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Macaluso contro Renzi: “Alla Leopolda culto della personalità come con Stalin”

"Ad ogni frase del Capo seguiva un applauso, a prescindere da quel che diceva. E gli interventi dei partecipanti erano solo degli osanna"

Pubblicato:21-10-2019 11:28
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 15:51
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ROMA – “Alla Leopolda 10 è ritornato il culto della personalità. Ma senza personalità. Stalin, nel bene e nel male, era una personalità e tale era considerato da chi lo odiava e da chi lo adorava. Quel che ho ascoltato, grazie a Radio Radicale, non ha precedenti nella vita politica italiana. Del resto, basta leggere l’ampia cronaca del Corriere della Sera redatta da Gian Antonio Stella. Ad ogni frase del Capo seguiva un applauso, a prescindere da quel che diceva”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook, Emanuele Macaluso.

“E gli interventi dei partecipanti erano solo degli osanna al Capo senza argomenti per giustificare la scissione dal Pd. Maria Elena Boschi, per tentare di giustificarla, ha sostenuto che il Pd è il ‘partito delle tasse’. E lei, con questo partito delle tasse, è stata al governo anche quando il suo Capo era caduto da cavallo. Con il governo Gentiloni era sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, come Andreotti con De Gasperi e Gianni Letta con Berlusconi. Miserie”.

Dal punto di vista politico, “tra un applauso e l’altro, si è capito che esiste un asse tra Renzi e Di Maio, impegnati in una campagna per sostituire Conte che ha osato finalmente di fare il presidente del Consiglio. Ma sono velleità dei due nuovi soci. Come abbiamo già osservato l’altro giorno, se cade Conte, cioè il governo, ci sono solo le elezioni anticipate”.

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