Musulmani in preghiera al Colosseo: “Non chiudere le moschee”

Appello al Campidoglio: Includa i luoghi di culto nel piano urbanistico
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musulmani_colosseo03ROMA – ‘Chiudere un luogo di preghiera è un atto contro la fede’, e ‘Chiudere le moschee non ferma le preghiere’. Sono racchiuse in questi due grandi striscioni, affissi ai lati di via di San Gregorio, le ragioni della manifestazione pacifica della comunità dei musulmani di Roma che è andata in scena oggi. Una grande preghiera di gruppo sotto il Colosseo, in almeno un migliaio inginocchiati su una distesa di tappeti colorati, per ricordare a tutti che “‘Allah Akbar’ significa ‘Dio è grande’, e questo non è terrorismo. Islam significa pace: questo deve capire la comunità internazionale”, il messaggio lanciato dalla piazza.

“Vogliamo uscire da questa situazione, uscire dalle moschee abusive ma non esiste una norma per essere a norma”, ha spiegato il portavoce del Coordinamento associazioni islamiche del Lazio, Francesco Tieri. “Le sale vengono chiuse per varie contestazioni tra cui la destinazione d’uso per il culto, ma manca una normativa nazionale. A Roma- ha ricordato Tieri- è stato aperto un tavolo con l’amministrazione e la Prefettura. Chiediamo che il Comune inserisca le nostra presenze nel piano urbanistico e c’è una disponibilità da parte dell’assessore Berdini.

La nostra non può essere una preghiera di protesta, ma congregazionale”. Tra gli interventi prima del raccoglimento c’è stato quello dell’imam di Centocelle, Mohamed Ben Mohamed. Le moschee, ha detto, “non sono solo luoghi di preghiera, ma veri e propri centri culturali dove si svolgono molte attività rivolte sia alla comunità per una migliore integrazione nella società, sia per capire meglio cosa vuol dire Islam, applicare i suoi valori e vivere con essi nel modo adeguato e non in quello distorto che ci fanno vedere quelli che non hanno capito nulla, ovvero i terroristi”.

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Per Ben Mohamed “il ruolo delle moschee è un ruolo collaborativo, integrativo, la moschea ha la caratteristica di essere aperta, sempre aperta. Noi facciamo iniziative con le scuole, riceviamo studenti da istituti e università, partecipiamo a ricerche accademiche, facciamo iniziative sociali e artistiche anche al di fuori moschee, e tante sono state anche patrocinate dalle istituzioni”. In poche parole, ha sottolineato l’imam, “facciamo un lavoro molto importante per tutti, per la pace, la fratellanza, per difendere la società dai pericoli che possono colpirla, come la droga e il gioco d’azzardo. Tante iniziative le facciamo anche con le altre chiese, cattoliche e non”. Infine, un appello: “Bisogna dire queste cose a tutti e continuare con il nostro lavoro, invito tutti i fratelli in tutte le moschee ad aprirsi ancora di più alla società e far vedere ancora di più questo ruolo importantissimo, anche e soprattutto umano”.

di Mirko Gabriele Narducci, giornalista professonista

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