Forum Giovani, il Sud? “Torni ad attrarre talenti”

"Il Sud è scomparso dall'agenda dei politici"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – C’è un esodo di mezzo milioni di giovani che negli ultimi anni sono scappati dal sud Italia, ma per invertire la tendenza “noi dobbiamo cambiare modo di pensare: non dobbiamo fermare, dobbiamo dare la libertà di andare ma anche di tornare e soprattutto la capacità di attrarre i giovani talenti”. Così Giuseppe Provenzano, vicedirettore Svimez, risponde all’agenzia Dire a margine degli Stati Generali del Forum Nazionale dei Giovani, ieri a Roma. Rendere il sud più attrattivo per i giovani, spiega Provenzano, “lo possiamo fare, alcuni strumenti sono messi in campo. Ultimamente è arrivato questo strumento, ‘Resto al Sud’, che può essere molto utile per favorire l’imprenditorialità giovanile”.

Secondo il vice direttore di Svimez, quello che serve è “una politica generale e un contesto che sia favorevole all’innovazione e quindi ai giovani e per farlo servono istituzioni che siano anch’esse più giovani: noi abbiamo una pubblica amministrazione che è molto vecchia e scarsamente qualificata, e questo è un problema per il mezzogiorno”.

“Serve- conclude Provenzano- la ricerca applicata in modo da trasferire alle imprese l’innovazione, quelle competenze e quei saperi di cui i giovani sono depositari e che sono fondamentali per lo sviluppo”.

https://www.youtube.com/watch?v=xCHkazvZNjY

MARANO (ASS. PALERMO): NON CONDANNARE GIOVANI A EMIGRAZIONE

“Siamo una città in un territorio con un dato sulla disoccupazione giovanile molto importante e guardiamo con attenzione e quotidianamente a tutte quelle azioni che possano mettere i nostri giovani davanti a una ipotesi di scelta quando adottano la mobilità nazionale o internazionale per cercare le opportunità di lavoro”. Così l’assessore alle politiche giovanili e al lavoro del comune di Palermo, Giovanna Marano, risponde all’agenzia Dire a margine degli ‘Stati Generali’ del Forum del Terzo settore.

L’assessore Marano, intervenuta nel panel ‘Giovani e Mezzogiorno’, ribadisce che “mettere i giovani davanti a una scelta significa poter andare via pensando anche di poter tornare o scegliere il proprio territorio per la propria realizzazione personale senza pensare di essere condannati all’emigrazione”. Il modello di Palermo, spiega Marano, è quello di “una città in movimento, che sta ottenendo dei tassi di presenza turistica grazie alla valorizzazione delle proprie risorse culturali. Nel 2015 c’è stato riconosciuto un itinerario Unesco arabo-normanno straordinario con delle grandi potenzialità. Quello, insieme a tanti altri beni monumentali, possono davvero far raggiungere alla città dei traguardi sul piano della crescita culturale. È importante utilizzare tutti quelli strumenti che mettano in moto innanzitutto quei processi di innovazioni di cui i giovani sono portatori”.

Questo, spiega l’assessore, va di pari passo con il continuo ascolto e confronto con le realtà giovanili che l’attuale giunta sta mettendo in campo, perché “una grande città del sud ha quotidianamente il compito di misurarsi con il tema dello sviluppo: come sappiamo- conclude- crescita e occupazione non sono allineati soprattutto per città che hanno pagato il prezzo dei lunghi anni della crisi in maniera assolutamente evidente.

DELZIO: SUD SCOMPARSO DA AGENDE DEI PARTITI

“Il Sud è scomparso dalle agende dei partiti politici. Lo stiamo osservando anche in vista delle elezioni politiche del 4 marzo: il tema o viene completamente dimenticato o trattato come un tema marginale”, commenta Francesco Delzio, vice presidente gruppo Atlantia e docente universitario.

Intervenuto nel dibattito su ‘i giovani e il Mezzogiorno’, Delzio ribadisce la necessità di “considerare il sud come un problema nazionale” e come “la grande emergenza dell’italia dei prossimi anni”. Il sud, spiega Delzio, “ha subito la crisi molto di più” del resto del paese: “la questione meridionale è ancora in piedi e va affrontata, a mio avviso, aprendo le porte dell’imprenditoria al sud”. Secondo il vice presidente di Atlantia “abbiamo bisogno di nuovi capitali e nuovi capitani che portino investimenti, sviluppo e occupazione. C’è bisogno di utilizzare in maniera massiccia la leva fiscale, ad esempio combattendo a Bruxelles per ottenere una no tax area per il sud, e rafforzare ancora di più le università e le competenze scientifiche del mezzogiorno perchè sono quelle che possono attirare investimenti tecnologici ad alto valore aggiunto. Insomma c’è bisogno di un grande progetto meridionale che consenta alle imprese italiane, europee e e del mondo di portare più innovazione, più sviluppo e più capitali nel mezzogiorno”.

Delzio non nutre però fiducia nei confronti dei partiti perché “hanno poco coraggio e difficoltà a misurarsi con una questione che ha almeno 150 anni di storia e che è complicatissima da risolvere. “E’ tempo- conclude- di trovare un nuovo paradigma per l’intervento pubblico, bisogna aprire porte a capitali privati, incentivarli con la leva fiscale, fare in modo che questo stagno che è oggi il sistema imprenditoriale meridionale, spesso molto chiuso e con un’acqua putrida, si apra a capitali e capitani più coraggiosi che vengono anche da fuori, perchè questo aiuterà anche l’imprenditoria meridionale”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»