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Un posto al sole compie vent’anni, oggi festa a Roma/FOTOGALLERY

La prima puntata della serie è andata in onda su Rai Tre il 21 ottobre 1996
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NAPOLI – Vent’anni e non sentirli. La frase, pronunciata in un sorriso, ricorre spesso tra gli attori di “Un posto al sole”, popolare soap opera prodotta da Rai Fiction, FremanteMedia e Centro di Produzione Rai di Napoli. Oggi il cast festeggia a Roma, in un hotel di Piazza della Repubblica, nell’ambito del Mercato Internazionale dell’Audiovisivo. La prima puntata della serie è andata in onda su Rai Tre il 21 ottobre 1996. Da allora a Palazzo Palladini e dintorni sono andati in scena 35 matrimoni, 22 funerali, 4.467 baci, 510 schiaffi, 26 arresti e sono stati bevuti 3.747.415 caffé. Lo sceneggiato raggiunge in media 2 milioni di spettatori ogni sera. Con questi numeri e le venti candeline, la soap piace al suo pubblico ‘storico’ e attrae nuovi, giovani, spettatori. Qual è il segreto di questa ‘giovinezza’? Per Nina Soldano, che interpreta Marina Giordano, è “la napoletanità. E’ una sorta di ragù fatto bene, con vari ingredienti, cucinato bene, una ricetta lenta e alla portata di tutti, grandi e piccini. E’ questo che lo rende vincente” dichiara all’agenzia Dire.

un-posto-al-sole9Il set della fiction è prevalentemente a Napoli e proprio al territorio, alla sua storia, alla sua cultura e alle sue problematiche, sono legate molte delle vicende raccontate nella fiction. Stando a quanto sostiene alla Dire Patrizio Rispo, noto al pubblico come Raffaele Giordano, i personaggi di Palazzo Palladini sono molto seguiti non solo in tutta Italia, ma anche dalla comunità italiana residente a New York: “molta gente quando ci ferma ci dice che vede più noi che i propri parenti, e non ti dico quando andiamo all’estero, dove portiamo mezz’ora d’Italia, di tradizioni, di esempi. Da cinque o sei anni conduco il festival della canzone italiana d’America…ora mi ‘faccio bello’: c’è un ristorante negli States che espone le immagini di San Gennaro, Maradona e Raffaele Giordano. Ho detto tutto”. Raccontare Napoli, dichiara ancora Rispo, “mi inorgoglisce, anche perché raccontiamo un altro volto della città, mostriamo quello per cui si è fatta sempre amare nel mondo. Oggi invece si cavalca l’aspetto più negativo, più noir”.

di Giulia Beatrice Filpi, giornalista

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