Fca, Conte atteso a Melfi anche dalle delegazioni dei lavoratori

Il premier sarà in Basilicata il 25 novembre. "Necessario conoscere il punto di vista di chi in quelle fabbriche lavora", dicono i sindacati
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POTENZA – “Il premier Conte non faccia come tutti i suoi predecessori. Non incontri solo l’azienda ma tutte le delegazioni dei lavoratori per conoscere il punto di vista di chi in quelle fabbriche lavora. I lavoratori non si incontrano solo nelle tragedie”. È l’appello della Fiom Cgil e della Cgil Basilicata al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte che lunedì 25 novembre è atteso allo stabilimento Fca di Melfi.

“Occorre riallacciare i fili tra rappresentanza, sindacati e politica – hanno detto il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa e Michele Palma, della segreteria nazionale Fiom, in un incontro con la stampa a Potenza – da troppo tempo registriamo un’assenza in uno dei settori che in altre parti d’Europa è centrale”.

Per Summa “il governo regionale, che si appresta a rinnovare gli accordi con Eni e Total, deve essere protagonista nelle scelte che riguardano il comparto dell’automobile, mettendo in correlazione stretta Fca con le nuove energie, come l’uso dell’idrogeno”.

La Cgil Basilicata propone “un grande patto tra governo regionale ed Fca per costruire uno sviluppo dell’auto basato sui propulsori a basso patto ambientale. Utilizzare parte delle royalties non per fare l’ennesimo campus ma per costruire una Basilicata oltre il petrolio“.

A questo deve aggiungersi l’intesa tra Fca e governo nazionale “nella quale dichiarare – propone la Fiom Cgil – che il processo di fusione deve essere accompagnato da investimenti che servono a rilanciare la produzione e a garantire occupazione. Altrimenti è inutile dire che gli stabilimenti non chiuderanno perché andranno inesorabilmente verso una lenta eutanasia”.

Ne è una dimostrazione l’uso degli ammortizzatori sociali, “pari al 60% degli orari di lavoro”, ha sottolineato Gaetano Ricotta, segretario generale Fiom Cgil Basilicata. Mariano Carboni, della Fiom Cgil nazionale, ha invece sottolineato i casi di uso improprio di contratti atipici avvenuti nell’indotto lucano “che vanno assolutamente fermati”.

LEGGI ANCHE: Cisl e Fim Basilicata: “Il polo di Melfi abbia un ruolo centrale nell’accordo Fca-Psa”

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