Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Valentino Rossi? È lo sportivo più riconosciuto e amato dagli italiani

valentino-rossi
The Doctor correrà domenica a Misano l'ultima gara italiana. Max Biaggi: "È l'ultimo superstite di quella generazione"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Valentino Rossi ha segnato un’epoca della MotoGp e dello sport italiano in generale. A poche gare dal suo ritiro il Dottore conta: 9 Mondiali vinti in 4 classi differenti, 115 Gran Premi conquistati e 26 anni di carriera. Questo weekend si corre a Misano, per l’ultima gara in terra italiana che vedrà Valentino Rossi partire in griglia per la classe regina a due ruote. Proprio a pochi chilometri da Tavullia, il suo paese natale.

L’Istituto di ricerche Ipsos con StageUp (società di consulenza, comunicazione e marketing) hanno reso pubblici i dati di Valentino raccolti dalla ricerca Top Star che annualmente raccoglie la notorietà e il gradimento di oltre 1000 personaggi.

Ebbene, su una media del 52% di risposte esatte, il 46 stacca tutti e si porta al 93%. Il che vuol dire che più di nove italiani su dieci sono in grado di identificare il volto di Rossi, indice di una notorietà a 360 gradi. Non solo. Valentino Rossi eccelle anche nella classifica del gradimento e della capacità professionale.

La prima considera, tra chi conosce il personaggio, coloro che danno un giudizio pari o superiore a 7 rispondendo alla domanda ‘Quanto le è simpatico, quanto le piace?’. In questa graduatoria, il 74% degli italiani manifesta gradimento per il Dottore, contro il 68% del benchmark degli altri sportivi famosi. La seconda (capacità professionale) conteggia coloro che danno un giudizio pari o superiore a 7 rispondendo alla domanda ‘Quanto lo ritiene capace, bravo professionista?‘. E dunque, Valentino ha l’87%, contro l’80% della media degli altri sportivi.

Giovanni Palazzi, amministratore delegato di StageUp, a commento dello studio dichiara: “L’analisi affiancata delle ricerche che conduciamo da vent’anni con i partner di Ipsos fanno emergere come l’affermazione e il consolidamento del MotoGp sia agganciata all’affermazione del personaggio Valentino Rossi come campione, comunicatore e uomo. La vera sfida che aspetta la Dorna nei prossimi anni è come sopperire ad un campione così amato, mai banale e in grado, anche in assenza di risultati, di dare risonanza e prestigio al Campionato. Al tempo stesso sarà interessante vedere come Valentino deciderà di investire l’enorme dote di onore, popolarità e consenso che ha accumulato in 25 anni di carriera ai vertici e che manterrà, come dimostrano altri grandi stelle globali come, ad esempio, Michael Jordan”.

MAX BIAGGI: “VALENTINO È L’ULTIMO SUPERSTITE DI QUELLA GENERAZIONE”

Domenica a Misano Valentino Rossi correrà la sua ultima gara in Italia, almeno l’ultima su una moto. Il Giornale ha intervistato Max Biaggi, icona del motociclismo e rivale sportivo e filosofico di Rossi: “Rossi era l’ultimo baluardo della nostra era – dice Biaggi – l’ultimo superstite di quella generazione. Per questo mi sono sentito di scrivergli, ma le sue gesta rimarranno per sempre”.

Guardo con simpatia a tutto quello che è successo tra noi“, dice ancora e ricorda il loro duello più bello: “Welkom 2004, anche se vinse Rossi. Io commisi un errore perché non mi ero reso conto che era l’ultimo giro. Dentro di me ne aspettavo un altro per la zampata finale. Ma ce ne sono tanti… penso a Assen 2001 con le 500″.

Biaggi a 50 anni ripensa al suo passato: “Prima ero un pilota chirurgico, attento a tutti i dettagli. Questo richiedeva uno sforzo enorme. La moto dà tanto, ma può togliere anche tanto. In ogni senso. Oggi sono molto più leggero, sereno”.

Rossi passa alle auto. Perché Biaggi no? “Avevo avuto la possibilità di fare il salto nel ’99 con Ferrari. Era un progetto biennale, ma ero all’apice della mia carriera in 500. Non avendo una passione smisurata per le auto, ho optato per le moto”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»