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In Kenya Summit della salute riproduttiva: “Molte giovani anche Lgbtqi”

di Serena Fiorletta, antropologa e responsabile comunicazione Aidos
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NAIROBI (KENYA) – È appena terminato a Nairobi il Summit “Accelerating the promise”, che ha celebrato i 25 anni dalla Conferenza su Popolazione e Sviluppo [ICPD25], svoltasi al Cairo nel 1994. Un nuovo incontro mondiale, quello del Kenya, non solo un anniversario ma un’opportunità per riaffermare l’importanza della salute sessuale e riproduttiva per il benessere di donne e ragazze e per tutta la popolazione mondiale. Dopo oltre venti anni, il lungimirante Programma d’azione che venne approvato all’epoca viene riconfermato, sottolineando la necessità di accelerare il processo per il raggiungimento di fondamentali diritti delle donne. Zero violenza di genere, zero mutilazioni genitali femminili e matrimoni precoci, zero mortalità materna, zero richieste inevase di pianificazione familiare, sono gli obiettivi della Conferenza ICPD25, organizzata nuovamente da UNFPA, dal governo del Kenya e da quello danese.

Oltre 9500 partecipanti, provenienti da 170 paesi diversi, hanno partecipato alle numerose conferenze e incontri che si sono tenuti negli spazi dedicati, contribuendo al dibattito ma soprattutto a definire gli impegni da prendere per finire il lavoro iniziato al Cairo, necessario anche per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. I tre giorni di lavori hanno portato alla definizione di ben 1200 impegni presi da governi, società civile, gruppi di donne, giovani, università e soggettività presenti.

“Il vertice di Nairobi ha rappresentato una visione rinnovata e ri – energizzata di una comunità che lavora insieme per agire e realizzare gli obiettivi che si pone. È insieme che realizzeremo un decennio di azione e risultati per donne e ragazze, ponendo i loro diritti e le loro scelte al centro di tutto ciò che facciamo”, ha confermato in una dichiarazione la direttrice esecutiva di UNFPA, Natalia Kanem. L’impegno di UNFPA è infatti concreto e alla conclusione del Summit è stata comunicato il risultato notevole di diversi miliardi di dollari donati da parte del settore pubblico e privato per realizzare gli impegni presi. Governi tra cui Italia, Austria, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, insieme alla Commissione europea hanno stanziato circa un miliardo di dollari. Il settore privato ben 8 miliardi di dollari.

“Nairobi è solo un inizio. Lasciamo la capitale del Kenya con una chiara tabella di marcia delle azioni che dobbiamo intraprendere per far avanzare l’agenda dell’ICPD e trasformare il mondo per donne e ragazze”, dichiara Josephine Kibaru-Mbae direttora generale del Kenya National Council for Population and Development.

Una novità è stata sicuramente la presenza di numerose persone giovani che hanno animato con passione e competenza ogni dibattito e incontro organizzato durante il Summit, portando avanti le loro istanze, dai diritti sessuali e riproduttivi, alla scelta libera della gravidanza, dalla contraccezione alla questione ambientale. Moltissimi gli interventi di giovani LGBTQI che hanno portato le loro testimonianze e sottolineando l’importanza della salute sessuale e riproduttiva per ogni genere e orientamento sessuale, portando all’attenzione della comunità internazionale il fatto che i diritti delle persone LGBTQI non possono più essere lasciati indietro o considerati un problema controverso. Nonostante il lavoro da fare sia ancora molto ci sono stati notevoli progressi, alcuni obiettivi sono ambiziosi, su altri c’è il rischio di tornare indietro ma il Summit è stato l’occasione di rimettere la salute sessuale e riproduttiva al centro del dibattito globale, continuando a seguire un approccio basato sui diritti umani e sull’autodeterminazione individuale.

Condiviso da tutte le persone presenti è il non volere una nuova conferenza a 50 anni da quella del Cairo, il desiderio è che tali diritti vengano realizzati molto prima e che queste conferenze, seppur meravigliose, possano vedere una conclusione, per concentrarsi su nuove questioni e soprattutto perché questo significherebbe che il pianeta e la sua popolazione finalmente godono di buona salute.

AIDOS era presente a Nairobi in rappresentanza della società civile italiana, in particolare delle tre reti AOI, CINI e LINK 2007, e come Associazione implementing partner di UNFPA in Italia. 

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