Coronavirus, in Lombardia scatta il coprifuoco

Fino al 13 novembre, dalle 23 alle 5 del mattino, ci si potrà spostare soltanto per comprovate "esigenze lavorative, situazioni di necessità o urgenza e motivi di salute".
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MILANO – Da domani coprifuoco in Lombardia: fino al 13 novembre, dalle 23 alle 5 del mattino, ci si potrà spostare soltanto per comprovate “esigenze lavorative, situazioni di necessità o urgenza e motivi di salute”. Queste le indicazioni fornite nella prima bozza dell’ordinanza regionale, firmata dal governatore Attilio Fontana e dal ministro della Salute Roberto Speranza, sulle nuove disposizioni per la gestione dell’emergenza Covid-19. L’ordinanza è stata inviata ai sindaci dei 12 capoluoghi di provincia e all’Anci per l’approvazione definitiva.

Nel documento viene specificato che dopo le 23 sarà comunque consentito “il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza”. Chi ha esigenze di spostarsi durante il divieto (per motivi lavorativi, di necessità o di salute) dovrà portare con sé “un’autodichiarazione”. Nel caso in cui non verranno rispettate le misure adottate, si incorrerà nella sanzione prevista dal decreto del 25 marzo. Attesa un’altra ordinanza specifica per le misure che riguarderanno gli esercizi commerciali.

IN LOMBARDIA VIETATO H24 BERE NEI PARCHI E IN PIAZZA

In Lombardia da domani al 13 novembre non sarà consentito per tutto il giorno consumare alcool nelle aree pubbliche, compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico, mentre la consumazione generica di bevande- spremute comprese dunque- è vietata all’esterno dei bar dalle 18 alle 5 del mattino. Fino alle 23 si potrà invece bere- alcolici e non- al tavolo. Queste le novità emerse dalla bozza, sentito il ministro Speranza, frutto del confronto tra il presidente lombardo Attilio Fontana, i sindaci dei Comuni capoluogo e il comitato tecnico scientifico regionale, per contrastare l’ascesa del covid sul territorio.

Confermato il divieto di consumo da asporto di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi commerciali dalle ore 18 alle ore 5, tuttavia “in tale arco orario la vendita è consentita solo mediante consegna a domicilio”. In pratica, si può ordinare una birra al pub dopo le 18, a patto che si resti in casa.

Per quanto riguarda invece la consumazione ‘in loco’, confermati gli orari per ristoranti e bar: fino alle 23 si potrà consumare seduti al tavolo, fino alle 18 si potrà consumare al banco. Curiosa invece, la disposizione relativa al tetto massimo di commensali: sei per tavolo, specificando però che “in tale numero non sono computati conviventi e congiunti”. In poche parole, nessuna penalizzazione per le famiglie numerose, ma anche per le coppie che desiderano cenare fuori con ‘coppie’ amiche.

CENTRI COMMERCIALI APERTI PER CIBO E FARMACI

Centri commerciali lombardi chiusi, ma non totalmente. Sabato e domenica infatti verrà disposta la chiusura per “le grande strutture di vendita” e per gli esercizi commerciali al dettaglio presenti all’interno dei centri commerciali, eccezion fatta però per quelli che si occupano di generi alimentari, alimenti e prodotti per animali domestici, prodotti cosmetici e per l’igiene personale, per l’igiene della casa, piante e fiori e “relativi prodotti accessori”, nonché farmacie, parafarmacie, tabaccherie e rivendite di monopoli.

Lo si evince visionando la bozza dell’ordinanza della Regione Lombardia, che sta per entrare in vigore a partire da domani, 22 ottobre e fino al 13 novembre prossimi. Il testo, che ammorbidisce la posizione iniziale che minacciava una chiusura totale dei centri commerciali, è il frutto del confronto serrato tra il presidente lombardo, Attilio Fontana, il Comitato tecnico scientifico e i sindaci dei Comuni capoluogo. Disposto anche il divieto per fiere e sagre, ma restano le manifestazioni fieristiche che si svolgono in appositi quartieri.

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21 Ottobre 2020
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