Bonaccini: “Il Delta del Po non diventi un museo, va sfruttato al meglio per il turismo”

BOLOGNA - Dopo il riconoscimento come riserva della biosfera Unesco, il Delta del Po non deve "diventare un
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BOLOGNA – Dopo il riconoscimento come riserva della biosfera Unesco, il Delta del Po non deve “diventare un museo“, ma deve essere in grado di sfruttare le opportunità che offre il turismo. A dirlo è il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che ha avviato su questo un lavoro con il governatore del Veneto, Luca Zaia, e i ministri Gianluca Galletti e Dario Franceschini.

delta_PoL’idea è “scrivere nuove regole sul Delta del Po- spiega Bonaccini in aula- perchè non diventi un museo. Non dobbiamo impedire ciò che può portare ricchezza“, pur restando sempre in un’ottica di “tutela ambientale”. Insomma, conferma Bonaccini parlando con la ‘Dire’ a margine dell’Assemblea legislativa, bisogna riuscire a “tenere insieme le opportunità turistiche con la difesa dell’ambiente”.

E proprio in questi giorni la Giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato un bando per la tutela e la valorizzazione delle aree naturali turistiche e del patrimonio culturale regionale. Si parla di 37,6 milioni di euro, stanziati da viale Aldo Moro per sostenere i progetti di enti locali, società in house e soggetti pubblici che riguardano la competitività e l’attrattività turistica dell’Appennino, del Parco del Delta del Po e del Distretto turistico balneare della costa. I progetti dovranno prevedere un costo complessivo dell’investimento non superiore a cinque milioni di euro o 10 milioni di euro nel caso di patrimonio Unesco. In tutti i casi, i progetti dovranno riguardare beni pubblici e dovranno essere realizzati e rendicontati entro la fine del 2019.

La Regione concederà contributi a fondo perduto fino a un massimo dell’80% del costo totale ammissibile per ogni intervento (non inferiore a un milione) e non potrà superare i 3,5 milioni di euro per il finanziamento di un totale di almeno 20 progetti. Le domande vanno presentate fra il 31 gennaio e il 15 aprile.
“Il bando punta a migliorare la competitività e la capacità di attrazione delle destinazioni turistiche e ad attivare processi innovativi di sviluppo dei territori interessati e dell’intero sistema turistico- spiega in una nota l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini– l’obiettivo è migliorare le condizioni di offerta e utilizzo del nostro patrimonio culturale, artistico e naturalistico pubblico, qualificandolo e sostenendone la capacità di attivare collaborazioni anche con il sistema economico”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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