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Tg Sanità, edizione del 21 dicembre 2020

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– COVID. DPCM NATALE: ITALIA ZONA ROSSA IN GIORNI FESTIVI E PREFESTIVI

Fascia rossa per tutta l’Italia nei giorni prefestivi e festivi, fascia arancione per i giorni feriali. È quanto stabilisce il nuovo Dpcm che dispone ulteriori restrizioni nel periodo delle feste natalizie per contenere i contagi da Covid e prevenire una terza ondata. Italia in zona rossa, dunque, nelle giornate del 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre; 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio; in zona arancione, invece, nei giorni feriali: 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio. Tra le principali deroghe, c’è però la possibilità di passare le festività con due parenti o amici non conviventi: “È una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo”, ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa. Inoltre, sarà possibile recarsi nelle seconde case all’interno della stessa Regione durante l’intero periodo delle feste.

– COVID. ‘VARIANTE INGLESE’, SPERANZA: PIÙ CONTAGIOSO, MA VACCINO SEMBRA FUNZIONI

Secondo le prime informazioni, la ‘variante inglese’ del Covid non sembrerebbe fare “maggiori danni, ma produce più contagiati e questo resta un problema molto serio”. A dirlo il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla trasmissione “Mezz’ora in più”, in onda su Rai3. “Dalle primissime informazioni- ha proseguito Speranza- sembra che i vaccini possano funzionare ugualmente, ma servono informazioni più solide”. Intanto, oltre alla donna già in isolamento perché risultata positiva alla ‘variante inglese’ del SARS-CoV-2, ci sono al momento in Italia altri due casi sospetti. Il primo riguarda una ragazza di 25 anni della provincia di Bari atterrata giovedì scorso nello scalo pugliese: è risultata positiva al Coronavirus e sono in corso all’istituto zooprofilattico di Foggia le analisi per capire se abbia la variante. Il secondo caso è stato riscontrato domenica tra gli ultimi passeggeri atterrati a Fiumicino dalla Gran Bretagna, dopo il blocco dei voli. Il tampone sarà analizzato allo Spallanzani e il paziente è in isolamento a casa.

– EPATITE C. RETE HCV SICILIA: 30MILA OVER 60 CON VIRUS, ORA TEST SU 6MILA DETENUTI

Pazienti con comportamenti a rischio legati all’uso di sostanze e detenuti: è su queste categorie di soggetti che la Rete HCV Sicilia punta a fare uno screening diffuso per eradicare dal nostro Paese il virus dell’epatite C. Numerose evidenze scientifiche, infatti, dimostrano come in queste due ‘popolazioni speciali’ la prevalenza del virus sia più alta rispetto ad altre. Ma per pianificare un efficace programma di eliminazione del virus, oltre ad un ‘gioco di rete’ che coinvolga i Servizi per le Dipendenze e i centri specialistici, sono necessarie tre azioni: conoscere l’epidemiologia, applicare correttamente i test diagnostici, gestire la terapia con regimi appropriati. Parte da queste basi la Rete HCV Sicilia che, nata nel 2015, ad oggi può contare su un network composto da 41 centri clinici e 101 medici specialisti. “Da una nostra indagine epidemiologica- ha fatto intanto sapere Vito Di Marco, responsabile scientifico della Rete HCV Sicilia- è possibile ritenere che in Sicilia siano presenti fino a 50mila persone con una malattia cronica di fegato da HCV, 30mila delle quali sono over 60”. La Rete HCV Sicilia vuole però avviare uno screening soprattutto nei 23 istituti istituti penitenziari della regione, che ospitano oltre 6mila detenuti. “I dati più recenti descrivono una prevalenza dell’infezione da HCV tra il 5% e il 10% dei detenuti- ha spiegato ancora Di Marco- e l’infezione è superiore al 25% in quelli che hanno una storia di tossicodipendenza”.

