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Se qui si mette male meglio Draghi al Quirinale

mattarella draghi
L'editoriale del direttore dell'Agenzia Dire Nico Perrone
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ROMA – Fa pure rima, ma è il senso comune che si respira tra i parlamentari. Soprattutto i ‘Fratelli’ dell’opposizione se la stanno godendo davanti ai tanti errori che sta inanellando la maggioranza di Governo. Alla fine sarà il virus a dettare l’agenda politica, non si scappa. Per questo, dicono in tanti, il premier Draghi ha anticipato la conferenza stampa di fine anno “perché qui tutti temono che a fine dicembre i numeri possano schizzare, a quel punto di che parli?”. Mentre domani con i giornalisti il premier potrà comunque soffermarsi sul successo del Pnrr con i 51 obiettivi prefissati portati a casa; sulla manovra che ha trovato l’accordo della maggioranza e che quindi verrà approvata senza tante discussioni a colpi di fiducia. E la cosa ha fatto arrabbiare il presidente della Camera, Roberto Fico: “Abbiamo definito il calendario dei prossimi giorni. La Camera tornerà a riunirsi prima della fine dell’anno per l’esame del disegno di legge di bilancio, che attualmente si trova al Senato. Il 27 e 28 dicembre sarà in commissione, il 28 pomeriggio approderà in Aula. Purtroppo anche quest’anno siamo davanti a uno spazio ridotto di esame, un grave problema sistemico che si ripete da troppo tempo e che ha riguardato legislature e governi diversi. È necessario un impegno comune di Camera, Senato e Governo per superare queste pesanti criticità” ha sottolineato Fico. E comunque si torna sempre al virus, infatti il 23 dicembre si riunirà il Comitato tecnico scientifico proprio per varare le nuove restrizioni. Anche qui, a livello di opposizione parlamentare, i giudizi sono assai critici: “Ma come – spiega una fonte qualificata dei ‘Fratelli d’Italia’- fino al giorno prima dal Governo si andava nei quattro angoli del Paese a dire che il Green pass era la soluzione contro il contagio e adesso si scopre che anche i vaccinati si contagiano e quindi pure questi dovranno farsi i tamponi? Non sarà facile per chi appoggia il Governo spiegarlo ai cittadini, soprattutto con il caos che creeranno se abbasseranno a 6 mesi la scadenza del Green pass, a quel punto avremo centinaia di migliaia di esodati scaduti, gente che nonpotrà fare la terza dose per tempo”. Ecco, è proprio di fronte a questa situazione di emergenza che, facciamo i debiti scongiuri, potrebbe aggravarsi e sfuggire di mano, che per molti a quel punto sarebbe scontato ‘cristallizzare’ l’attuale situazione, con il presidente uscente Mattarella che resta al Quirinale e Draghi a Palazzo Chigi. Mattarella ripete ad ogni occasione che non vuole il bis? “Ma di fronte ad una situazione di emergenza nessuno può lasciare il suo posto” è la sintesi di più pareri. Per altri, invece, sono proprio i problemi che stanno emergendo a livello di Governo e che saranno evidenti nei prossimi mesi ad indicare l’elezione di Draghi al Quirinale. “Quando sarà anche evidente che le risorse europee creeranno opportunità più avanti negli anni e non subito è facile aspettarsi reazioni negative nel Paese. Senza contare che il prossimo anno sarà elettorale, che tutti i partiti penseranno più a litigare che mettersi d’accordo. Quindi meglio Draghi nuovo Presidente della Repubblica, che avendo davanti 7 anni potrà gestire e garantire al meglio la prosecuzione di un nuovo governo fino alla scadenza della legislatura.

Per quanto riguarda il dibattito politico, i leader dei partiti hanno detto che se ne riparlerà a gennaio. Il 4 gennaio, come annunciato a suo tempo, il Presidente della Camera indicherà la data della convocazione del Parlamento in seduta comune, che sentendo i parlamentari potrebbe essere il 25 o 26 gennaio. Per il 10 gennaio il segretario del Pd, Enrico Letta, ha convocato la riunione della direzione con tutti i parlamentari Dem, mentre Matteo Salvini, leader della Lega, sempre in quel periodo si riunirà con tutti i partiti e movimenti del Centrodestra per discutere della candidatura di Silvio Berlusconi e del piano ‘B’ se questi dovesse saltare. E Berlusconi ci crede ogni giorno di più. Tanto da scattare sulla sedia quando ha sentito Giorgia Meloni parlare di Letizia Moratti. Questa si è subito affrettata a dire che di candidato c’è solo Berlusconi, mentre la leader di Fratelli d’Italia è stata costretta a chiamare il Cavaliere: “Berlusconi non è risentito, l’ho sentito. Stiamo parlando di ricostruzioni giornalistiche forzate, dei film. Moratti? È normale che parli con un assessore regionale” ha detto Meloni. Non ha dubbi e non gliene importa di procurare un dispiacere Vittorio Sgarbi: “Al Quirinale deve andare Mario Draghi. E mi auguro con il sostegno intelligente e immediato di Silvio Berlusconi. Se il Cavaliere invece di pensare per sé propone Draghi diventa il suo grande elettore. A quel punto voglio vedere come fa il Pd a dire di no“.

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