anche negli uffici dei dirigenti, ma visto che ci viene chiesto di precisarlo lo precisiamo”, commenta Semenzato. Più complicato invece rispondere alla questione, posta sempre da Ruzzante, relativa all’impossibilità di controllare tutti gli spazi.

Ad esempio, dice Ruzzante, “nei bagni non ci saranno telecamere, quindi se uno vuole effettuare dei maltrattamenti basta che si metta dove sa che non ci sono”. Simile il punto di vista di Bartelle, che è però più critica rispetto all’effetto preventivo della videosorveglianza, inficiato dalla conoscenza della posizione delle telecamere da parte dei lavoratori. Bisogna intervenire sulla formazione degli operatori e sulla qualità delle loro condizioni di lavoro, è la tesi dell’ex pentastellata. Tant’è, il provvedimento viene approvato dopo una rapida votazione, che vede 38 voti a favore e due astensioni, quelle di Ruzzante e Bartelle.

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