– EPATITE C. ROSTAN: LOTTA A VIRUS HA RAGGIUNTO TRAGUARDO IMPORTANTE

Il progetto della Rete HCV Sicilia è stato illustrato nel corso di una web conference organizzata e promossa dal provider Letscom E3 nell’ambito di ‘HAND’, il primo progetto pilota di networking a livello nazionale patrocinato da quattro società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD), che coinvolge i Serd.D. e i relativi Centri di cura per l’HCV afferenti a diverse città italiane. All’evento, che ha avuto il patrocinio della Rete HCV Sicilia, hanno partecipato diverse istituzioni. “Una diagnosi precoce, utilizzando uno screening capillare nella popolazione carceraria” è quanto ritiene necessario Cinzia Calandrino, Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria in Sicilia, per contrastare efficacemente la diffusione dell’epatite C. Secondo Margherita La Rocca Ruvolo, presidente della VI Commissione Ars Salute, Servizi sociali e sanitari, è “pregevole il lavoro svolto in questi anni per debellare l’infezione”, mentre per la vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Michela Rostan, la lotta al virus dell’epatite C ha raggiunto “un traguardo importante con la messa a disposizione da parte del governo di circa 71 milioni di euro da destinare allo screening“, ma ora, ha concluso, “spetta alle Regioni una grande capacità di monitoraggio sull’utilizzo di questi fondi”.

– COVID. CONGRESSO SIMIT: PRIORITÀ TORNI AD ESSERE TUTELA PAZIENTI CRONICI

“Uno degli effetti più significativi della pandemia di Covid-19 è stato il sovraffollamento degli ospedali che, insieme ai rischi di contrarre l’infezione, ha interrotto trattamenti, rallentato operazioni di screening e scoraggiato visite ed esami specialistici”. È l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, che mercoledì scorso ha chiuso il suo XIX Congresso, presieduto dal professor Pierluigi Viale e dal dottor Francesco Cristini. “Un chiaro esempio di come questi meccanismi siano stati inficiati dalla pandemia è costituito dall’HIV- hanno spiegano dalla società- Uno dei problemi costanti è dato dal ritardo della diagnosi, che spesso arriva dopo alcuni anni, talvolta quando il virus è già diventato AIDS. Il rallentamento di test e screening nel 2020- hanno concluso- rischia di acuire ulteriormente questo fenomeno”.

– COVID. OCULISTI AIMO-GOAL: TELEMEDICINA OPPORTUNITÀ PER CURA E PREVENZIONE

La telemedicina è un’opportunità in epoca di emergenza Covid, per la prevenzione e la cura in oftalmologia. Ne è certo Danilo Renato Mazzacane, consigliere dell’Associazione italiana dei medici oculisti (AIMO) e segretario di Gruppo oculisti ambulatoriali liberi (GOAL), che ha moderato, insieme ad Andrea Romani, direttore della UOC Oculistica dell’ospedale San Donato di Arezzo, un corso ECM su Covid e Telemedicina nell’ambito del XV Forum Risk Management, la kermesse dedicata alla sanità e alla salute, che si è svolta ad Arezzo la settimana scorsa. “Grazie alla telemedicina- ha proseguito Mazzacane- il medico ha potuto ottimizzare il suo tempo riducendo anche la spesa per il servizio sanitario nazionale e le liste di attesa”. L’innovazione in oftalmologia, intanto, se attuata con appropriatezza “non è una spesa ma un guadagno- ha sottolineato il dottor Romani- Per questo- ha detto- è fondamentale l’informatizzazione del settore integrando tra loro sistemi già esistenti, garantendo trasparenza e tracciabilità dei percorsi”.

– L’IMPRESA DI ‘CRAZY FOR FOOTBALL’: DAVANTI AL PALLONE TUTTI ‘NORMALI’

Davanti al pallone ci sono solo giocatori. Una convinzione che ha trasformato la legge 180 e le sfide sul campo in ‘Crazy for football’: la Nazionale italiana di calcio a 5 formata solo da pazienti psichiatrici, che nel 2018 ha vinto il campionato del Mondo in un torneo giocato a Roma da circa 150 giocatori. “Nel 2016 eravamo ‘l’armata Brancaleone’ e poi siamo riusciti in un miracolo: vincere un mondiale”, ha raccontato all’agenzia Dire il ct Enrico Zanchini. Accanto a lui l’ideatore del progetto, lo psichiatra Santo Rullo, che ha sempre visto la maglia della Nazionale come un simbolo di lotta allo stigma.

 

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