Unioni civili, italiani a Barcellona: “Polemiche su adozioni senza senso”

La Spagna, paese con alle spalle una dittatura durata quasi 40 anni, prevede già dal 2005 la possibilità per le persone dello stesso sesso di contrarre legalmente matrimonio, con tutti i diritti associati, comprese le adozioni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “La polemica scatenata nelle ultime settimane riguardo alla possibilità di adozione da parte del coniuge della prole dell’altro coniuge, agli occhi di chi guarda l’Italia dall’esterno, risulta difficile da comprendere“. Lo dichiara l’Associazione AltraItalia, creata da italiani antifascisti residenti a Barcellona, che aderisce alla manifestazione #svegliatiItalia del 23 gennaio in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili.

gay

“La Spagna, paese con una tradizione molto simile a quella italiana, e con alle spalle una dittatura durata quasi 40 anni, prevede già dal 2005 la possibilità per le persone dello stesso sesso di contrarre legalmente matrimonio, con tutti i diritti associati, comprese le adozioni. Più di 30mila coppie si sono sposate da allora, moltissime di loro con figli– dichiarano i soci di Altraitalia- Mariano Rajoy e i principali leader della forza conservatrice hanno persino recentemente partecipato pubblicamente al matrimonio di un importante esponente omosessuale del partito senza che questo causasse alcuna protesta”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»