Agricoltura, a Cerveteri il convegno sulla multifunzionalità

ROMA – Creare un sistema che permetta al settore agricolo di sviluppare, oltre alla funzione principale l’agricoltura, almeno altre 5 importanti funzioni: occupazionale, sociale, ambientale, paesistica, produzione di servizi. Soffermandosi sulla produzione di servizi, nel contesto attuale hanno un ruolo di primaria importanza l’agriturismo e l’agri-didattica. Di questo si è discusso nel convegno ‘Multifunzionalità: Terra fertile per l’evoluzione dell’azienda agricola’ svoltosi presso la sala consiliare nel palazzo Granarone di Cerveteri. Un altro tema principale dibattuto durante il convegno è stato l’evoluzione normativa introdotta dal combinato disposto costituito dai Regolamenti regionali 1 del 5 gennaio 2018 e 29 dell’1 dicembre 2017 e delle Leggi regionali 38 del 22 dicembre 1999, 14 del 2 novembre 2006 e 10 del 10 agosto 2016.

Il convegno è stato suddiviso in 2 momenti uno la mattina con la parte introduttiva e la sessione tecnica, che si è svolto presso la sala consigliare e uno il primo pomeriggio con la tavola rotonda presso la sala Ruspoli, in piazza Santa Maria. La parte introduttiva ha visto gli interventi dell’assessore regionale Agricoltura Caccia e Pesca, Carlo Hausmann, dell’amministratore unico Arsial, Antonio Rosati, e del sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci.

Pascucci: “Convegno molto interessante con esperti e rappresentanti di spicco della Regione Lazio”

Il nostro è un territorio che basa gran parte della propria economia sul settore agricolo- ha dichiarato Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri- basti pensare la quantità di aziende agricole che oltre che da un punto di vista occupazionale interessano Cerveteri, molto spesso vengono prese come modello da imitare anche su scala nazionale. E’ un convegno estremamente interessante, con esperti e rappresentanti di spicco della Regione Lazio. Un ringraziamento sentito va a Francesco Vigliotti, nostro delegato, per aver curato nei minimi dettagli l’evento”.

 La sessione tecnica ha previsto gli interventi dei relatori: Andrea Virgili, esperto multifunzionalità; Amalia Vitagliano, dirigente Regione Lazio, Giovan Domenico Bertolucci, dirigente Arsial, Massimiliano Cafaro, Suap Comune di Roma. La giornata si è conclusa con la tavola rotonda animata dalle testimonianze sulle buone pratiche multifunzionali con le esperienze di alcuni dei pionieri della multifunzionalità agricola: Andrea del Gallo di Roccagiovine, Luigi Merz, Livio Terilli. 

Il nuovo assetto normativo costituisce un elemento di valore strategico per lo sviluppo del settore permettendo alle aziende agricole laziali di evolversi in imprese multifunzionali in grado di competere in un mercato sempre più globale e competitivo, riconoscendo al ‘settore economico primario’ la capacità di dare origine a produzioni congiunte (beni fisici, servizi diversi ed esternalità ambientali). Gli imprenditori agricoli multifunzionali hanno la possibilità di far evolvere le aziende in nuove forme di impresa, attraverso lo sviluppo di attività che aggiungano valore ai prodotti delle coltivazioni e degli allevamenti e che, nello stesso tempo, offrano servizi molto diversificati ad ospiti, consumatori, comunità locali e ai turisti nazionali ed internazionali. L’agricoltura multifunzionale non vuol dire solo enogastronomia, ma anche cultura, biodiversità, paesaggio, servizi alla popolazione: fattorie didattiche, agriasili, musei della civiltà contadina, servizi di riabilitazione sociale sono solo alcuni esempi.

Rosati: “Multifunzionalità per salvare il territorio”

“Oggi per multifunzionalità in agricoltura si intende la capacità di un agricoltore, nella propria dimensione aziendale, non solo di fare agricoltura, ma la possibilità di integrare il proprio reddito con una serie di attività in più direzioni”. Lo ha dichiarato Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, a margine del convegno ‘Multifunzionalità in agricoltura Terra fertile per l’evoluzione dell’azienda agricola’.

 “Non solo agriturismo– ha continuato- ma anche attività didattiche, attraverso convenzioni con le scuole, attività sociali mirate agli anziani oppure attività sportive, a determinate condizioni dettate dalla legge. Tutti questi sono esempi di multifunzionalità che, grazie a questa legge recente, pongono il Lazio all’avanguardia, dando un grande contributo all’integrazione del reddito degli agricoltori. Il nostro obiettivo è quello di difendere una presenza del paesaggio e difendere le terre destinate all’agricoltura. La nostra realtà italiana è fatta di piccole e media aziende a cui molto spesso il solo reddito da produzione agricola non può garantire una permanenza sul territorio, invece noi dobbiamo fare in modo che questo paesaggio, una grande carta italiana, possa consentire la presenza di agricoltori. L’obiettivo di fondo è rilanciare il made in Italy, noi abbiamo delle carte formidabili da giocare nel futuro del turismo. Qui siamo in un crocevia magico- ha concluso- siamo vicino al porto di Civitavecchia, vicino all’aeroporto di Fiumicino, dobbiamo fare sistema, cooperare per competere, per attirare più turisti, per consumare più cibo italiano, più made in Italy in generale che non solo è sinonimo di qualità, ma anche di benessere”.

 

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22 Gennaio 2018
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